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	<title>wineplanet.it &#187; Zone vinicole del mondo</title>
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		<title>Anteprima Amarone 2006</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 20:36:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni Sabato 30 e Domenica 31 Gennaio 2010 si terrà l&#8217;attesa manifestazione AMARONE IN ANTEPRIMA 2006, quest&#8217;anno presso la sede dell&#8217; Ente Fiera di Verona &#8211; Sala Margherita in Viale del Lavoro 8 Verona, con la partecipazione di numerosi produttori della Valpolicella che presenteranno i loro prestigiosi vini. Il programma avrà il seguente svolgimento: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni Sabato 30 e Domenica 31 Gennaio 2010 si terrà l&#8217;attesa manifestazione AMARONE IN ANTEPRIMA 2006, quest&#8217;anno presso la sede dell&#8217; Ente Fiera di Verona &#8211; Sala Margherita  in Viale del Lavoro 8 Verona, con la partecipazione di numerosi produttori della Valpolicella che presenteranno i loro prestigiosi vini.</p>
<p><span id="more-703"></span>Il programma avrà il seguente svolgimento:<br />
- Sabato 30 Gennaio dalle ore 16.00 alle 19.00 degustazione per il pubblico con biglietto di ingresso &#8211; Euro 10.00.<br />
- Domenica 31 Gennaio &#8211; dalle ore 10.00 alle 18.00 apertura al pubblico con biglietto di ingresso &#8211; Euro 10.00.<br />
Ulteriori informzioni presso il Consorzio Tutela Vini Valpolicella (<a href="http://www.consorziovalpolicella.it/">questo  il sito</a>)<br />
Con l&#8217;occasione verrà probabilmente presentato il Decreto Ministeriale che sancirà il passaggio a DOCG della denominazione, evento atteso da più di un decennio.<br />
Un solo consiglio al pubblico che vorra intervenire: con l&#8217;Amarone e la sua Anteprima c&#8217;è purtroppo una piccola incongruenza di date: mi spiego, ci sarà l&#8217;Anteprima del millesimo 2006, da disciplinare di produzione può  esser già messo in commercio il 2007, la maggior parte delle cantine comincia adesso a vendere il 2005, ovvero come ci regoliamo?<br />
In un solo modo: l&#8217;Amarone è uno di quei vini che necessitano di un buon invecchiamento, almeno 5-6 anni, ecco perchè la maggior parte delle cantine lo commercializza dopo 4 anni, ovvero già con un minimo di affinamento sulle spalle.<br />
Quindi sappiate che all&#8217;Anteprima si assaggeranno per la maggior parte Amaroni in anteprima, ovvero appena imbottigliati se non ancora campioni da botte: in parole povere NON GIUDICATE DEFINITIVAMENTE un Amarone in anteprima perchè esso deve ancora completare il suo naturale affinamento, ma limitatevi a vedere se &#8220;promette bene&#8221;, se è vinificato nel vostro stile, se avete già assaggiato qualche annata precedente dello stesso fate pure qualche confronto sulla gioventù ed  evoluzione, ma soprattutto CHIEDETE SEMPRE al produttore in quale stato di evoluzione si trova quello che state assaggiando, ovvero se trattasi di campione da botte, di vino già in commerco o di uno degli stadi intermedi di imbottigliamento.<br />
Quindi assaggiate, confrontate, fatevi delle idee ma nessun giudizio drastico e definitivo: non si può discute la tesi di laurea di un ragazzino che stà ancora frequentando le scuole elementari.</p>
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		<title>Viansa Winery a Sonoma &#8211; California</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 18:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Franchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cantine]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci troviamo nella Sonoma Valley, la “wine country” californiana. Qui incontriamo Vicky e Sam Sebastiani, a capo della Viansa Winery, che ci colpisce per strutture e paesaggi.Il nome “Viansa” deriva dalla contrazione dei nomi “Vicki and Sam”, fondatori della cantina nel 1990. Accanto a loro oggi ben quattrocento dipendenti, insieme a sei meravigliosi figli, che hanno fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="Primoparagrafo" align="justify"><span>Ci troviamo nella Sonoma Valley, la <em>“wine country”</em> californiana. Qui incontriamo Vicky e Sam Sebastiani, a capo della <em>Viansa Winery</em>, che ci colpisce per strutture e paesaggi.Il nome “Viansa” deriva dalla contrazione dei nomi “Vicki and Sam”, fondatori della cantina nel 1990. Accanto a loro oggi ben quattrocento dipendenti, insieme a sei meravigliosi figli, che hanno fatto del mondo del vino la loro vita.