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	<title>wineplanet.it &#187; Ristoranti</title>
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		<title>Resoconto a pancia piena della Maialata 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 09:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[gotturnio]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo averne parlato in un precedente post, insieme ad alcuni amici abbiamo organizzato una bella cena in uno dei ristoranti che proponeva La Maialata. Noi abbiamo scelto la Trattoria Via Vai di Bolzone, ma ci sono anche altri ottimi ristoranti dove gustare queste specialità a base di maiale. Partiamo dal menu: Pasta di salsiccia fresca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo averne parlato in un precedente <a href="http://www.wineplanet.it/eventi/maialata-2009/">post</a>, insieme ad alcuni amici abbiamo organizzato una bella cena in uno dei ristoranti che proponeva La Maialata. Noi abbiamo scelto la Trattoria Via Vai di Bolzone, ma ci sono anche altri ottimi ristoranti dove gustare queste specialità a base di maiale.</p>
<p><span id="more-348"></span></p>
<p>Partiamo dal menu:</p>
<ul>
<li>Pasta di salsiccia fresca con battuto di verza e grana: ottima&#8230; </li>
<li>Zampetti di maiale fritti serviti con porri caramellati all&#8217;arancia. Su questo piatto ho indugiato un attimo&#8230; Per un attimo mi sono venute in mente le zampe di gallina in brodo propostemi in un ristorante cinese a Singapore&#8230; Brividi! Per fortuna questo piatto è molto più vicino ai nostri gusti e vi posso assicurare che è davvero ottimo!</li>
<li>Risotto con ragù di costine di maiale. Anche questo ottimo.</li>
<li>Stinco di maialino da latte in confit servito con purè di patate.</li>
</ul>
<p>Dato che nel menu era compreso il dolce, ho aggiunto un budino di ricotta con caramello&#8230; <img src='http://www.wineplanet.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il vino scelto è stato un gotturio frizzante, ma secondo me anche una buona bonarda, sempre frizzante, si sarebbe abbinata molto bene.</p>
<p>Costo totale della serata 34€.</p>
<p>Che dire&#8230; Ghem magant bè, ghem spendit poc&#8230; Su oret piusse?!</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Magari il dialetto non è scritto proprio corretamente&#8230; <img src='http://www.wineplanet.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Del Crollo dei Consumi Alcolici grazie alla Paura del Ritiro della Patente di Guida</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 11:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Considerazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[alcolici]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[discussione]]></category>
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		<category><![CDATA[ritiro patente]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che segue sono alcune considerazioni che mi sono saltate in testa dopo alcune conversazioni fatte con alcuni personaggi del settore&#8230; Chiarisco subito che questa non è un inchiesta-ricerca svolta in maniera scientifica, ma solo un pensiero saltatomi in mente dopo aver disquisito sull&#8217;argomento con amici e un cliente ristoratori, un parente commerciante di alcolici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che segue sono alcune considerazioni che mi sono saltate in testa dopo alcune conversazioni fatte con alcuni personaggi del settore&#8230;</p>
<p><span id="more-245"></span>Chiarisco subito che questa non è un inchiesta-ricerca svolta in maniera scientifica, ma solo un pensiero saltatomi in mente dopo aver disquisito sull&#8217;argomento con amici e un cliente ristoratori, un parente commerciante di alcolici e distillati, e non ultima, l&#8217;ispirazione datami dal ritiro della patente di un mio dipendente.</p>
