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	<title>wineplanet.it &#187; Cantine</title>
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		<title>15-17 Maggio Susegana: Vino in Villa</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 12:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Franchini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un evento a “tutta G”. La g è quella di Garanzia offerta dalla Docg (denominazione di Origine Controllata e Garantita), il massimo riconoscimento qualitativo assegnato ai vini italiani. Un’eccellenza dimostrata dai numeri: in Italia vi sono oltre 300 vini doc ma solo 44 Docg. La “numero 44” è il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, cui sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wineplanet.it/wp-content/uploads/2010/03/susegana.jpg"><img class="size-full wp-image-779 alignnone" title="susegana" src="http://www.wineplanet.it/wp-content/uploads/2010/03/susegana.jpg" alt="" width="124" height="81" /></a></p>
<p><a href="http://www.wineplanet.it/wp-content/uploads/2010/03/susegana.jpg"></a>Un evento a “tutta G”. La g è quella di Garanzia offerta dalla Docg (denominazione di Origine Controllata e Garantita), il massimo riconoscimento qualitativo assegnato ai vini italiani. Un’eccellenza dimostrata dai numeri: in Italia vi sono oltre 300 vini doc ma solo 44 Docg. La “numero 44” è il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, cui sarà dedicato Vino in Villa, Festival Internazionale di questo spumante italiano inimitabile. Per festeggiare la nuova identità, e promuovere la conoscenza della sigla docg, ancora poco nota al consumatore, il Consorzio per la Tutela del Conegliano Valdobbiadene ha deciso di chiamare i 43 colleghi, vini famosi o rari. In una sola sede, i visitatori potranno immergersi in questo “Mondo G come Garantito” e degustare i vini delle 44 docg d’Italia!</p>
<p><span id="more-776"></span></p>
<p>L’evento offrirà momenti dedicati ad ogni visitatore. Per i giornalisti vi sarà la presentazione della nuova annata e il convegno dedicato al valore delle Docg in Italia, ma anche gli incontri a tavola curati da Alma, Scuola Internazionale di Cucina Italiana, che vede rettore Gualtiero Marchesi. Per gli “addetti ai lavori” sempre Alma realizzerà il lunedì riservato ai ristoratori, enotecari e operatori del settore. Per l’occasione presenterà l’Atto Unico, ovvero il modo moderno di intendere il pranzo, sempre più spesso costituito da un piatto unico. Se queste sono le esigenze del consumatore, il grande chef deve saper evolvere e tradurre la propria arte anche in questa proposta. Durante il food show e per tutta la giornata, gli chef di Alma daranno la propria interpretazione. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, d’altro canto, è il vino moderno per eccellenza poiché unisce finezza, eleganza e vitalità, ad una moderata alcolicità, che gli consentono di divenire partner perfetto a tavola, durante la serata importante così come nella pausa pranzo.</p>
<p>A fare da cornice a Vino in Villa sarà, come sempre, il castello di San Salvatore, borgo del XIII secolo immerso nell’area del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, un nome difficile come faticoso è coltivare la vite in queste colline ripide quanto spettacolari. Una bellezza che, nei secoli, si è mantenuta intatta, come dimostra la pittura di un maestro del Cinquecento, Cima da Conegliano. Proprio nel 2010 al Cima sarà dedicata la più grande mostra mai realizzata, organizzata da Artematica a Palazzo Sarcinelli a Conegliano. “Cima: Poeta del paesaggio &#8211;  67.000 km per un ritorno alle origini” sarà lo slogan dell’evento che, da febbraio a giugno, ospiterà opere provenienti da ogni parte del mondo, da Londra a New York, da Parigi a San Pietroburgo.<br />
Degustare un vino, ammirare un’opera d’arte saranno, quindi, la terza proposta di Vino in Villa, rivolta ai consumatori. Cima da Conegliano è considerato un padre del paesaggismo assieme al Bellini e al Tiziano e proprio le colline del Prosecco Superiore furono uno dei suoi soggetti preferiti. Molti dei luoghi dipinti dal Cima si sono mantenuti integri attraverso i secoli, grazie alla viticoltura e il paesaggio è il modo migliore per spiegare l’inimitabilità del Prosecco, prodotto a Conegliano Valdobbiadene. Attraverso la collaborazione con Artematica, Vino in Villa darà la possibilità di conoscere, in un unico giorno, un artista importante e un vino unico. Un legame che sarà dimostrato, anzitutto, dalla sede di Vino in Villa. Il Castello di San Salvatore, infatti, è immortalato in una delle opere più belle, la Madonna dell’Arancio.</p>
<p>Vino in Villa, quindi, consentirà ai visitatori di confrontare i luoghi del Cima com’erano nel Cinquecento e come sono oggi, visitando prima la mostra e poi l’evento ma anche attraverso le escursioni nei luoghi del Cima, dove una guida spiegherà, opere d’arte alla mano, come è cambiato nei secoli l’ambiente delle colline del Prosecco Superiore.</p>
<p>Si tratterà, quindi, di un’originale esperienza interattiva. E se, ovviamente, nei secoli il territorio è cambiato, è anche vero che esso si è mantenuto ben conservato grazie alla viticoltura che, anzi, ne ha arricchito l’aspetto. Prova ne è il progetto Unesco che, nonostante rappresenti una sfida difficile, sta procedendo in tempi record dopo l’approvazione da parte della Regione Veneto. Ci sarà anche un quarto motivo per visitare Vino in Villa: i momenti culturali de I Simposi, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari, che realizzerà quest’anno incontri a partire da giovedì 13 maggio. Tema di quest’anno sarà “Meraviglie”, dove si parlerà del legame tra la lingua e, in particolare, il dialetto, e il paesaggio.</p>
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		<title>Donne Di Spirito On The Road</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 17:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Silvia Bonomo, delegata per il veneto dell&#8217;Associazione Donne di Spirito, gruppo del noto social network Facebook, collegato all&#8217;Associazione Culturale Divino Scrivere (qui per il sito), organizza il 31 maggio 2009, in occasione di Cantine Aperte, Donne di Spirito On The Road, visita collettiva presso alcune Cantine di Socie dell&#8217;Associazione. Questa è la presentazione dell&#8217;Evento, qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Silvia Bonomo, delegata per il veneto dell&#8217;Associazione Donne di Spirito, gruppo del noto social network Facebook, collegato all&#8217;Associazione Culturale Divino Scrivere (<a href="http://www.divinoscrivere.it/">qui </a>per il sito), organizza il 31 maggio 2009, in occasione di Cantine Aperte, Donne di Spirito On The Road, visita collettiva presso alcune Cantine di Socie dell&#8217;Associazione.<br />
<a href="http://www.wineplanet.it/downloads/evento donne di spirito on the road.pdf ">Questa</a> è la presentazione dell&#8217;Evento, <a href="http://www.wineplanet.it/downloads/allegato ax.pdf ">qui</a> trovate le schede delle Cantine partecipanti, <a href="http://www.wineplanet.it/downloads/programma 31 maggio 2009.pdf">questo</a> il programma completo.<br />
Accorrete numerosi, le Cantine aderenti sono tutte degli assoluti riferimenti nelle rispettive denominazioni.</p>
