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	<title>wineplanet.it &#187; Guide</title>
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		<title>18° Merano Wine Festival &amp; Gourmet</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 16:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si terra nei giorni dal 7 al 9 Novembre presso la Kurhaus di Merano (BZ) la diciottesima edizione di una delle più grandi rassegne enogastronomiche italiane, con varie manifestazioni collaterali a partire dal 31 Ottobre. Vediamo le novità di quest&#8217;anno e perché un vero appassionato non deve mancare a questo appuntamento. Chi c&#8217;è quest&#8217;anno La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si terra nei giorni dal 7 al 9 Novembre presso la Kurhaus di Merano (BZ) la diciottesima edizione di una delle più grandi rassegne enogastronomiche italiane, con varie manifestazioni collaterali a partire dal 31 Ottobre.<br />
Vediamo le novità di quest&#8217;anno e perché un vero appassionato non deve mancare a questo appuntamento.</p>
<p><span id="more-642"></span><strong>Chi c&#8217;è quest&#8217;anno</strong><br />
La manifestazione vera e propria inizia sabato 7 novembre alla Kurhaus, con la presenza delle eccellenze vitivinicole italiane e internazionali, divise nelle varie sezioni, cliccando sulla voce prescelta leggerete l&#8217;elenco dei partecipanti:<br />
<a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/the-one-hundred-101it.html">Centum</a> , <a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/italia-top-selected-102it.html">Italia Excellentis</a>, <a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/extremis-177it.html">Extremis</a>, <a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/consortium-185it.html">Consortium</a>,<a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/dulcis_in_fundoit.html">Dulcis in Fundo</a>, <a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/vini_futuriit.html">Iuvenes</a>, <a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/deutsche_prdikats-_und_qualittsweingterit.html">Deutsche Pradikats und Qualitatsweinguter</a>, <a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/champagneit.html">Champagne</a>, <a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/international-103it.html">International Top Selection</a>, <a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/ugcb-183it.html">Union des Grands Crus De Bordeaux</a>.<br />
E senza dimenticare tutte le varie manifestazioni ed eventi collegati, sia eno che gastronomici, presso la <a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/gourmetarena-199it.html">Gourmet Arena</a>, il padiglione <a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/culinariait.html">Culinaria</a> , <a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/biodynamica_it.html">Byo &amp; Dinamica</a>, <a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/aquait.html">Aquavitae &amp; Liquores</a>, <a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/winemakingit.html">Winemaking</a> e varie <a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/manifestazioni_collateraliit.html">manifestazioni collaterali </a>nei pressi di  Merano.<br />
Come vedete, da imbarazzo della scelta ubriacante solo a leggere quante sezioni e partecipanti ci sono.<br />
<strong>Perchè bisogna andarci?</strong><br />
Come ogni anno leggerete e sentirete in giro varie voci, e quasi tutte negative, sul MWF&amp;G: non stò a discuterle e mi interessano relativamente, a me questa manifestazione piace e vi dirò il perchè.<br />