<p>I miei interlocutori hanno fatto presente che dopo l&#8217;inasprimento del ritiro patenti, praticamente non si beve più vino per principio, al limite un calice di vino poco alcolico, addirittura scomparsa la pratica del caffè corretto o del &#8220;resentin&#8221;, per non parlare dell&#8217;ormai categorico rifiuto del classico Limoncino o grappe alla frutta offerto dal ristoratore, pratica molto in voga dalle nostre parti.</p>
<p>Ovvio che tutto ciò provoca una forte contrazione dei consumi, e di conseguenza degli ordini di vino ed alcolici vari: il ristoratore mi ha fatto presente che il suo ordine annuale vini della sua cantina più venduta sia passato da 1400 bottiglie a 0, e che le bottiglie di alcolici e distillati di pregio sul banco bar ormai siano destinate a esser solo costosi soprammobili.</p>
<p>Anche la mia mezza idea-scherzo di dotare il locale di un etilometro a disposizione dei clienti per provare il loro tasso alcolico ha denotato perplessità.</p>
<p>Insomma cari lettori, questa non è un articolo, ma un invito a partecipare ad una piccola discussione sull&#8217;argomento, considerando anche il fatto che la ristorazione è sempre uno dei migliori clienti delle aziende vinicole, e se acquistano meno&#8230;<br />
Aspetto fiducioso i vostri commenti.<br />
Max Pigiamino Perbellini</p>
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		<title>Merano International Wine Festival e Culinaria: perchè bisogna andarci</title>
		<link>http://www.wineplanet.it/senza-categoria/merano-international-wine-festival-e-culinaria-perche-bisogna-andarci/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 21:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Si terrà dal 8 al 10 novembre, la 17° edizione del Merano International Wine Festival e Culinaria. Nelle righe che seguono darò qualche informazione sull&#8217;evento e il perchè bisogna andarci, aggiungendo anche qualche mia impressione sulla scorsa edizione. La sede della Manifestazione è la spledida Kurhaus (Corso Della Libertà 37 Merano BZ), ove sono disposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà dal 8 al 10 novembre, la 17° edizione del Merano International Wine Festival e Culinaria.<br />
Nelle righe che seguono darò qualche informazione sull&#8217;evento e il perchè bisogna andarci, aggiungendo anche qualche mia impressione sulla scorsa edizione.</p>
<p><span id="more-199"></span>La sede della Manifestazione è la spledida Kurhaus (Corso Della Libertà 37 Merano BZ), ove sono disposte le oltre 500 aziende vinicole Italiane e Internazionali, assieme alle 135 aziende di raffinatezze gastronomiche della sezione Culinaria.<br />
Ovviamente maggiori notizie sul MIWF&amp;C sono disponibili sul <a href="http://www.meranowinefestival.com/">sito</a>, assieme ad altre informazioni e soprattutto alla miriade di eventi collaterali, sempre a carattere enogastronomico.<br />
Sicuramente i lettori di blog e siti specializzati leggeranno soprattutto peste e corna di questa manifestazione, in ordine sparso: è elitaria, è piccola, è una bolgia, noi professionisti non riusciamo a fare il nostro lavoro e via discorrendo.<br />
Sarà, ma come tutti i Festival, bisogna sempre parlarne male, ma poi ci si và&#8230;<br />
Per quanto mi riguarda, dico che ogni appassionato dovrebbe andarci: scordatevi però (nella sezione italiana), il gusto di scoprire piccolissime realtà o vini sconosciuti, qui si va su produttori noti e sull&#8217;eccellenza delle varie denominazioni.<br />
Ben diversa è la sezione Extremis, dove qui si possono trovare piccole gemme di viticoltura eroica, e la sezione Internazionale, dove sono presenti sia grandi denominazioni con eventi loro dedicati, come l&#8217;Union Des Grands Crus de Bordeaux, Vins d&#8217;Alsace e Gran Cru Osterreich, sia presenti singolarmente come Champagne, Bourgogne, Chablis e tanti altri.<br />
Poi non bisogna dimenticare la sezione Culinaria, con anch&#8217;essa una nutrita serie di iniziative ed eventi.<br />