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		<title>Viansa Winery a Sonoma &#8211; California</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 18:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Franchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Zone vinicole del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[california]]></category>
		<category><![CDATA[Considerazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci troviamo nella Sonoma Valley, la “wine country” californiana. Qui incontriamo Vicky e Sam Sebastiani, a capo della Viansa Winery, che ci colpisce per strutture e paesaggi.Il nome “Viansa” deriva dalla contrazione dei nomi “Vicki and Sam”, fondatori della cantina nel 1990. Accanto a loro oggi ben quattrocento dipendenti, insieme a sei meravigliosi figli, che hanno fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="Primoparagrafo" align="justify"><span>Ci troviamo nella Sonoma Valley, la <em>“wine country”</em> californiana. Qui incontriamo Vicky e Sam Sebastiani, a capo della <em>Viansa Winery</em>, che ci colpisce per strutture e paesaggi.Il nome “Viansa” deriva dalla contrazione dei nomi “Vicki and Sam”, fondatori della cantina nel 1990. Accanto a loro oggi ben quattrocento dipendenti, insieme a sei meravigliosi figli, che hanno fatto del mondo del vino la loro vita.</span></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 498px"><img id="11089" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=11089" border="1" alt="1" width="488" height="366" /><p class="wp-caption-text">Una vista dei vigneti.</p></div>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span><span id="more-539"></span>La storia vinicola dei Sebastiani, però, è ben più lontana nel tempo: si tratta, infatti, già della quarta generazione, pronipoti di quel lontano Sebastiani che apprese a fare il vino nel monastero di Farneta, nei pressi di Lucca. Una volta in America, quella lontana terra verso la quale molti italiani si sono diretti nel secolo scorso in cerca di fortuna, cercò di fare quello che aveva imparato dai monaci: il vino.</span></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 498px"><img id="11090" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=11090" border="1" alt="2" width="488" height="366" /><p class="wp-caption-text">La Viansa Winery, nella Sonoma Valley. “Viansa” deriva dalla contrazione dei nomi “Vicki and Sam”.</p></div>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>L’Italia, comunque, era ancora nei ricordi della famiglia, ed in particolare la Toscana. Molti, infatti, sono i riferimenti al Belpaese, sia nella struttura della cantina, che, ovviamente, nei vini.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>L’idea alla base di tutta la produzione, mi confida Jon Sebastiani, uno dei figli di Vicky e Sam, è quella di vendere non solo prodotti, ma uno stile di vita, fatto di ricordi, ammiccamenti e memorie d’Italia. Tutte le etichette dei vini riportano famosi quadri italiani; tutte i locali della cantina hanno nomi italiani: <em>Il Centro</em>, <em>l’Enoteca</em>, <em>Sala Toscana</em>…</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Nella sala fermentazione sono addirittura riprodotti gli affreschi del monastero di Farneta, nonché un’intera parte del monastero stesso, compreso lo scalone in marmo che introduce il visitatore nella <em>tasting room</em>, la sala degustazione.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Numerosi sono gli eventi ospitati presso <em>Viansa</em>, sia organizzati da parte della società che da altre realtà locali: i matrimoni, in questo caso, la fanno da padrone, grazie alla poesia del luogo e dei paesaggi. Matrimoni da sogno, organizzati nei minimi particolari,  accompagnati ovviamente dai vini <em>Viansa</em>.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>I vini della cantina <em>Viansa</em> sono, come detto, d’ispirazione italiana, anche se i gusti e la produzione riflettono gli standard internazionali, essendo ovviamente il cliente americano il primo referente.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Una gamma particolarmente vasta che comprende i vitigni internazionali tipici della California, come Zinfandel, Chardonnay e Syrah, e vitigni di origine italiana, come il Sangiovese, grande protagonista della produzione di <em>Viansa</em>, ma anche altri, secondo una scelta che non predilige zone geografiche particolari: Nebbiolo, Freisa, Aleatico, Teroldego, Barbera, Arneis.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Certamente <em>Viansa</em> non lesina nell’offerta. Accanto al vino, nell’area denominata <em>“Italian Market”</em>, si possono trovare migliaia di articoli diversi: dall’olio (prodotto nella stessa tenuta) agli aceti, dalle salse alle marmellate, dai piatti alle magliette. Ovviamente, è anche possibile regalarsi una degustazione dei vini della cantina <em>Viansa</em>, al prezzo di venti dollari.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Un mercato molto importante quello dei visitatori, che rappresentano per <em>Viansa</em> gran parte del fatturato, dal momento che la società non vende a ristoranti ed enoteche.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Una scelta precisa, che si dirige verso il consumatore finale, dandogli una gamma completa di prodotti ed emozioni, nonché un vero e proprio stile di vita, che continua anche quando tornano presso le loro case, grazie ai numerosi oggetti acquistabili in cantina.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Inoltre, sempre al fine di fidelizzare la clientela, la cantina californiana ha fondato un vero e proprio club, con tanto di giornalino, che permette ai membri non solo di essere informati su prodotti e novità, ma anche di partecipare ai numerosi eventi e feste organizzati nella struttura, spesso legati alla vita del vino, come la festa della vendemmia.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="center"><span><img id="11091" class="alignnone" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=11091" border="1" alt="3" /></span></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 498px"><img id="11092" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=11092" border="1" alt="4" width="488" height="366" /><p class="wp-caption-text">Gli interni della cantina che rimandano ad atmosfere italiane.</p></div>
<p class="Corpotesto">Particolarmente attrezzata anche tutta l’area dedicata al ristoro: sono molti i visitatori che decidono di passare a <em>Viansa</em> qualche ora rilassante e che consumano il loro pasto all’interno del parco dell’azienda, ammirando il panorama. E se da <em>Viansa</em> passano oltre 300.000 visitatori all’anno un motivo deve esserci!</p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>La tenuta è, infatti, molto curata e suggestiva, grazie ad una natura rigogliosa ed a paesaggi unici. Una natura che la cantina ha deciso di preservare, aderendo ad un programma di tutela e conservazione ecologica del territorio.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Inoltre, la famiglia Sebastiani ha investito nel centro stesso della pittoresca cittadina di Sonoma, aprendo un ristorante, <em>Viansa Cucina</em>, ed una sala degustazione.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Un locale molto curato nei particolari, senza esagerazioni, dal gusto rilassante e raffinato.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Pure la cucina è decisamente di buon livello. Una cucina d’ispirazione italiana leggermente rivisitata e resa più internazionale, senza per questo essere banale.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Una giornata di relax aspetta il visitatore che arriva a Sonoma per visitare <em>Viansa</em>, una giornata dedicata al vino certamente, come anche alla natura e al divertimento, in virtù delle meravigliose e uniche vedute della contea.</span></p>