Per quanto mi riguarda, è la migliore manifestazione italiana dedicata al pubblico e alla clientela della ristorazione, infatti sono in degustazione TUTTI i vini presenti, senza preconcetti o limitazioni, cosa non sempre possibile in altre realtà similari: il classico trittico di Supertuscan terminanti in Aia seguiti da una dozzina di Brunello di Montalcino, tutti uno dopo l&#8217;altro, non credo sia possibile da nessuna parte, come il trovare una simile grande selezione di Bordeaux e Sauternes al di fuori della Francia, e mi scuso con coloro che non ho citato&#8230;<br />
In parole povere, per chi non è avezzo a girare tutto l&#8217;anno a zone vinicole e che non ha in tasca carte di credito dai nobili e gioiellanti colori da far strisciare in ristoranti pluristellati, qui potrà fare un bel giro per le eccellenze europee e qualcosa di extra in un colpo solo.<br />
Ma dimenticatevi però di scoprire nuovi produttori, vini semplici, anzi VININI, per usare un termine appena coniato dall&#8217;amico Peretti (<a href="http://www.internetgourmet.it/2009/10/elogio-del-vinino-2-appunti-per-una_31.html">vedi qui</a>) e piccole ed ottime realtà: a Merano ci sono solo marchi famosi e blasonatissimi con i loro vinoni di punta dai conseguenti prezzi.<br />
Poi c&#8217;è la presentazione della Guida Vini Buoni d&#8217;Italia 2010 (<a href="http://www.vinibuoni.it/home.php">il sito</a>) il giorno 7-11  presso lo Stadttheater Teatro Puccini, e presente presso il MWF&amp;G con un proprio stand dove saranno in degustazione tutti i vini premiati (qui si che sarà possibile scoprire qualche piccola e poco nota cantina).<br />
Forse l&#8217;unica nota stonata della manifestazione il prezzo del biglietto, ma se si calcola che è l&#8217;equivalente del valore medio di un paio di boccie che si potranno degustare una volta dentro, il gioco vale certamente la candela&#8230;<br />
Ulteriori notizie sul sito ufficiale (<a href="http://www.meranowinefestival.com/it-IT/merano-international-winefestival-culinaria-161it.html">questo)</a> della manifestazione.</p>
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		<title>Merano International Wine Festival e Culinaria: perchè bisogna andarci</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 21:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si terrà dal 8 al 10 novembre, la 17° edizione del Merano International Wine Festival e Culinaria. Nelle righe che seguono darò qualche informazione sull&#8217;evento e il perchè bisogna andarci, aggiungendo anche qualche mia impressione sulla scorsa edizione. La sede della Manifestazione è la spledida Kurhaus (Corso Della Libertà 37 Merano BZ), ove sono disposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà dal 8 al 10 novembre, la 17° edizione del Merano International Wine Festival e Culinaria.<br />
Nelle righe che seguono darò qualche informazione sull&#8217;evento e il perchè bisogna andarci, aggiungendo anche qualche mia impressione sulla scorsa edizione.</p>
<p><span id="more-199"></span>La sede della Manifestazione è la spledida Kurhaus (Corso Della Libertà 37 Merano BZ), ove sono disposte le oltre 500 aziende vinicole Italiane e Internazionali, assieme alle 135 aziende di raffinatezze gastronomiche della sezione Culinaria.<br />
Ovviamente maggiori notizie sul MIWF&amp;C sono disponibili sul <a href="http://www.meranowinefestival.com/">sito</a>, assieme ad altre informazioni e soprattutto alla miriade di eventi collaterali, sempre a carattere enogastronomico.<br />
Sicuramente i lettori di blog e siti specializzati leggeranno soprattutto peste e corna di questa manifestazione, in ordine sparso: è elitaria, è piccola, è una bolgia, noi professionisti non riusciamo a fare il nostro lavoro e via discorrendo.<br />