</span></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 498px"><img id="11089" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=11089" border="1" alt="1" width="488" height="366" /><p class="wp-caption-text">Una vista dei vigneti.</p></div>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span><span id="more-539"></span>La storia vinicola dei Sebastiani, però, è ben più lontana nel tempo: si tratta, infatti, già della quarta generazione, pronipoti di quel lontano Sebastiani che apprese a fare il vino nel monastero di Farneta, nei pressi di Lucca. Una volta in America, quella lontana terra verso la quale molti italiani si sono diretti nel secolo scorso in cerca di fortuna, cercò di fare quello che aveva imparato dai monaci: il vino.</span></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 498px"><img id="11090" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=11090" border="1" alt="2" width="488" height="366" /><p class="wp-caption-text">La Viansa Winery, nella Sonoma Valley. “Viansa” deriva dalla contrazione dei nomi “Vicki and Sam”.</p></div>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>L’Italia, comunque, era ancora nei ricordi della famiglia, ed in particolare la Toscana. Molti, infatti, sono i riferimenti al Belpaese, sia nella struttura della cantina, che, ovviamente, nei vini.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>L’idea alla base di tutta la produzione, mi confida Jon Sebastiani, uno dei figli di Vicky e Sam, è quella di vendere non solo prodotti, ma uno stile di vita, fatto di ricordi, ammiccamenti e memorie d’Italia. Tutte le etichette dei vini riportano famosi quadri italiani; tutte i locali della cantina hanno nomi italiani: <em>Il Centro</em>, <em>l’Enoteca</em>, <em>Sala Toscana</em>…</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Nella sala fermentazione sono addirittura riprodotti gli affreschi del monastero di Farneta, nonché un’intera parte del monastero stesso, compreso lo scalone in marmo che introduce il visitatore nella <em>tasting room</em>, la sala degustazione.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Numerosi sono gli eventi ospitati presso <em>Viansa</em>, sia organizzati da parte della società che da altre realtà locali: i matrimoni, in questo caso, la fanno da padrone, grazie alla poesia del luogo e dei paesaggi. Matrimoni da sogno, organizzati nei minimi particolari,  accompagnati ovviamente dai vini <em>Viansa</em>.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>I vini della cantina <em>Viansa</em> sono, come detto, d’ispirazione italiana, anche se i gusti e la produzione riflettono gli standard internazionali, essendo ovviamente il cliente americano il primo referente.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Una gamma particolarmente vasta che comprende i vitigni internazionali tipici della California, come Zinfandel, Chardonnay e Syrah, e vitigni di origine italiana, come il Sangiovese, grande protagonista della produzione di <em>Viansa</em>, ma anche altri, secondo una scelta che non predilige zone geografiche particolari: Nebbiolo, Freisa, Aleatico, Teroldego, Barbera, Arneis.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Certamente <em>Viansa</em> non lesina nell’offerta. Accanto al vino, nell’area denominata <em>“Italian Market”</em>, si possono trovare migliaia di articoli diversi: dall’olio (prodotto nella stessa tenuta) agli aceti, dalle salse alle marmellate, dai piatti alle magliette. Ovviamente, è anche possibile regalarsi una degustazione dei vini della cantina <em>Viansa</em>, al prezzo di venti dollari.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Un mercato molto importante quello dei visitatori, che rappresentano per <em>Viansa</em> gran parte del fatturato, dal momento che la società non vende a ristoranti ed enoteche.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Una scelta precisa, che si dirige verso il consumatore finale, dandogli una gamma completa di prodotti ed emozioni, nonché un vero e proprio stile di vita, che continua anche quando tornano presso le loro case, grazie ai numerosi oggetti acquistabili in cantina.