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		<title>I vini di Francis Ford Coppola</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 13:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Franchini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Conosciuto in tutto il mondo per i film da lui diretti, vincitore di cinque premi Oscar, il regista, sceneggiatore e produttore di capolavori del calibro de Il Padrino e Apocalypse now è a tutt&#8217;oggi uno dei registi più amati e conosciuti, non solo in America. Il cinema non è però l&#8217;unica, benchè grande, passione di Francis Ford [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conosciuto in tutto il mondo per i film da lui diretti, vincitore di cinque premi Oscar, il regista, sceneggiatore e produttore di capolavori del calibro de <em>Il Padrino</em> e <em>Apocalypse now</em> è a tutt&#8217;oggi uno dei registi più amati e conosciuti, non solo in America.</p>
<p>Il cinema non è però l&#8217;unica, benchè grande, passione di Francis Ford Coppola: le celebrate radici italiane si manifestano anche nel suo stile di vita, una vita dalla quale ha sempre attinto a piene mani.</p>
<p><span id="more-495"></span></p>
<p>Non è, infatti, difficile incontrarlo a San Francisco, dove risiede, seduto al tavolo di uno dei numerosi ristoranti italiani di North Beach, o godersi uno dei suoi amati sigari durante una delle tante feste che hanno luogo ciclicamente nelle cantine di Napa e Sonoma. Proprietario di due ristoranti a San Francisco, dove ha sede anche la sua casa di produzione cinematografica, Francis Ford Coppola possiede inoltre un&#8217;azienda vinicola a Rutherford, nella rinomata Napa Valley.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 435px"><a href="http://www.rubiconestate.com/site.php"><img id="6044" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=6044" border="1" alt="Coppola 3" width="425" height="616" /></a><p class="wp-caption-text">Eleanor e Francis Ford Coppola con la figlia Sofia, giovane regista di grande talento.</p></div>
<p>Risale a 25 anni orsono la decisione di Coppola e della moglie Eleanor di acquistare parte della tenuta Niebaum, acquisizione che terminerà solo nel 1995 con l&#8217;annessione del castello di Inglenook, oggi vero e proprio fulcro dell&#8217;azienda, ritornato da poco ad essere parte integrante dei processi produttivi aziendali.</p>
<p>Accanto ai lavori di restauro degli edifici e della cantina, Coppola inizia un lungo processo di rinnovamento dei vigneti, cercando, però, di mantenere le radici delle vigne, impiantate agli inizi del secolo scorso, salvaguardando i cloni importati da Niebaum dalla Francia intorno al 1880 e le uve storiche dell&#8217;azienda.</p>
<p><a href="http://www.rubiconestate.com/site.php"><img id="6048" class="alignnone" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=6048" border="1" alt="Coppola 7" /></a></p>
<p>Il primo vino della Niebaum-Coppola vede la luce nel 1975, con il nome di <em>Rubicon</em>. È un vino ad uvaggio bordolese, secondo quella tradizione tipica ormai della Napa Valley e che, come già sottolineato, ricalca, senza peraltro nasconderlo, le autorevoli produzioni dei nostri cugini d&#8217;Oltralpe. La produzione del Rubicon del 2000 vede l&#8217;utilizzo del Cabernet Sauvignon per il 93%, 3% di Petit Verdot, 2% di Merlot, 2% di Cabernet Franc. Un vino con una consistenza decisa, che rileva già alla valutazione olfattiva una grande potenza, nonché una lunga permanenza in legno (sono 28 i mesi che passa in <em>barrique</em>di rovere francese). Alla bocca è caldo, morbido e persistente, un vino imponente. Innegabilmente un vino che non si dimentica, anche per il suo costo: ben 100 dollari a bottiglia.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 464px"><a href="http://www.rubiconestate.com/site.php"><img id="6042" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=6042" border="1" alt="Coppola 1" width="454" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">I vigneti Niebaum-Coppola.</p></div>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 464px"><a href="http://www.rubiconestate.com/site.php"><img id="6043" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=6043" border="1" alt="Coppola 2" width="454" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">I vigneti Niebaum-Coppola.</p></div>
<p><em><br />
</em> Accanto al Rubicon, Francis Ford Coppola, che si avvale della professionalità dell&#8217;enologo Scott Mc Leod, alla guida della cantina da 15 anni, decide di affiancare un vino bianco, il <em>Blancaneux</em>, blend di Chardonnay, Marsanne, Rousanne e Viogner, anch&#8217;esso barricato e caldo, secondo i gusti del mercato cui si riferisce.</p>
<p>Non manca un vino a base Zinfandel, il <em>Pennino</em>, benchè lo Zinfandel (da noi conosciuto come Primitivo di Manduria) sia più specificatamente tipico della zona di Sonoma. Il <em>Pennino</em>, dal cognome della madre di Francis Ford Coppola, è un vino robusto, impetuoso, caldo, con quasi 15 gradi di alcool. Una produzione che non dimentica il mercato americano ed i suoi gusti, e che quindi decide di offrire al consumatore tutto quello egli vuole. E siccome non sempre vuole acquistare solo il vino, ma spesso anche quello che rappresenta, Coppola vende loro parte della sua storia, del suo successo, del suo cinema.</p>
<p><a href="http://www.rubiconestate.com/site.php"><img id="6045" class="alignnone" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=6045" border="1" alt="Coppola 4" width="397" height="529" /></a></p>
<p>Presso la meravigliosa e visitatissima tenuta di Inglenook si possono infatti ammirare le cinque statuette vinte dal regista italo-americano, la scrivania sulla quale Marlon Brando programmava strategie e delitti ne <em>Il Padrino</em>, gli stivali e il cappello indossati da Robert Duvall in <em>Apocalipse now</em>, i meravigliosi costumi del gotico <em>Dracula</em>, una maestosa <em>Tucker</em> che accoglie e lascia a bocca aperta ospiti e curiosi.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 435px"><a href="http://www.cafecoppola.com/"><img id="6046" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=6046" border="1" alt="Coppola 5" width="425" height="566" /></a><p class="wp-caption-text">Coppola possiede, tra le altre cose, un famoso café nel centro San Francisco, nel palazzo dove ha sede la redazione della rivista letteraria quadrimestrale Zoetrope: All-Story.</p></div>
<p><em><br />
</em></p>
<p>E accanto a tutto ciò, non poteva mancare un immenso reparto dedicato alle vendite dei vini e dei prodotti di casa Coppola. Olio, sughi, biscotti, pasta, cioccolatini, salse al cioccolato a base vino. Il tutto ovviamente firmato Coppola. Ma anche magliette, cappellini, spille, gadget di ogni tipo, forma e costo. Perché negli Usa è chiaro che il vino è un fenomeno di moda, che ricalca con decisione le linee e le strategie dei beni di lusso, come certi nomi della moda appunto. E forse non solo negli Usa.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 464px"><a href="http://www.rubiconestate.com/site.php"><img id="6047" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=6047" border="1" alt="Coppola 6" width="454" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">La tenuta di Inglenook.</p></div>
