Leone de Castris, Five Roses IGT
Leggendo l’articolo precedente di Max, mi è venuto in mente questo che è uno dei miei vini rosati preferiti scoperto durante il corso dell’ONAV: il Five Roses IGT di Leone de Castris.
Oltre alle qualità proprie di questo vino, mi ha affascinato la storia della sua nascita che risale al 1943. Fu, infatti, sul finire dell’ultima guerra che il generale Charles Poletti, commissario per gli approvvigionamenti delle forza alleate e, dal 1942 al 1943, governatore dello stato di New York, chiese una grossa fornitura di vino rosato. Italiano si, ma dal nome rigorosamente americano.
Perché proprio Five Roses? Non lo so con esattezza, ma più concause sembrano portare a questa scelta:
- Nome di una contrada nel feudo di Salice Salentino, “Cinque Rose” appunto;
- Per caso o per tradizione, la maggior parte dei conti Leone de Castris ha avuto cinque figli;
- Il nome ricorda molto un prodotto tipico e dal nome rigorosamente americano come il bourbon Four Roses… Ammetto che questa è più una mia congettura, ma per il mio gusto personale credo sia comunque meglio averne cinque di rose invece che quattro… Che poi son pari e non va bene!
Se avete altre informazioni in merito aspetto curioso, come sempre per le storie che girano intorno al vino, i vostri commenti.




Massimiliano Perbellini said,
12 giugno 2008 at 16:52
L’anno scorso ho aperto una bottiglia di Five Roses Anniversario del 2001 e a cinque anni dalla vendemmia era ancora buono: quest’inverno ad un corso di degustazione formaggi è stato servito un Five Roses del 2005, e il Pasquali che teneva detto corso ( vedi http://www.quellicheilcacio.com/) ha detto che appositamente ha scelto un Rosato del Salento invecchiato.
Ovvero il F.R. e alcuni rosati possono anche affinarsi ulteriormente in bottiglia, e non devono essere obbligatoriamente bevuti subito ed entro l’estate.
Max Pigiamino Perbellini