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Inoltre, sempre al fine di fidelizzare la clientela, la cantina californiana ha fondato un vero e proprio club, con tanto di giornalino, che permette ai membri non solo di essere informati su prodotti e novità, ma anche di partecipare ai numerosi eventi e feste organizzati nella struttura, spesso legati alla vita del vino, come la festa della vendemmia.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="center"><span><img id="11091" class="alignnone" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=11091" border="1" alt="3" /></span></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 498px"><img id="11092" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=11092" border="1" alt="4" width="488" height="366" /><p class="wp-caption-text">Gli interni della cantina che rimandano ad atmosfere italiane.</p></div>
<p class="Corpotesto">Particolarmente attrezzata anche tutta l’area dedicata al ristoro: sono molti i visitatori che decidono di passare a <em>Viansa</em> qualche ora rilassante e che consumano il loro pasto all’interno del parco dell’azienda, ammirando il panorama. E se da <em>Viansa</em> passano oltre 300.000 visitatori all’anno un motivo deve esserci!</p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>La tenuta è, infatti, molto curata e suggestiva, grazie ad una natura rigogliosa ed a paesaggi unici. Una natura che la cantina ha deciso di preservare, aderendo ad un programma di tutela e conservazione ecologica del territorio.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Inoltre, la famiglia Sebastiani ha investito nel centro stesso della pittoresca cittadina di Sonoma, aprendo un ristorante, <em>Viansa Cucina</em>, ed una sala degustazione.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Un locale molto curato nei particolari, senza esagerazioni, dal gusto rilassante e raffinato.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Pure la cucina è decisamente di buon livello. Una cucina d’ispirazione italiana leggermente rivisitata e resa più internazionale, senza per questo essere banale.</span></p>
<p class="Corpotesto" align="justify"><span>Una giornata di relax aspetta il visitatore che arriva a Sonoma per visitare <em>Viansa</em>, una giornata dedicata al vino certamente, come anche alla natura e al divertimento, in virtù delle meravigliose e uniche vedute della contea.</span></p>
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		<title>I vini di Francis Ford Coppola</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 13:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Franchini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Conosciuto in tutto il mondo per i film da lui diretti, vincitore di cinque premi Oscar, il regista, sceneggiatore e produttore di capolavori del calibro de Il Padrino e Apocalypse now è a tutt&#8217;oggi uno dei registi più amati e conosciuti, non solo in America. Il cinema non è però l&#8217;unica, benchè grande, passione di Francis Ford [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conosciuto in tutto il mondo per i film da lui diretti, vincitore di cinque premi Oscar, il regista, sceneggiatore e produttore di capolavori del calibro de <em>Il Padrino</em> e <em>Apocalypse now</em> è a tutt&#8217;oggi uno dei registi più amati e conosciuti, non solo in America.</p>
<p>Il cinema non è però l&#8217;unica, benchè grande, passione di Francis Ford Coppola: le celebrate radici italiane si manifestano anche nel suo stile di vita, una vita dalla quale ha sempre attinto a piene mani.</p>
<p><span id="more-495"></span></p>
<p>Non è, infatti, difficile incontrarlo a San Francisco, dove risiede, seduto al tavolo di uno dei numerosi ristoranti italiani di North Beach, o godersi uno dei suoi amati sigari durante una delle tante feste che hanno luogo ciclicamente nelle cantine di Napa e Sonoma. Proprietario di due ristoranti a San Francisco, dove ha sede anche la sua casa di produzione cinematografica, Francis Ford Coppola possiede inoltre un&#8217;azienda vinicola a Rutherford, nella rinomata Napa Valley.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 435px"><a href="http://www.rubiconestate.com/site.php"><img id="6044" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=6044" border="1" alt="Coppola 3" width="425" height="616" /></a><p class="wp-caption-text">Eleanor e Francis Ford Coppola con la figlia Sofia, giovane regista di grande talento.</p></div>