<p><em><br />
</em> E poiché anche la figlia di Francis Ford Coppola, Sofia, è recentemente salita agli onori delle cronache per l&#8217;Oscar vinto come miglior regista del film <em>Lost in Translation</em>, che ha riscosso grande successo di critica e pubblico, non poteva mancare una particolare dimostrazione dell&#8217;orgoglio paterno: ecco quindi il vino <em>Sofia</em>, effervescente<em>Blancs de blancs</em> imbottigliato in vezzose bottiglie rosa, disponibile anche in lattine da 187 ml. E se coraggiosamente riuscite ad avvicinare Francis Ford Coppola e a chiedergli come mai la sua fantasia imprenditoriale sia così poliedrica e sfaccettata, lui vi risponderà: &#8221;<em>Well, it&#8217;s all entartaiment!&#8221;</em>.<br />
D&#8217;altronde, davanti a migliaia di visitatori che si accalcano per farsi fotografare davanti ad un Oscar e che per niente al mondo rientrerebbero alle loro case senza una cassa di vino Coppola, come dargli torto?</p>
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		<title>Degustazione: Moscato d&#8217;Asti</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 20:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Franchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[asti]]></category>
		<category><![CDATA[moscato]]></category>

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		<description><![CDATA[Degustazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il nome Moscato d’Asti, o semplicemente Asti, si indica uno dei vini più amati e più riconosciuti della nostra terra. Un vitigno, il Moscato, che inizia la sua ascesa nelle produzioni italiane già ai tempi dei Greci e dei Romani, con il nome di Muscatellum. Sembrerebbe, inoltre, che il Moscato sia stata proprio la prima uva a venir coltivata, capostipite di una tradizione vinicola che non ha conosciuto limiti, di gusto e successo. Certamente è il Piemonte la terra di riferimento di questo vitigno, in particolare una striscia collinare di cinquantadue comuni appartenenti a tre province: la provincia di Asti, la provincia di Alessandria e quella di Cuneo.</p>
<p><span id="more-484"></span><br />
Il Moscato d’Asti ha raggiunto livelli qualitativi eccellenti anche grazie alla diffusione della moderna tecnologia enologica, in particolare quella del freddo, che ha consentito di mantenere nel vino gli aromi ed i sapori del frutto. La Denominazione di Origine Controllata e Garantita “Asti” (unico disciplinare) è riservata a due vini e il vino spumante (“Asti” o “Asti spumante”); il vino bianco non spumante (“Moscato d’Asti”).</p>
<p>Il Consorzio dell’Asti tutela anche il Moscato d’Asti che, pertanto, è sottoposto agli stessi controlli da sempre messi in atto sull’Asti Spumante. Con la <span>Docg</span>, inoltre, molte aziende vitivinicole dirette produttrici si sono iscritte al Consorzio che ha costituito, al suo interno, il Consiglio del Moscato d’Asti, al fine di tutelare il prodotto dalle imitazioni e per far crescere il livello qualitativo e valorizzarne l’immagine.</p>
<p>L’Asti Spumante ed il Moscato d’Asti devono essere consumati giovani (possibilmente entro l’anno successivo alla vendemmia) al fine di apprezzarne l’aroma nella sua completa intensità e tipicità.</p>
<p><strong>Azienda Colle dei Venti</strong></p>
<p>Moscato Bianco di Canelli, ovviamente, per questo splendido vino, coltivato su marna calcarea a Castiglione Tinella. Dopo un’attenta scelta delle uve si procede alla pressatura soffice.</p>
<p>Il mosto viene lasciato decantare per due giorni e viene poi filtrato per asportarne le impurità. Segue la presa di spuma dove il mosto viene immesso in autoclave e lasciato fermentare a temperatura controllata fino al raggiungimento del grado alcolico. In seguito viene raffreddato e stabilizzato per la messa in bottiglia.</p>
<p>Il colore è un bel giallo paglierino, il profumo è ricco con note di fiori d’acacia, margherite, salvia, frutta fresca a polpa bianca, pesca. In bocca è equilibrato, non stucchevole, fresco e molto piacevole. Interessante l’abbinamento con formaggi freschi o a fine pasto con i dessert.</p>
<p><img id="10867" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=10867" border="1" alt="1" /></p>
<p>Azienda Colle dei Venti<br />
Cordara Ornella<br />
Via La Serra, 38<br />
14049 Vaglio Serra (AT)<br />
Tel./Fax: 0141 793071<br />
Mail: <a href="mailto:colledei4venti@virgilio.it">colledei4venti@virgilio.it</a></p>
<p><strong>Moscato d’Asti Lumine Docg 2008<br />
Azienda agrituristica Cà d’Gal</strong></p>
<p>Questo è un esempio di grande lavorazione in vigna, di scelte forti, di grandi risultati.</p>
<p>Il Moscato di Cà d’Gal è uno splendido esempio di spumante aromatico, una riflessione sulla potenzialità del Moscato. Sono sentori netti, molto intensi di menta e di pesche estive. Ritornano le note aromatiche di fiori bianchi e di timo, di salvia fresca, di sambuco in fiore. é un bicchiere grasso, morbido, ma assolutamente ben bilanciato, corposo ma allo stesso tempo elegante, presente e delicato, eccelso. Una splendida interpretazione. Azzardare l’abbinamento con piatti dolci strutturati, mousse di vaniglia con crema di menta.</p>
<p>Azienda agrituristica Cà d’Gal<br />
Frazione Valdivilla<br />
Via S.V. di Valdivilla, 1<br />
12058 S. Stefano Belbo (CN)<br />
Tel.: 0141 847103 – Fax: 0141 855970<br />
Mail: <a href="mailto:alessandro.boido@virgilio.it">alessandro.boido@virgilio.it</a></p>
<p><strong>Bera Azienda Agricola</strong><br />
<img id="10863" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=10863" border="1" alt="3" /></p>
<p>Bera Azienda Agricola<br />
Via Castellero Cascina Palazzo, 12<br />
12050 Neviglie (CN)<br />
Tel.: 0173 630194-0173 630500<br />
Mail: <a href="mailto:info@bera.it">info@bera.it</a></p>
<p><strong>Moscato d’Asti Biancospino 2008</strong><br />
Via Annunziata, 17<br />
14054 Castagnole Lanze (AT)<br />
Tel.: 0141 877396 – Fax: 0141 877566<br />
Mail: <a href="mailto:info@la-spinetta.com">info@la-spinetta.com</a></p>
<p><strong>Ceretto – “I Vignaioli di Santo Stefano”</strong></p>
<p>Non si può dire che Ceretto non sia abituato all’eccellenza. Anche in questo caso non si allontana dalla filosofia aziendale nemmeno il Moscato d’Asti. Brillante e cristallino il colore nel bicchiere giallo paglierino.</p>
<p>E&#8217; intenso il bouquet olfattivo, di pesca bianca, di aromatica salvia, di fiori di sambuco. In bocca è leggero di voluto equilibrio, di morbide parti calde che non eccedono, il tono alcolico è solo di cinque gradi, assolutamente bilanciati con acidità e parti dure.</p>
<p>Armonia e grande facilità di beva, fragranza e tipicità, davvero un bel bicchiere. Se ne consiglia il matrimonio con pandori artigianali e sbrisolone burrose.<br />
<img id="10865" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=10865" border="1" alt="5" /></p>
<p>Località San Cassiano, 34<br />
Strada Provinciale Alba/Barolo<br />
12051 Alba (CN)<br />
Tel.: 0173 282582 – Fax: 0173 282383<br />
Mail: <a href="mailto:ceretto@ceretto.com">ceretto@ceretto.com</a></p>
<p><strong>Moscato d’Asti Docg “La Rosa Selvatica” 2008<br />
Icardi</strong></p>