Tra i tanti eventi collaterali non posso dimenticare di citare la presentazione dell&#8217;edizione 2009 della Guida &#8220;Vini Buoni d&#8217;Italia&#8221;, edita dal Touring Club Italiano, (<a href="http://www.vinibuoni.it/home.php">qui il sito della guida</a>), di cui la mia cara editrice Laura ne è la responsabile per l&#8217;Emilia Romagna, con premiazione dei Vini Coronati l&#8217;8/11.<br />
Bene, fin qui il ruolo istituzionale per avvisarvi della manifestazione, adesso le mie impressioni sulla scorsa edizione.<br />
<strong>MIFW&amp;C 2007, quello che ho visto e quello che ho bevuto</strong><br />
Come sempre mi preparo per il MIWF&amp;C, e come al solito mi riduco a dovergli dedicare solo un giorno, quindi mi avvio verso Merano, non senza la solita e ormai tradizionale sosta alla Pasticceria Konig, prima di recarmi alla Kurhaus, che dista due passi.<br />
Appena si entra si dà un&#8217;occhiata al catalogo e come sempre ci si sente &#8220;Come un Porco nella Molonara&#8221;, per dirla in veronese. ovvero troppa grazia e non sappiamo come iniziare, e infischiandomene della scala della buona degustazione, ovvero bollicine, vini bianchi ecc. ecc., subito vado a precedere l&#8217;immaginabile ondata che puntualmente dopo un pò si riverserà verso il padiglione dei Bordeaux: non sono amante dello stile Bordolese, anzi, al pensiero degli abonimii che hanno fatto in suo nome (vedi Vini per Americani, Super Tuscan, Imbastardimenti di Vini italiani eccelsi con MerlotCabernet osannati dai soliti soloni), mi dà qualche remora,diciamo pure che sono il classico A.B.C., ovvero Anithing But CabernetChardonnayMerlot, ma poi cedo e vado.<br />
Ovviamente è tutta un&#8217;altra storia, ci mancherebbe, in fin dei conti è a Bordeaux che hanno trasformato il vino da alimento ad Arte: solo che non conoscendo nulla di Gran Crù, Premier Crù e via discorrendo delle varie sottozone, sono andato a caso e non me ne pento, consiglio a tutti di assaggiare un Vero Bordeaux, sia esso di nobile casata o di bravo e sconosciuto vigneron, si capisce come gli Americani, i Soloni e i loro Seguaci non hanno capito nulla del Taglio Bordolese,infatti i veri Bordeaux sono vini beverini, che sanno di uva, dove la barrique è usata come tale, ovvero come vaso vinario e non come dado da brodo, il grado alcolico medio è 12,5 quindi niente mattonate, abbinabile con moltissime pietanze, e il tutto con eleganza, insomma niente a che vedere con le marmellate al gusto di legno francese, tanto care a molti.<br />
Finiti i Bordeaux continuiamo ancora con la Francia, e precisamente con Sauternes e Champagne, proprio voler saltare le sacre regole, di Sauternes non me ne intendo, ma piacciono assai, mentre per gli Champagne mi vien da dire che l&#8217;ennesimo articolo che puntualmente salta fuori a fine anno sul meglio gli Champagne o le bollicine italiane, lo faccio a quadretti e mi ci&#8230;, e se si tratta di un servizio televisivo od internet, faccio saltare lo schermo dalla finestra: anche se si parla di Bollicine ottenute per rifermentazione in bottiglia secondo le rispettive metodologie, anche se usano all&#8217;incirca gli stessi vitigni, Champagne, Franciacorta o i vari Trento e spumanti Metodo Classico sono prodotti solo cugini, ma molto diversi, quindi non esiste migliore.<br />
Gli Champagne presenti a Merano sono sempre di piccole Maison, e per questo molto interessanti, soprattutto perchè spesso provenienti da vitigni ben precisi, quando non millesimati.<br />
Poi grandi assaggi nelle altre zone francesi, e mi è rimasto impresso un simpatico vigneron, dal baschetto in tinta con giacca e panciotto che più francese non si può, Pascal del Domaine Maillard Pere et Fils (<a href="http://www.chez.com/domainemaillard/">il sito</a>), che presentava vari vini, ma soprattutto un Pinot Noir che era l&#8217;antitesi del P.N. Borgognone che solitamente si nomina (ovvero merde de poule e lungo affinamento), qui c&#8217;è un vino profumatissimo, giovanissimo (2006), e ovviamente buonissimo, quando dicono che solo in Borgogna fanno il vero Pinot Noir, con l&#8217;assaggio di questo vino potrei anche dargli ragione.<br />