<p>Risale a 25 anni orsono la decisione di Coppola e della moglie Eleanor di acquistare parte della tenuta Niebaum, acquisizione che terminerà solo nel 1995 con l&#8217;annessione del castello di Inglenook, oggi vero e proprio fulcro dell&#8217;azienda, ritornato da poco ad essere parte integrante dei processi produttivi aziendali.</p>
<p>Accanto ai lavori di restauro degli edifici e della cantina, Coppola inizia un lungo processo di rinnovamento dei vigneti, cercando, però, di mantenere le radici delle vigne, impiantate agli inizi del secolo scorso, salvaguardando i cloni importati da Niebaum dalla Francia intorno al 1880 e le uve storiche dell&#8217;azienda.</p>
<p><a href="http://www.rubiconestate.com/site.php"><img id="6048" class="alignnone" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=6048" border="1" alt="Coppola 7" /></a></p>
<p>Il primo vino della Niebaum-Coppola vede la luce nel 1975, con il nome di <em>Rubicon</em>. È un vino ad uvaggio bordolese, secondo quella tradizione tipica ormai della Napa Valley e che, come già sottolineato, ricalca, senza peraltro nasconderlo, le autorevoli produzioni dei nostri cugini d&#8217;Oltralpe. La produzione del Rubicon del 2000 vede l&#8217;utilizzo del Cabernet Sauvignon per il 93%, 3% di Petit Verdot, 2% di Merlot, 2% di Cabernet Franc. Un vino con una consistenza decisa, che rileva già alla valutazione olfattiva una grande potenza, nonché una lunga permanenza in legno (sono 28 i mesi che passa in <em>barrique</em>di rovere francese). Alla bocca è caldo, morbido e persistente, un vino imponente. Innegabilmente un vino che non si dimentica, anche per il suo costo: ben 100 dollari a bottiglia.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 464px"><a href="http://www.rubiconestate.com/site.php"><img id="6042" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=6042" border="1" alt="Coppola 1" width="454" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">I vigneti Niebaum-Coppola.</p></div>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 464px"><a href="http://www.rubiconestate.com/site.php"><img id="6043" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=6043" border="1" alt="Coppola 2" width="454" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">I vigneti Niebaum-Coppola.</p></div>
<p><em><br />
</em> Accanto al Rubicon, Francis Ford Coppola, che si avvale della professionalità dell&#8217;enologo Scott Mc Leod, alla guida della cantina da 15 anni, decide di affiancare un vino bianco, il <em>Blancaneux</em>, blend di Chardonnay, Marsanne, Rousanne e Viogner, anch&#8217;esso barricato e caldo, secondo i gusti del mercato cui si riferisce.</p>
<p>Non manca un vino a base Zinfandel, il <em>Pennino</em>, benchè lo Zinfandel (da noi conosciuto come Primitivo di Manduria) sia più specificatamente tipico della zona di Sonoma. Il <em>Pennino</em>, dal cognome della madre di Francis Ford Coppola, è un vino robusto, impetuoso, caldo, con quasi 15 gradi di alcool. Una produzione che non dimentica il mercato americano ed i suoi gusti, e che quindi decide di offrire al consumatore tutto quello egli vuole. E siccome non sempre vuole acquistare solo il vino, ma spesso anche quello che rappresenta, Coppola vende loro parte della sua storia, del suo successo, del suo cinema.</p>
<p><a href="http://www.rubiconestate.com/site.php"><img id="6045" class="alignnone" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=6045" border="1" alt="Coppola 4" width="397" height="529" /></a></p>
<p>Presso la meravigliosa e visitatissima tenuta di Inglenook si possono infatti ammirare le cinque statuette vinte dal regista italo-americano, la scrivania sulla quale Marlon Brando programmava strategie e delitti ne <em>Il Padrino</em>, gli stivali e il cappello indossati da Robert Duvall in <em>Apocalipse now</em>, i meravigliosi costumi del gotico <em>Dracula</em>, una maestosa <em>Tucker</em> che accoglie e lascia a bocca aperta ospiti e curiosi.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 435px"><a href="http://www.cafecoppola.com/"><img id="6046" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=6046" border="1" alt="Coppola 5" width="425" height="566" /></a><p class="wp-caption-text">Coppola possiede, tra le altre cose, un famoso café nel centro San Francisco, nel palazzo dove ha sede la redazione della rivista letteraria quadrimestrale Zoetrope: All-Story.</p></div>