<p>Certo, il rigore con cui Icardi lavora, anche e soprattutto in vigna, emerge. La prova di ciò sta non solo nei numerosi riconoscimenti, ma anche, per non dire soprattutto, nelle degustazioni dei vini. Sono vini complessi e rigorosi allo stesso tempo, frutti di scelte decise e coerenti.</p>
<p>La Rosa Selvatica è un Moscato frizzante e diretto, netto e solare. Finissime le note olfattive, che spuntano intense senza arroganza, ma con grande eleganza. In bocca la sorsata è allegra e briosa, delicata e presente, armonica e puntuale. Assolutamente da provare con dolci e piccola pasticceria.<br />
<img id="10866" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=10866" border="1" alt="6" /></p>
<p>Azienda Agrituristica Icardi<br />
Via Balbi, 30<br />
Loc. San Lazzaro<br />
12053 Castiglione Tinella (CN)<br />
Tel.: 0141 855159 – Fax: 0141 855416<br />
Mail: <a href="mailto:icardivini@libero.it">icardivini@libero.it</a></p>
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		<title>Degustazione: Amarone</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 21:12:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Franchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbinamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amarone]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione]]></category>
		<category><![CDATA[rossi]]></category>
		<category><![CDATA[valpolicella]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei vini italiani più conosciuti ed apprezzati, portabandiera dell’enologia veneta ed italiana. E che nacque per errore. Alcune delle migliori scoperte e creazioni sono nate per caso, o da un errore. Una cultura microbiotica che sfugge al controllo aprendo le porte della medicina alla penicillina; una tavoletta di cioccolata che erroneamente rimane troppo morbida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei vini italiani più conosciuti ed apprezzati, portabandiera dell’enologia veneta ed italiana. E che nacque per errore.</p>
<p><span id="more-440"></span></p>
<p>Alcune delle migliori scoperte e creazioni sono nate per caso, o da un errore. Una cultura microbiotica che sfugge al controllo aprendo le porte della medicina alla penicillina; una tavoletta di cioccolata che erroneamente rimane troppo morbida e diventa una lussuriosa crema; un pane troppo lievitato, destinato a trasformarsi nel protagonista delle tavole natalizie.<br />
Così, da un errore, la leggenda vuole sia nato l’Amarone. Il Recioto, squisito vino dolce, era l’obiettivo, ma la produzione sfuggì al controllo e continuò oltre il tempo necessario, continuando così a fermentare fino a consumare tutti gli zuccheri contenuti, divenendo quindi, sostanzialmente, un vino amaro, Amarone.Amaro, sì, ma evidente assolutamente degno di attenzione. Attenzioni che non mancarono e che portarono così questo vino al suo primo anno di commercializzazione ufficiale, il 1953.La zona di produzione è quella della Valpolicella e della sottozona Valpantena, mentre i vitigni in uvaggio ammessi sono corvina per il 40-70%, rondinella per una percentuale che va dal 20 al 40% e molinara, ammessa dal 5 al 25%. Possono concorrere, per un massimo del 15%, anche altri vitigni rossi (di questa percentuale solo un relativo massimo del 5%) e i vitigni rossignola, negrara, barbara e sangiovese.Ovviamente la procedura produttiva segue le routine tipiche del Recioto da cui, come narrato deriva: le uve, opportunamente scelte durante la fase della vendemmia, vengono collocate in cassette di legno o plastica forata, per consentire la necessaria areazione, le quali vengono poi sistemate in locali adatti all’appassimento, processo fondamentale nella produzione dell’Amarone. Per garantirne il risultato, le uve vengono periodicamente controllate, così come la temperatura e il livello d’umidità. Questa fase dura circa 120 giorni. Le uve vengono poi pigiate lasciate macerare sulle bucce. Segue la fase di fermentazione, che dura dai 30 ai 50 giorni, a seconda delle scelte produttive delle cantine. Questo serve a fare in modo che gli zuccheri si trasformino in alcol. Se al termine di questa fase il vino avrà una presenza di zuccheri inferiore a 4 grammi per litro, potrà definirsi Amarone. La gradazione alcolica minima deve raggiungere i 14°. Dalla vinificazione all’imbottigliamento devono passare almeno 2 anni a decorrere dal 1º dicembre dell’anno della vendemmia; 4 anni invece per la tipologia Riserva. I grandi nomi non mancano tra i produttori di Amarone, così come non mancano prezzi impegnativi. Abbiamo cercato prodotti accessibili, ma di grande gusto, ma non mancheremo di approfondire, prossimamente, una produzione che merita ulteriori degustazioni ed attenzioni.</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella Doc Classico Moropio 2005</strong><br />
Antolini<br />
Prezzo: 25 euro circa<br />
I fratelli Antolini, Pierpaolo e Stefano, hanno un approccio moderno alla loro produzione, ma una modernità che non indulge in gusti standardizzati, ma bensì in una grande pulizia e tipicità. L’Amarone Moropio è caratterizzato infatti da una decisa linearità di gusto, che lo rende fortemente bevibile. Un naso minerale, che torna al palato, di frutta rossa matura, di confettura. Un gusto netto, freschissimo, nota eccellente e non banale per un vino così strutturato. E’ lunga l’intensità, non arrogante, rotonda e nel contempo schietta. La pulizia di gusto rende come detto, estremamente facile la scelta dell’abbinamento con il cibo. In particolare vogliamo sottolineare le possibilità di divertimento del gusto con i piatti di selvaggina, quaglie arrostite e pernici al forno.<br />
www.antolinivini.it<br />
<strong><br />
Amarone della Valpolicella Doc Classico Riserva Campo degli Inferi 2003</strong><br />
Brunelli Luigi<br />
Prezzo: 50 euro circaArial<br />
Ampio, armonico, persistente, intenso, elegante. Ecco gli aggettivi per descrivere questo magnifico Amarone. Un bicchiere dai sentori raffinati di frutta scura, cassis e lamponi, spezie tostate, balsamici effluvi. La gustativa è in linea con l’olfatttiva: un sorso morbido, elegantissimo. E’ equilibrato tra le parti, suadente e dai tannini vellutati. Il gusto resta a lungo in bocca, con una grandissima armonia, una struttura complessa e al contempo pulitissima. Viene naturale l’abbinamento con alcuni piatti della tradizione veronese, come la pastissada de caval, anche se si presta ottimamente alla degustazione meditativa, alla scoperta delle diverse sensazioni olfattive e gustative. Se ne consiglia ovviamente la necessaria ossigenazione, anche tramite il giusto bicchiere.<br />
www.brunelliwine.it<br />
<strong><br />
Amarone della Valpolicella Doc Classico Campomasua 2003</strong><br />
Venturini Massimino e Figli<br />
Prezzo: 32 euro circa<br />
Un’azienda a conduzione familiare che porta avanti tradizione ed esperienza, nella Valpolicella classica. L’Amarone Campomasua si presenta al bicchiere scuro di rosso granato intenso, con archetti autorevoli e rappresentativi di presenza, decisa. Il naso si presenta subito intenso, lungo. Sono note di frutta scurissima, lamponi in marmellata, spezie, pepe nero cotto nel vino. La sorsata è altrettanto presente, dotata di tannini ancora giovani, ma proprio per questo è vino degno di una vita lunga. Lo si può quindi tranquillamente dimenticare in cantina anche per quindici, vent’anni, anche se è forte la voglia di assaggiare e degustare questo nettare con il cibo. Il risotto con zucca e Amarone saporito e ricco, giovane nella zucca, morbido e carnoso è un degno compare di merende. www.viniventurini.com</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella Classico Doc 2003</strong><br />