Sarà, ma come tutti i Festival, bisogna sempre parlarne male, ma poi ci si và&#8230;<br />
Per quanto mi riguarda, dico che ogni appassionato dovrebbe andarci: scordatevi però (nella sezione italiana), il gusto di scoprire piccolissime realtà o vini sconosciuti, qui si va su produttori noti e sull&#8217;eccellenza delle varie denominazioni.<br />
Ben diversa è la sezione Extremis, dove qui si possono trovare piccole gemme di viticoltura eroica, e la sezione Internazionale, dove sono presenti sia grandi denominazioni con eventi loro dedicati, come l&#8217;Union Des Grands Crus de Bordeaux, Vins d&#8217;Alsace e Gran Cru Osterreich, sia presenti singolarmente come Champagne, Bourgogne, Chablis e tanti altri.<br />
Poi non bisogna dimenticare la sezione Culinaria, con anch&#8217;essa una nutrita serie di iniziative ed eventi.<br />
Tra i tanti eventi collaterali non posso dimenticare di citare la presentazione dell&#8217;edizione 2009 della Guida &#8220;Vini Buoni d&#8217;Italia&#8221;, edita dal Touring Club Italiano, (<a href="http://www.vinibuoni.it/home.php">qui il sito della guida</a>), di cui la mia cara editrice Laura ne è la responsabile per l&#8217;Emilia Romagna, con premiazione dei Vini Coronati l&#8217;8/11.<br />
Bene, fin qui il ruolo istituzionale per avvisarvi della manifestazione, adesso le mie impressioni sulla scorsa edizione.<br />
<strong>MIFW&amp;C 2007, quello che ho visto e quello che ho bevuto</strong><br />
Come sempre mi preparo per il MIWF&amp;C, e come al solito mi riduco a dovergli dedicare solo un giorno, quindi mi avvio verso Merano, non senza la solita e ormai tradizionale sosta alla Pasticceria Konig, prima di recarmi alla Kurhaus, che dista due passi.<br />
Appena si entra si dà un&#8217;occhiata al catalogo e come sempre ci si sente &#8220;Come un Porco nella Molonara&#8221;, per dirla in veronese. ovvero troppa grazia e non sappiamo come iniziare, e infischiandomene della scala della buona degustazione, ovvero bollicine, vini bianchi ecc. ecc., subito vado a precedere l&#8217;immaginabile ondata che puntualmente dopo un pò si riverserà verso il padiglione dei Bordeaux: non sono amante dello stile Bordolese, anzi, al pensiero degli abonimii che hanno fatto in suo nome (vedi Vini per Americani, Super Tuscan, Imbastardimenti di Vini italiani eccelsi con MerlotCabernet osannati dai soliti soloni), mi dà qualche remora,diciamo pure che sono il classico A.B.C., ovvero Anithing But CabernetChardonnayMerlot, ma poi cedo e vado.<br />
Ovviamente è tutta un&#8217;altra storia, ci mancherebbe, in fin dei conti è a Bordeaux che hanno trasformato il vino da alimento ad Arte: solo che non conoscendo nulla di Gran Crù, Premier Crù e via discorrendo delle varie sottozone, sono andato a caso e non me ne pento, consiglio a tutti di assaggiare un Vero Bordeaux, sia esso di nobile casata o di bravo e sconosciuto vigneron, si capisce come gli Americani, i Soloni e i loro Seguaci non hanno capito nulla del Taglio Bordolese,infatti i veri Bordeaux sono vini beverini, che sanno di uva, dove la barrique è usata come tale, ovvero come vaso vinario e non come dado da brodo, il grado alcolico medio è 12,5 quindi niente mattonate, abbinabile con moltissime pietanze, e il tutto con eleganza, insomma niente a che vedere con le marmellate al gusto di legno francese, tanto care a molti.<br />