Continuo il giro internazionale, con molte sorprese e conferme, ma non avendo preso alcuna nota, non vi tedio ulteriormente.<br />
Prima di passare ad Extremis, un giro per la Toscana, e qui una di quelle cose che solo a Merano si può fare, in 5 minuti Biondi Santi, Tenuta San Guido-Sassicaia, Tenuta dell&#8217;Ornellaia, Castello del Terriccio-Lupicaia, Casanova di Neri: ovvero un Mito e quattro abbonati ai Top 100 di Wine Spectator, da far andare fuori di zucca chi segue la pseudo bibbia americana, ma essendo io un A.B.C., ho solo apprezzato il Mito e quattro buoni vini a prezzi che mai potrò e mai vorrò permettermi.<br />
A seguire un assaggio di altri 6 Brunelli &#8217;03 in anteprima (andavano in commercio dopo un mese), e mi ha colpito favorevolmente Cupano, piccolo produttore che ha fatto un grande Brunello &#8217;02, nonostante l&#8217;annata infelice.<br />
Mi avvicini infine agli eroi degli Extremis, viticultura eroica o veramente di nicchia, sono tutti da assaggiare, nessuno escluso, ma se proprio dovete scegliere, direi Zimè (<a href="http://www.zyme.it/">il sito</a>)per l&#8217;Oz (dal raro vitigno Oseleta, uno dei veri cinque autoctoni italiani secondo il Prof. Attilio Scienza) e i da minimo15 uve Kairos ed Harlequin, e la Baricchi, con le varie declinazioni del Moscato, sia Ice Wine che botrizzato, e soprattutto il Spumante Rosè da uve Nebbiolo, autentica delizia e rarità.<br />
Ma la palma dell&#8217;assaggio migliore è stata quella della cantina Antonio Ferrari (<a href="http://www.viniferrari.it/">il sito</a>): essa presentava due Primitivo del Salento, ma provenienti da due &#8220;vasche dimenticate&#8221;, ovverossia millesimi 1959 per il Solaria Jonica, e 1949 per &#8220;Il 49 di Antonio Ferrari&#8221;: che dire, quando vogliamo parlare di longevità, terziari evoluti ma non scaduti, e soprattutto se vogliamo acquistare e sorseggiare un vino antico ma buono, proposto a prezzo minore di tanti Superqualcosa di 2-3 anni solo che hanno la firma, ecco, qui fà per voi.<br />
Insomma, grandissimi vini, si possono assaggiare tranquillamente quelle &#8220;Firme&#8221; anche senza Carta Platino-Diamante in tasca, niente stand faraonici ma semplici banchi d&#8217;assaggio qualunque sia il blasone dell&#8217;azienda, eccellenze gastronomiche da scoprire, un vero Bengodi per l&#8217;appassionato.<br />
Un unico neo, a mio parere, il teoricamente alto prezzo del biglietto, aggiungo teoricamente, in quanto, anche se a prezzo doppio per esempio del Vinitaly, in realtà in un giorno  di MIWF&amp;C fate gli stessi eccellenti assaggi di 4 giorni della fiera veronese, senza contare che lì certi vini te li scordi&#8230;<br />
Insomma la perfezione non esiste, ma ci si può andar vicini&#8230;</p>
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		<title>Apre oggi a Comiso l&#8217;Isola dei Mestieri 2007</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2007 14:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Franchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Zone vinicole del mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizia oggi a Comiso, in provincia di Ragusa, e proseguirà fino al 3 Giugno, la manifestazione eno-gastronomica, culturale e artigianale l&#8217;Isola dei Mestieri, dove vi consiglio caldamente di andare, se vi è possibile. Un angolo di Sicilia barocca riscaldata dal sole, dal gusto e dalla simpatia. Alll’Isola dei Sapori, presso il Cortile della Fondazione Bufalino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.wineplanet.it/wp-content/uploads/2007/05/p10002203_sx.JPG" title="p10002203_sx.JPG"><img src="http://www.wineplanet.it/wp-content/uploads/2007/05/p10002203_sx.JPG" alt="p10002203_sx.JPG" /></a></p>
<p><strong>Inizia oggi a Comiso, in provincia di Ragusa, e proseguirà fino al 3 Giugno, la manifestazione eno-gastronomica, culturale e artigianale </strong><strong>l&#8217;Isola dei Mestieri</strong>, dove vi consiglio caldamente di andare, se vi è possibile. Un angolo di Sicilia barocca riscaldata dal sole, dal gusto e dalla simpatia.</p>