<p><em><br />
</em></p>
<p>E accanto a tutto ciò, non poteva mancare un immenso reparto dedicato alle vendite dei vini e dei prodotti di casa Coppola. Olio, sughi, biscotti, pasta, cioccolatini, salse al cioccolato a base vino. Il tutto ovviamente firmato Coppola. Ma anche magliette, cappellini, spille, gadget di ogni tipo, forma e costo. Perché negli Usa è chiaro che il vino è un fenomeno di moda, che ricalca con decisione le linee e le strategie dei beni di lusso, come certi nomi della moda appunto. E forse non solo negli Usa.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 464px"><a href="http://www.rubiconestate.com/site.php"><img id="6047" style="border: 1px solid black;" src="http://www.pubblicitaitalia.com/cgi-bin/Epi/getp.cgi?tabella=ImmaginiArticoli&amp;campo=Img&amp;id=6047" border="1" alt="Coppola 6" width="454" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">La tenuta di Inglenook.</p></div>
<p><em><br />
</em> E poiché anche la figlia di Francis Ford Coppola, Sofia, è recentemente salita agli onori delle cronache per l&#8217;Oscar vinto come miglior regista del film <em>Lost in Translation</em>, che ha riscosso grande successo di critica e pubblico, non poteva mancare una particolare dimostrazione dell&#8217;orgoglio paterno: ecco quindi il vino <em>Sofia</em>, effervescente<em>Blancs de blancs</em> imbottigliato in vezzose bottiglie rosa, disponibile anche in lattine da 187 ml. E se coraggiosamente riuscite ad avvicinare Francis Ford Coppola e a chiedergli come mai la sua fantasia imprenditoriale sia così poliedrica e sfaccettata, lui vi risponderà: &#8221;<em>Well, it&#8217;s all entartaiment!&#8221;</em>.<br />
D&#8217;altronde, davanti a migliaia di visitatori che si accalcano per farsi fotografare davanti ad un Oscar e che per niente al mondo rientrerebbero alle loro case senza una cassa di vino Coppola, come dargli torto?</p>
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		<title>Merano International Wine Festival e Culinaria: perchè bisogna andarci</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 21:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si terrà dal 8 al 10 novembre, la 17° edizione del Merano International Wine Festival e Culinaria. Nelle righe che seguono darò qualche informazione sull&#8217;evento e il perchè bisogna andarci, aggiungendo anche qualche mia impressione sulla scorsa edizione. La sede della Manifestazione è la spledida Kurhaus (Corso Della Libertà 37 Merano BZ), ove sono disposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà dal 8 al 10 novembre, la 17° edizione del Merano International Wine Festival e Culinaria.<br />
Nelle righe che seguono darò qualche informazione sull&#8217;evento e il perchè bisogna andarci, aggiungendo anche qualche mia impressione sulla scorsa edizione.</p>
<p><span id="more-199"></span>La sede della Manifestazione è la spledida Kurhaus (Corso Della Libertà 37 Merano BZ), ove sono disposte le oltre 500 aziende vinicole Italiane e Internazionali, assieme alle 135 aziende di raffinatezze gastronomiche della sezione Culinaria.<br />
Ovviamente maggiori notizie sul MIWF&amp;C sono disponibili sul <a href="http://www.meranowinefestival.com/">sito</a>, assieme ad altre informazioni e soprattutto alla miriade di eventi collaterali, sempre a carattere enogastronomico.<br />
Sicuramente i lettori di blog e siti specializzati leggeranno soprattutto peste e corna di questa manifestazione, in ordine sparso: è elitaria, è piccola, è una bolgia, noi professionisti non riusciamo a fare il nostro lavoro e via discorrendo.<br />
Sarà, ma come tutti i Festival, bisogna sempre parlarne male, ma poi ci si và&#8230;<br />
Per quanto mi riguarda, dico che ogni appassionato dovrebbe andarci: scordatevi però (nella sezione italiana), il gusto di scoprire piccolissime realtà o vini sconosciuti, qui si va su produttori noti e sull&#8217;eccellenza delle varie denominazioni.<br />