Azienda Agricola Bonazzi Fratelli<br />
Prezzo: 35 euro circa<br />
Questo vino passa dai dieci ai diciotto mesi in barriques, più quattro di affinamento in bottiglia e presenta una gradazione alcolica pari a 15.5°. E’ di un brillante rosso granato all’aspetto visivo, mentre in olfattiva si presenta deciso e lungo, complesso, con note nette di lamponi e more scure e mature, contornate da gentili sentori vanigliati di mandorle e di inconfondibile cannella. E’ ancora baldanzoso il tannino, ma assolutamente aggraziato, lasciando presagire una lunga vita a questo bel vino. Una bella bocca da mangiare, equilibrata seppur calorosa, lunga e ammaliante. L’abbinamento che viene spontaneo è quello con gli arrosti morbidi di vitello, magari accompagnati di salse alle prugne e purea di patate. Ma anche un roast beef…<br />
www.bonazzivalpolicellawine.it</p>
<p><strong>Amarone Valpolicella Doc Gaso Classico 2003</strong><br />
San Rustico<br />
Prezzo: 35 euro (chiedere conferma)<br />
Viene svinato a marzo ed effettua tre anni di affinamento in rovere di Slavonia ed un successivo anno in bottiglia questo vino che porta con sè 15 gradi alcolici. Le ottime note olfattive di questo bicchiere sono decise e raffinate, leggermente eteree, di frutta rossa matura, marasche in alcool, mandorle e uva di corinto. Una sorsata ammaliante, pulita, circolare, ricca ed armonica. E’ in magnifico equilibrio il tenore alcolico, anche grazie ad una elegante e precisa freschezza. Lungo ed articolato, l’Amarone San Rustico ha bisogno di un bicchiere consono, ampio, che ne esalti le note olfattive e che renda possibile la necessaria ossigenazione. Da provare con piatti di carne strutturati come con formaggi saporiti e dal gusto forte.<br />
www.sanrustico.it</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella Doc Valpantena 2003</strong><br />
Tezza<br />
Prezzo: 27 euro circa<br />
Siamo nella sottozona Valpantena, il cui particolare microclima contribuisce alla produzione di vini di carattere e struttura, senza limitarsi in stile e distinzione. L’Amarone Tezza è ricco al naso di sentori fruttati, dalle amarene al ribes, con note minerali precise e sentori di spezie, pepe rosa e verde, liquirizia e timo. Una bella sensazione olfattiva, che torna in bocca, circolare, con sapidità, dalla spalla acidità presente, necessaria a sostenere il calore di un vino importante. Un equilibrio che si presta anche ad una lunga vita in cantina, essendo anche ben presente un tannino intenso, ma assolutamente non arrogante. E’ un vino il cui abbinamento con le paste all’uovo condite con ragù di brasato e di carne in genere, sostanziosi e grassi, è assolutamente vincente.<br />
www.tezzawines.it</p>
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		<title>Amarone a Coppie: le migliori annate di San Briccio</title>
		<link>http://www.wineplanet.it/cantine/amarone-a-coppiele-migliori-annate-di-san-briccio/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 09:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[amarone]]></category>
		<category><![CDATA[valpolicella]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>
		<category><![CDATA[vini buoni d'italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 6 settembre presso la straordinaria cornice di Villa Verità Fraccaroli, sita in via Boschetto 6 a Lavagno (VR), sede dell’Azienda Grotta del Ninfeo-Fraccaroli, si terrà un evento degustazione di Amaroni della Valpolicella tutti provenienti dai prestigiosi vigneti del territorio di San Briccio, una collina vulcanica storica della Valle di Mezzane. Sarà l’occasione per valorizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 6 settembre presso la straordinaria cornice di Villa Verità Fraccaroli, sita in via Boschetto 6 a Lavagno (VR), sede dell’Azienda Grotta del Ninfeo-Fraccaroli, si terrà un evento degustazione di Amaroni della Valpolicella tutti provenienti dai prestigiosi vigneti del territorio di San Briccio, una collina vulcanica storica della Valle di Mezzane.<br />
Sarà l’occasione per valorizzare un territorio di grande potenziale enologico che produce grandi vini di prestigio internazionale.</p>
<p><span id="more-121"></span>Si tratta di una degustazione in verticale a partire dall’annata 1997 fino all’ultima messa in commercio delle 4 aziende che posseggono i loro vigneti sull’altura di San Briccio.<br />
Ed ecco quindi il Roccolo Grassi grande parcella di vigneto su tufi basaltici di Marco Sartori, il Campo dei Gigli storico vigneto su calcare purissimo nella parte più a nord della collina, della Tenuta Sant’Antonio, il Grotta del Ninfeo dell’Azienda Fraccaroli posizionato su un bellissimo vigneto a ridosso dell’imponente villa veneta di proprietà.<br />
Infine l’Amarone Basaltico di uno straordinario artigiano del vino Ernesto Ruffo che sorprenderà per il valore dei suoi vini e la grande passione che trasmettono.<br />
La degustazione si terrà alle ore 10.30 e sarà guidata da Bernardo Pasquali, giornalista e Coordinatore Regionale del Veneto per la Guida Vini Buoni d’Italia del Touring Club.<br />
Ad ogni azienda è stata lasciata facoltà di scelta di due annate tra le più rappresentative della loro storia produttiva.<br />
Ecco la successione dei vini in degustazione:<strong><br />
</strong></p>
<ul>
<li><strong> Amarone della Valpolicella DOC 2004 Grotta del Ninfeo</strong></li>
<li><strong>Amarone della Valpolicella DOC 2003 Roccolo Grassi</strong></li>
<li><strong>Amarone della Valpolicella DOC 2002 Grotta del Ninfeo</strong></li>
<li><strong>Amarone della Valpolicella DOC 2001 Ernesto Ruffo</strong></li>
<li><strong>Amarone della Valpolicella DOC 2000 Campo dei Gigli Tenuta Sant’Antonio</strong></li>
<li><strong>Amarone della Valpolicella DOC 1999 Campo dei Gigli Tenuta Sant’Antonio</strong></li>
<li><strong>Amarone della valpolicella DOC 1998 Roccolo Grassi</strong></li>
<li><strong>Amarone della Valpolicella DOC 1997 Ernesto Ruffo</strong></li>
</ul>
<p>Alla degustazione parteciperanno i produttori Marco Sartori, Luca Fraccaroli, Ernesto Ruffo e Tiziano Castagnedi.<br />
Al termine della degustazione Le tavole del Soave offriranno un buffet a tutti i partecipanti a base di prodotti tipici della Lessinia veronese nel giardino romano &#8211; rinascimentale della villa.<br />
Per partecipare all’evento prenotare telefonando al seguente numero 3315782675, oppure <a href="mailto:bpasquali@yahoo.it">cliccate qui </a>per inviare una mail.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vespaiolona, la Notte Bianca BiancoRossa di Breganze.</title>
		<link>http://www.wineplanet.it/cantine/vespaiolona-la-notte-bianca-biancorossa-di-breganze/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 21:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[bianchi]]></category>
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		<category><![CDATA[torcolato]]></category>