<p><span id="more-49"></span>Alll’Isola dei Sapori, presso il Cortile della Fondazione Bufalino, troverete gli stand dei produttori di prodotti tipici siciliani e ogni sera saranno preparati piatti tipici tradizionali.<br />
Stasera 30 maggio si apre con <strong>cavati col sugo di maiale e polpette alla contadina</strong> preparati dalle massaie di Comiso, mentre nelle serate a seguire avremo, nell’ordine, degustazioni di <strong>cous cous</strong> preparati dallo staff dello chef Giovanni Torrente, grazie alla collaborazione del Comune di San Vito Lo Capo e l’organizzazione del Cous Cous Fest;<strong>cuddureddi e mustata</strong>, preparati dal Centro Ricreativo Polisportiva Pedalino; il sabato sera sarà la volta del “<strong>pani cunsatu</strong>” che vedrà protagonisti il <strong>pane casereccio di Comiso</strong> ed il <strong>pane di Altamura di Puglia</strong>, unico pane europeo certificato dop. Panificatori della città pugliese, che esportano il prodotto in tutto il mondo, ed i fornai di Comiso impasteranno ed inforneranno il pane davanti ai visitatori e lo offriranno condito con <strong>capuliatu, formaggio ragusano, acciughe all’olio ed origano</strong>. Infine nella giornata di domenica sarà la volta della frazione di Scoglitti e del Comune di Vittoria, che hanno incaricato i pescatori, coadiuvati da chef del luogo, a preparare <strong>spaghetti col nero di seppie e frittata di mare</strong>. In parallelo, ogni sera, si confronteranno con la cucina tradizionale chef stellari, nella location riservata all’Isola dei grandi chef <strong>Mercoledì 30 maggio Pino Cuttaia della Madia di Licata Giovedì 31 maggio Antonio Pisaniello della Locanda di Bu di Nusco-Avellino</strong>.<strong> Venerdì 1</strong> <strong>giugno</strong> <strong>Carmelo Chiaramonte</strong>, del <strong>Cuciniere del Katane Palace di Catania</strong>, che con la mamma si sfideranno tra cucina innovativa e tradizionale. <strong>Sabato 2 giugno Accursio Craparo della Gazza Ladra di Modica.</strong><strong>Domenica 3 giugno Fabio Barbaglini del Ristorante La Gallina di Monterotondo. </strong>Ogni sera gli chef avranno il supporto del collega N<strong>uccio Cilia del Tocco d’Oro di Comiso</strong>. Altra novità, grazie ai Progetti Pios della Valle dell’Ippari, <strong>l’Isola del Vino</strong>, a cui parteciperanno le aziende vinicole del territorio con propri stand ed un winebar in via Emanuele Calogero, dove i sommelier della Fisar faranno degustare il pregiato vino accompagnato da assaggi di <strong>cioccolato di Modica dell’Antica Dolceria Bonaiuto di Franco Ruta e i formaggi ragusani del CorFiLac</strong>. In questa location sono stati programmati workshop sul cioccolato e sul formaggio.<br />
A cura dello Sportello Marmi sarà allestita sul sagrato della Chiesa Madre l’Isola del Marmo e della Pietra. All&#8217;Isola del ricamo e dell’Antiquariato, ospitata nella suggestiva Sala Pietro Palazzo, in via degli Studi, saranno in vetrina preziosi ricami di ogni parte d’Italia, soprattutto lo sfilato comisano e mobili dell’ottocento e del primo novecento. In esposizione anche merletti del Museo di Burano, con la partecipazione di due merlettaie della Fondazione Andriana Marcello. All&#8217;Isola dell’Artigianato, al Palazzo Iacono-Ciarcià, saranno rappresentati gli artigiani che creano manufatti in ceramica, legno e metallo, provenienti da ogni parte di Sicilia.<br />
Inoltre, nell’anno del Centenario, sarà allestita, in via Mons. Rimmaudo, l’ Isola dell’Istituto Statale d’Arte.<br />
Completano il programma convegni tematici sul marmo e vino; in particolare il 31 Maggio presso il Loggiato della Pinacoteca Comunale – Piazza delle Erbe,si terrà un convegno dal titolo <strong>“I Vini della Valle dell&#8217;Ippari Risorsa del Territorio</strong>.”</p>
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