Finiti i Bordeaux continuiamo ancora con la Francia, e precisamente con Sauternes e Champagne, proprio voler saltare le sacre regole, di Sauternes non me ne intendo, ma piacciono assai, mentre per gli Champagne mi vien da dire che l&#8217;ennesimo articolo che puntualmente salta fuori a fine anno sul meglio gli Champagne o le bollicine italiane, lo faccio a quadretti e mi ci&#8230;, e se si tratta di un servizio televisivo od internet, faccio saltare lo schermo dalla finestra: anche se si parla di Bollicine ottenute per rifermentazione in bottiglia secondo le rispettive metodologie, anche se usano all&#8217;incirca gli stessi vitigni, Champagne, Franciacorta o i vari Trento e spumanti Metodo Classico sono prodotti solo cugini, ma molto diversi, quindi non esiste migliore.<br />
Gli Champagne presenti a Merano sono sempre di piccole Maison, e per questo molto interessanti, soprattutto perchè spesso provenienti da vitigni ben precisi, quando non millesimati.<br />
Poi grandi assaggi nelle altre zone francesi, e mi è rimasto impresso un simpatico vigneron, dal baschetto in tinta con giacca e panciotto che più francese non si può, Pascal del Domaine Maillard Pere et Fils (<a href="http://www.chez.com/domainemaillard/">il sito</a>), che presentava vari vini, ma soprattutto un Pinot Noir che era l&#8217;antitesi del P.N. Borgognone che solitamente si nomina (ovvero merde de poule e lungo affinamento), qui c&#8217;è un vino profumatissimo, giovanissimo (2006), e ovviamente buonissimo, quando dicono che solo in Borgogna fanno il vero Pinot Noir, con l&#8217;assaggio di questo vino potrei anche dargli ragione.<br />
Continuo il giro internazionale, con molte sorprese e conferme, ma non avendo preso alcuna nota, non vi tedio ulteriormente.<br />
Prima di passare ad Extremis, un giro per la Toscana, e qui una di quelle cose che solo a Merano si può fare, in 5 minuti Biondi Santi, Tenuta San Guido-Sassicaia, Tenuta dell&#8217;Ornellaia, Castello del Terriccio-Lupicaia, Casanova di Neri: ovvero un Mito e quattro abbonati ai Top 100 di Wine Spectator, da far andare fuori di zucca chi segue la pseudo bibbia americana, ma essendo io un A.B.C., ho solo apprezzato il Mito e quattro buoni vini a prezzi che mai potrò e mai vorrò permettermi.<br />
A seguire un assaggio di altri 6 Brunelli &#8217;03 in anteprima (andavano in commercio dopo un mese), e mi ha colpito favorevolmente Cupano, piccolo produttore che ha fatto un grande Brunello &#8217;02, nonostante l&#8217;annata infelice.<br />
Mi avvicini infine agli eroi degli Extremis, viticultura eroica o veramente di nicchia, sono tutti da assaggiare, nessuno escluso, ma se proprio dovete scegliere, direi Zimè (<a href="http://www.zyme.it/">il sito</a>)per l&#8217;Oz (dal raro vitigno Oseleta, uno dei veri cinque autoctoni italiani secondo il Prof. Attilio Scienza) e i da minimo15 uve Kairos ed Harlequin, e la Baricchi, con le varie declinazioni del Moscato, sia Ice Wine che botrizzato, e soprattutto il Spumante Rosè da uve Nebbiolo, autentica delizia e rarità.<br />
Ma la palma dell&#8217;assaggio migliore è stata quella della cantina Antonio Ferrari (<a href="http://www.viniferrari.it/">il sito</a>): essa presentava due Primitivo del Salento, ma provenienti da due &#8220;vasche dimenticate&#8221;, ovverossia millesimi 1959 per il Solaria Jonica, e 1949 per &#8220;Il 49 di Antonio Ferrari&#8221;: che dire, quando vogliamo parlare di longevità, terziari evoluti ma non scaduti, e soprattutto se vogliamo acquistare e sorseggiare un vino antico ma buono, proposto a prezzo minore di tanti Superqualcosa di 2-3 anni solo che hanno la firma, ecco, qui fà per voi.<br />
Insomma, grandissimi vini, si possono assaggiare tranquillamente quelle &#8220;Firme&#8221; anche senza Carta Platino-Diamante in tasca, niente stand faraonici ma semplici banchi d&#8217;assaggio qualunque sia il blasone dell&#8217;azienda, eccellenze gastronomiche da scoprire, un vero Bengodi per l&#8217;appassionato.<br />