		<category><![CDATA[vespaiolona]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra sabato 21 e domenica 22 Giugno si terrà a Breganze (VI), la prima edizione di Vespaiolona, la notte bianca tra le cantine della Strada del Torcolato. La festa inizia alle 20 in Piazza Mazzini con &#8220;Il Ristorante in Piazza&#8221;, tradizionale cena collettiva ovviamente a base di Torresano (il Piccione di Breganze) e annaffiato dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra sabato 21 e domenica 22 Giugno si terrà a Breganze (VI), la prima edizione di Vespaiolona, la notte bianca tra le cantine della Strada del Torcolato.</p>
<p><span id="more-111"></span>La festa inizia alle 20 in Piazza Mazzini con &#8220;Il Ristorante in Piazza&#8221;, tradizionale cena collettiva ovviamente a base di Torresano (il Piccione di Breganze) e annaffiato dai splendidi vini della zona.<br />
Dalle ore 22 inizia il Vespaiolona, giro notturno per le cantine aderenti, con visite e degustazione dei loro prodotti per tutta la fascia Pedemontana della DOC Breganze: la Notte Bianca è stata definita BiancoRossa in quanto a la Doc Breganze si compone di diverse tipologie di vini bianchi e rossi, oltre agli ultimi arrivati Vespaiolo Spumante, Breganze Tai e Breganze Merlot, e senza ovviamente dimenticare Sua Maestà il Torcolato, vero vanto dell&#8217;Enologia Italiana e Mondiale.<br />
Dalle 22 alle 2 del mattino sarà attivo un servizio di bus navetta che, partendo dalla stazione delle autocorriere in piazzetta delle Poste, condurrà i partecipanti a visitare le Cantine Socie del Consorzio di Tutela e della Strada del Torcolato: Cantina Beato Bartolomeo da Breganze, Cantina Maculan, Cantina Angelo Scaroni, Azienda Agricola Ca&#8217; Biasi, Azienda Agricola Firmino Miotti, Cantina Col Dovigo, Azienda Agricola Vitacchio Guerrino e, fuori dal territorio comunale, Azienda Agricola La Costa a Fara Vicentino, Tenuta Bastia a Montecchio Precalcino e Azienda Agricola Villa Magna a Sandrigo. Per la partecipazione è richiesto un contributo di dieci euro, comprensivo di trasporto in pullman, bicchiere da degustazione e portabicchiere a tracolla oltre naturalmente a quattro assaggi di vino. Informazioni e prenotazioni: 0445300595, 3483028340.<br />
Domenica 22 giugno dalle 17 spazio alla II° edizione del Palio delle Botti: una spettacolare gara di spinta di barriques tra le vie del centro, disfida fra equipaggi delle diverse cantine. Nell&#8217;edizione del 2007, a trionfare è stata l&#8217;azienda agricola Ca&#8217; Biasi di Innocente Dalla Valle. La manifestazione, che inizierà alle 17, si concluderà con un brindisi da primato a base di uno dei vini simbolo della Pedemontana vicentina: il Vespaiolo.<br />
Ulteriori informazioni al <a href="http://www.stradadeltorcolato.it/newsletter.php? newsletter=41">sito</a> Strada del Torcolato di Breganze.</p>
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		<title>Leone de Castris, Five Roses IGT</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 13:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[Leggendo l&#8217;articolo precedente di Max, mi è venuto in mente questo che è uno dei miei vini rosati preferiti scoperto durante il corso dell&#8217;ONAV: il Five Roses IGT di Leone de Castris. Oltre alle qualità proprie di questo vino, mi ha affascinato la storia della sua nascita che risale al 1943. Fu, infatti, sul finire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo l&#8217;<a href="http://www.wineplanet.it/index.php/2008/06/11/italia-in-rosa-a-moniga/">articolo precedente</a> di Max, mi è venuto in mente questo che è uno dei miei vini rosati preferiti scoperto durante il corso dell&#8217;ONAV: il <a href="http://www.leonedecastris.net/fiveroses_ita.html">Five Roses IGT</a> di Leone de Castris.</p>
<p><span id="more-110"></span></p>
<p>Oltre alle qualità proprie di questo vino, mi ha affascinato la storia della sua nascita che risale al 1943. Fu, infatti, sul finire dell’ultima guerra che il generale Charles Poletti, commissario per gli approvvigionamenti delle forza alleate e, dal 1942 al 1943, governatore dello stato di New York, chiese una grossa fornitura di vino rosato. Italiano si, ma dal nome rigorosamente americano.</p>
<p>Perché proprio Five Roses? Non lo so con esattezza, ma più concause sembrano portare a questa scelta:</p>
<ul>
<li>Nome di una contrada nel feudo di Salice Salentino, “Cinque Rose” appunto;</li>
<li>Per caso o per tradizione, la maggior parte dei conti Leone de Castris ha avuto cinque figli;</li>
<li>Il nome ricorda molto un prodotto tipico e dal nome rigorosamente americano come il bourbon Four Roses&#8230; Ammetto che questa è più una mia congettura, ma per il mio gusto personale credo sia comunque meglio averne cinque di rose invece che quattro&#8230; Che poi son pari e non va bene!</li>
</ul>
<p>Se avete altre informazioni in merito aspetto curioso, come sempre per le storie che girano intorno al vino, i vostri commenti.</p>
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		<title>Cantine Aperte 2007</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2007 08:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cantine]]></category>
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		<category><![CDATA[Zone vinicole del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[bianchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 27 maggio si è svolto il classico appuntamento primaverile “Cantine Aperte”, a cura delle cantine aderenti all’associazione Movimento Turismo del Vino. &#8220;Vado anch’io, in incognito senza aprir bocca e senza far le mie solite domande!” mi sono detto in settimana e dopo aver cercato informazioni sul Sito del Movimento Turismo del Vino ho fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 27 maggio si è svolto il classico appuntamento primaverile “Cantine Aperte”, a cura delle cantine aderenti all’associazione <a href="http://www.movimentoturismovino.it">Movimento Turismo del Vino</a>. &#8220;Vado anch’io, in incognito senza aprir bocca e senza far le mie solite domande!” mi sono detto in settimana e dopo aver cercato informazioni sul Sito del Movimento Turismo del Vino ho fatto la mia scelta: Franciacorta in primis, poi Valpolicella.</p>
<p><span id="more-48"></span><strong>Il caso Franciacorta.</strong> Il fatto che venivo da una settimana caldissima, e che le spumantizzazioni avvengano in luoghi freschissimi non è stato il solo motivo che mi ha fatto scegliere la Franciacorta: volevo toccare con mano questa realtà, ovvero “Come inventarsi una Nuova Tradizione”. Lungi da me fare un redazionale completo sulla Franciacorta, volevo solo farmi un’idea di come una terra ad alta vocazione agricola, ma quasi nessuna antica vocazione vinicola, nel giro di una trentina d’anni sia riuscita a creare appunto una Nuova Tradizione del Vino con le famose Bollicine del Franciacorta. Di sicuro ha influito una delle simpatiche caratteristiche del popolo Bresciano: lavorare duramente, fare tanti soldi e poi goderseli. E goderseli spesso vuol dire appassionarsi a qualcosa, farlo in grande e soprattutto più in grande dell’amico-rivale! In campo sportivo i casi sono moltissimi e credo che visti i primi successi degli esperimenti spumantistici in Franciacorta, si sia fatto quasi a gara per fare ancora meglio. Con una piccola differenza: visto che si poteva anche farne una attività redditizia, invece di sfidarsi, i vari possidenti Franciacortini hanno unito le forze e hanno creato una potenza vinicola, in quantità e qualità, cercando anche di avvicinare il pubblico italiano alle bollicine nazionali. Sia chiaro che queste sono solo mie supposizioni, ma vedendo i nomi dei proprietari di alcune delle cantine più famose non credo di sbagliare di molto, e, sia chiaro, anche se tra Bresciani e noi Veronesi esiste del sano campanilismo, mi tolgo il cappello di fronte al fenomeno Franciacorta. Ed ecco un breve resoconto.<br />