Un unico neo, a mio parere, il teoricamente alto prezzo del biglietto, aggiungo teoricamente, in quanto, anche se a prezzo doppio per esempio del Vinitaly, in realtà in un giorno  di MIWF&amp;C fate gli stessi eccellenti assaggi di 4 giorni della fiera veronese, senza contare che lì certi vini te li scordi&#8230;<br />
Insomma la perfezione non esiste, ma ci si può andar vicini&#8230;</p>
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		<title>Alcune considerazioni sulla Guida delle Guide 2008</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 18:25:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Considerazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella che segue vuole essere uno spunto di riflessione, magari da condividere e discutere con voi, miei cari lettori. Parliamo di Guide dei Vini. Quello su cui voglio discutere non è il sistema, le modalità di approvvigionamento dei vini e dei giudizi che esse danno, ma sulle differenze che ci sono sui cosiddetti &#8220;Vini d’Eccellenza&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella che segue vuole essere uno spunto di riflessione, magari da condividere e discutere con voi, miei cari lettori.<br />
Parliamo di Guide dei Vini.<br />
Quello su cui voglio discutere non è il sistema, le modalità di approvvigionamento dei vini e dei giudizi che esse danno, ma sulle differenze che ci sono sui cosiddetti &#8220;Vini d’Eccellenza&#8221;.<br />
La rivista Civiltà del Bere pubblica ogni anno, sul numero in edicola a Febbraio, un interessantissimo resoconto, la Guida delle Guide dei Vini 2008, in cui analizza ed elabora i dati numerici riferiti alle valutazioni dei vini dell’eccellenza, ovvero che hanno ricevuto il massimo dei voti dalle Guide in oggetto.</p>
<p><span id="more-78"></span>Le Guide che sono state prese in considerazione sono cinque:</p>
<ul>
<li> Duemilavini edita da <a href="http://www.bibenda.it/duemilavini.php">Bibenda Editore-A.I.S.</a> voto dell’eccellenza Cinque Grappoli dato a  309 vini.</li>
<li>I Vini d’Italia edita dall’<a href="http://espresso.repubblica.it/guide">Espresso </a>voto dell’eccellenza Cinque Bottiglie dato a 159 vini.</li>
<li>Vini d’Italia edita da <a href="http://www.gamberorosso.it/portale/Homepage/libri">Gambero Rosso-Slow Food </a>voto d’eccellenza Tre Bicchieri dato  a 305 vini.</li>
<li>Annuario Migliori Vini Italiani edito da <a href="http://www.edizioni.lucamaroni.com/Edizioni.html">Luca Maroni-LM Edizioni </a>voto dell’eccellenza Vino Frutto con punteggio superiore a 84/100 dati a 852 vini.</li>
<li>I Vini di Veronelli edita da <a href="http://www.veronelli.com/Pubblicazioni/Cat4/Notizie/News18">Veronelli Editore </a>voto dell’eccellenza Tre Stelle dato a 502  vini.</li>
</ul>
<p>Non voglio assolutamente riassumere le 33 pagine di elenchi e statistiche ottimamente stilate ed elaborate da Civiltà del Bere, ma soffermarmi su un solo punto, il più emblematico: secondo voi, su tutti questi vini premiati con l’Eccellenza, che assommano in totale a 1640, quanti sono stati quelli premiati col massimo delle valutazione da tutte e cinque le Guide?<br />
Pensateci un’attimo e sparate una cifra tic tac tic tac tic tac fatto?<br />
Sono solo 5 i vini premiati da tutte e cinque (lo 0,30 % del totale), sono 27 quelli premiati da almeno 4 Guide (1,65 % del totale), 82 da almeno 3 Guide (5,0 % del totale), 221 da almeno 2 Guide (13,48 % del totale), 797 da una sola Guida (67,83% del totale).<br />
Grande è la confusione sopra e sotto il cielo, insomma, per conto mio sono pochini, e sono cifre che fanno riflettere, e molto: capisco, anzi ne sono da sempre convinto assertore, che i gusti di ogni persona sono assolutamente unici, e al limite si può parlare di affinità gustative con l’amico o quel particolare Degustatore-Giornalista, ma un’eccellenza enologica deve essere tale per tutti, soprattutto quando si parla di Professionisti del Gusto che compilano queste Guide, ma quando solo 5 vini su 1604, lo 0.30 % sul totale dei vini,  mettono d&#8217;accordo tutti, è  indice di qualcosa che non quadra.<br />
Possibile che solo 5 Vini siano risultati eccellenti per tutti?<br />
Possibile che tra i 5 vini, ben tre siano a base di vitigni internazionali (uno DOC e due Igt), e solo un Doc e un Igt da autoctoni?<br />
Possibile che non sia stato possibile trovare una delle eccellenze italiane che abbia messo d’accordo tutti, tipo un Barolo, un Barbaresco, un Brunello, un Amarone, o al limite uno degli eccelsi spumanti Trento DOC o Franciacorta DOCG?<br />
Facendo esempi, se parlo (per non dimenticarmi delle mie care amiche lettrici) di Uomini, per una il tipo ideale avrà il fascino latino di un Antonio Banderas, l’altra sarà sedotta dal fascino canagliesco di un Johnny Deep, un’altra ancora stravedrà per il fisico divino di un Roberto Bolle, ma se George Clooney le chiedesse in sposa state sicuri che non rifiuteranno affatto: possibile che non succeda lo stesso con i vini?<br />
Se parliamo, restando nell’ambito enogastronomico, di salumi, di formaggi, di olii e di prodotti della nostra splendida tradizione, state sicuri che un ottimo Culatello di Zibello, un olio del Garda, un Bitto della Valtellina o un Tartufo d’Alba, qualunque siano i gusti, questi mettono assolutamente d’accordo tutti, e non mi metto a disquisire sui vari Cuochi, Ristoranti e Cucine.<br />
Se capita a me, umile appassionato con gusti abbastanza talebani sui vitigni autoctoni italiani e sulla loro tradizione, di riconoscere il valore assoluto di vini fatti in Italia da vitigni internazionali o di esperimenti e uvaggi strani di autoctoni al di fuori dalla tradizione della loro terra, possibile che un professionista non sappia giudicare con &#8220;Non è il mio genere, ma è buonissimo e merita il massimo dei voti?&#8221;.<br />
Sarà per questo che per adesso l’unica Guida con cui vado d’accordo sia <a href="http://www.vinibuoni.it/home.php">Vini Buoni d’Italia</a>, che almeno considera solo i vini da autoctoni, boccia l’uso eccessivo del legno in stile drogheria-dado da brodo e sulle eccellenze almeno i vari degustatori sono quasi sempre d’accordo?<br />
Comunque i vini che hanno messo d’accordo tutte e 5 le Guide sono:</p>
<ul>
<li> Terra di Lavoro Igt Roccamonfina Rosso 2005 della <a href="http://www.vinocampania.it/Servizi/azienda.asp?idItem=186">Galardi</a></li>
<li>Castel Giovannelli Serenade Goldmuskateller Alto Adige DOC Passito 2004 della <a href="http://www.kellereikaltern.com/">Kellerei Kaltern</a></li>
<li>Montevetrano Igt Colli di Salerno Rosso 2005 della <a href="http://www.montevetrano.it/">Montevetrano</a></li>
<li>Sassicaia Bolgheri Sassicaia DOC 2004 della <a href="http://www.sassicaia.com/lang2.html">Tenuta San Guido</a></li>
<li>San Leonardo Igt Vigneti delle Dolomiti Rosso 2003 della <a href="http://www.sanleonardo.it/">Tenuta San Leonardo</a></li>
</ul>
<p>Insomma, c’e qualche motivo di riflessione e discussione sullo spunto che ho appena sottoposto alla vostra cortese attenzione?<br />
A presto, attendo i vostri graditi contributi a questo mio scritto e chiedo scusa alle mie lettrici se ho citato soltanto quattro prove dell’Esistenza di Dio.</p>
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