<strong><a href="http://www.losparviere.com">Lo Sparviere</a></strong> &#8211; comincio da Monticelli Brusati la mia visita:questa e’ un&#8217; antica azienda agricola di proprietà della famiglia Gussalli Beretta, che si è re-inventata spumantista. Infatti le cantine di spumantizzazione sono nuovissime e funzionali, pur restando in uso le antiche cantine della proprietà.La filosofia dell’azienda è quella di lavorare solo le uve dei propri vigneti, di fare solo bollicine millesimate e con almeno quattro anni di permanenza sui lieviti, ben di più di quanto segnalato dal disciplinare di produzione, ma come sapete bene, la lunga permanenza migliora la qualità. Il loro Brut base e’ sempre segnalato come tra i migliori della categoria e se poi lo acquisti in cantina a soli 10 euro a bottiglia è ancora più buono. Non ho avuto l’occasione di assaggiare il Satén e l’Extra Brut, peccato. L’azienda produce anche i DOC Terre di Franciacorta Bianchi e Rossi.<br />
<strong><a href="http://www.anticafratta.it">Antica Fratta</a></strong>-sempre a Monticelli Brusati, è una delle poche cantine storiche della Franciacorta: edificata nell’ 800, è scavata in gallerie nella collina alle spalle della villa padronale, presenta alcune caratteristiche notevoli come un camino-torrione che con l’ausilio di un paio di astuzie evacuava l’anidride carbonica sviluppata durante le fermentazioni e vinificava all’epoca circa 6000 ettolitri di vino!<br />
 “El Cantinù”, come soprannominato dalla popolazione locale, dopo varie vicissitudini è entrata a far parte del Gruppo Guido Berlucchi, che l’ha riportata agli antichi splendori.Che dire se non “spettacolare” e che merita una visita?L’azienda adesso produce tutte le tipologie di Franciacorta DOCG e le DOC Terre di Franciacorta Bianco e Rosso.<br />
<strong><a href="http://www.berlucchifranciacorta.it">Fratelli Berlucchi</a> </strong>- situata a Borgonato e da non confondersi con l’omonima vicina di casa, è un’ azienda agricola di antica tradizione dedicatasi da una trentina d’anni alla moderna viticoltura Franciacortina. Tra le caratteristiche principali il non produrre esclusivamente bollicine ma cercare di pareggiare questa produzioni con i vari vini DOC fermi. Và inoltre citato che la Signora Pia Berlucchi è presidente dell’associazione <a href="http://ledonnedelvino.com">Donne del Vino</a>. La cantina è dislocata nei vari locali di una storica cascina agricola, tra cui spicca la sala vinificazione situata sotto un portico affrescato nel ‘600 con decorazioni semplici ma di grande suggestione. L’unica parte recente della cantina è la zona di spumantizzazione, obbligatoriamente buia e sotterranea. La produzione copre tutta la gamma dei vini Franciacortini.<br />
<strong><a href="http://www.contadicastaldi.it">Contadi Castaldi</a> </strong>- uno dei nomi nuovi della Franciacorta, è stata fondata una quindicina d’anni da Vittorio Moretti, il patron della famosissima Bellavista. Moretti è un mito: quando parlavo della caratteristica dei Bresciani,dell’appassionarsi e di farlo ai <a href="http://www.terramoretti.it">massimi livelli</a>, lui ne è l’ESEMPIO.Da buon velista, per farsi le sue barche s’è costruito un cantiere nautico all’avanguardia, della Bellavista non devo dire nulla, per il ristorante dell’azienda vinicola ha chiamato un tale di nome Gualtiero Marchesi e quando ha visto che i cunicoli di cottura e raffreddamento dei mattoni dell’antica Fornace Biasca di Adro potevano divenire il luogo ideale per spumantizzare, ha creato una nuova azienda vinicola.Adesso la Contadi Castaldi è un azienda da oltre 400.000 bottiglie di Franciacorta DOCG e da circa 80.000 delle altre tipologie DOC Terre di Franciacorta. Attualmente la cantina è in fase di forte crescita e i vecchi cunicoli sono diventati stretti, vi si lavorano dentro solo i formati dal Magnum in su e l’adiacente moderna cantina sotterranea accoglie gli altri formati. Poi via verso la Valpolicella, anche perché la mia scorta di Recioto era finita&#8230;<br />
<strong><a href="http://www.boscainicarlo.it">Boscaini Carlo</a></strong> &#8211; a S. Ambrogio di Valpolicella sorge questa cantina immersa nei vigneti: la produzione è quella tradizionale della zona, più qualche vino bianco a base Garganega.I vini mi sono piaciuti, solo botti grandi, così tutta la Valpolicella te le ritrovi limpida nel bicchiere. Buoni e a prezzi competitivi l’Amarone e il Recioto, che mi sono portato a casa.<br />
<strong><a href="http://www.antolinivini.it">Antolini Pier Paolo e Stefano</a></strong> &#8211; cambio di valle e a Marano arrivo nella corte dove sorge l&#8217;azienda: interessante la degustazione, ottimi i dolcetti e una novità:la Sfogliatine al Recioto. Buoni i vini Valpolicella e il Recioto. L’Amarone purtroppo rientra nella categoria dei Moderni, che non mi fa impazzire.<br />
<strong><a href="http://www.campagnola.com">Campagnola Giuseppe</a></strong> &#8211; Sempre a Marano sorge questa storica cantina, che quest’anno festeggia il centenario della fondazione.La cantina e’ modernissima, con la costruzione che ingloba anche le vecchie strutture della bottaia e delle vasche in cemento, altrettanto nuova e spettacolare, per non dire coreografica, è la barricaia. Quindi Amaroni Moderni. Comunque notevole il Corte Agnella, una Corvina in purezza, in cantina 6 euro. Presente un banco d’assaggi dell’azienda <a href="http://www.benedettilessinia.it">Benedetti</a>, con i suoi ottimi salumi e formaggi.<br />
<strong><a href="http://www.villaspinosa.it">Villa Spinosa </a></strong>- mi arrampico sulla costa della valle di Marano e superata la sommità giungo a Villa Spinosa, a Jago di Negrar: è un antica corte vinicola con annessa villa padronale, con una bella vista sulla valle di Negrar. Mi aggrego alla comitiva in visita e ascoltando le spiegazioni del titolare sull’uso e glorificazione delle barrique mi sono messo il cuore in pace: cantina antica-vini moderni, il tutto confermato dalla degustazione. Peccato.<br />
<strong><a href="http://www.valpolicella.it/brigaldara">La Brigaldara</a></strong> &#8211; al ritorno mi fermo in questa importante azienda di S. Floriano per una visita veloce. Anche qui in cantina poche botti e tante barriques di vari passaggi, ma come dice il titolare, “Vanno usate con parsimonia, perché se sentite il legno nel vino vuol dire che sto sbagliando”! Alla degustazione del Recioto e dell’Amarone devo confermarne l’uso garbato, ma erano presenti comunque tostature, speziature e vanigliature tipiche della barrique, ma niente tannini da rovere: un buon Amarone, relativamente Moderno, per gli amanti del genere. Non m’è dispiaciuto un rosato di Dindarella, uva autoctona della Valpolicella.<br />
E con questa visita la mia giornata di Cantine Aperte è finita: ne ho fatte ben nove. Ringrazio tutte le Cantine che hanno aderito all’iniziativa e che sono state tanto gentili da ospitarmi.<br />
Alla fine una domanda alla quale non sono riuscito a dare risposta, magari qualcuno può aiutarmi: che vitigni si coltivavano e vinificavano in Franciacorta prima dell’avvento delle bollicine?</p>
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