Ben diversa è la sezione Extremis, dove qui si possono trovare piccole gemme di viticoltura eroica, e la sezione Internazionale, dove sono presenti sia grandi denominazioni con eventi loro dedicati, come l&#8217;Union Des Grands Crus de Bordeaux, Vins d&#8217;Alsace e Gran Cru Osterreich, sia presenti singolarmente come Champagne, Bourgogne, Chablis e tanti altri.<br />
Poi non bisogna dimenticare la sezione Culinaria, con anch&#8217;essa una nutrita serie di iniziative ed eventi.<br />
Tra i tanti eventi collaterali non posso dimenticare di citare la presentazione dell&#8217;edizione 2009 della Guida &#8220;Vini Buoni d&#8217;Italia&#8221;, edita dal Touring Club Italiano, (<a href="http://www.vinibuoni.it/home.php">qui il sito della guida</a>), di cui la mia cara editrice Laura ne è la responsabile per l&#8217;Emilia Romagna, con premiazione dei Vini Coronati l&#8217;8/11.<br />
Bene, fin qui il ruolo istituzionale per avvisarvi della manifestazione, adesso le mie impressioni sulla scorsa edizione.<br />
<strong>MIFW&amp;C 2007, quello che ho visto e quello che ho bevuto</strong><br />
Come sempre mi preparo per il MIWF&amp;C, e come al solito mi riduco a dovergli dedicare solo un giorno, quindi mi avvio verso Merano, non senza la solita e ormai tradizionale sosta alla Pasticceria Konig, prima di recarmi alla Kurhaus, che dista due passi.<br />
Appena si entra si dà un&#8217;occhiata al catalogo e come sempre ci si sente &#8220;Come un Porco nella Molonara&#8221;, per dirla in veronese. ovvero troppa grazia e non sappiamo come iniziare, e infischiandomene della scala della buona degustazione, ovvero bollicine, vini bianchi ecc. ecc., subito vado a precedere l&#8217;immaginabile ondata che puntualmente dopo un pò si riverserà verso il padiglione dei Bordeaux: non sono amante dello stile Bordolese, anzi, al pensiero degli abonimii che hanno fatto in suo nome (vedi Vini per Americani, Super Tuscan, Imbastardimenti di Vini italiani eccelsi con MerlotCabernet osannati dai soliti soloni), mi dà qualche remora,diciamo pure che sono il classico A.B.C., ovvero Anithing But CabernetChardonnayMerlot, ma poi cedo e vado.<br />
Ovviamente è tutta un&#8217;altra storia, ci mancherebbe, in fin dei conti è a Bordeaux che hanno trasformato il vino da alimento ad Arte: solo che non conoscendo nulla di Gran Crù, Premier Crù e via discorrendo delle varie sottozone, sono andato a caso e non me ne pento, consiglio a tutti di assaggiare un Vero Bordeaux, sia esso di nobile casata o di bravo e sconosciuto vigneron, si capisce come gli Americani, i Soloni e i loro Seguaci non hanno capito nulla del Taglio Bordolese,infatti i veri Bordeaux sono vini beverini, che sanno di uva, dove la barrique è usata come tale, ovvero come vaso vinario e non come dado da brodo, il grado alcolico medio è 12,5 quindi niente mattonate, abbinabile con moltissime pietanze, e il tutto con eleganza, insomma niente a che vedere con le marmellate al gusto di legno francese, tanto care a molti.<br />
Finiti i Bordeaux continuiamo ancora con la Francia, e precisamente con Sauternes e Champagne, proprio voler saltare le sacre regole, di Sauternes non me ne intendo, ma piacciono assai, mentre per gli Champagne mi vien da dire che l&#8217;ennesimo articolo che puntualmente salta fuori a fine anno sul meglio gli Champagne o le bollicine italiane, lo faccio a quadretti e mi ci&#8230;, e se si tratta di un servizio televisivo od internet, faccio saltare lo schermo dalla finestra: anche se si parla di Bollicine ottenute per rifermentazione in bottiglia secondo le rispettive metodologie, anche se usano all&#8217;incirca gli stessi vitigni, Champagne, Franciacorta o i vari Trento e spumanti Metodo Classico sono prodotti solo cugini, ma molto diversi, quindi non esiste migliore.<br />
Gli Champagne presenti a Merano sono sempre di piccole Maison, e per questo molto interessanti, soprattutto perchè spesso provenienti da vitigni ben precisi, quando non millesimati.<br />
Poi grandi assaggi nelle altre zone francesi, e mi è rimasto impresso un simpatico vigneron, dal baschetto in tinta con giacca e panciotto che più francese non si può, Pascal del Domaine Maillard Pere et Fils (<a href="http://www.chez.com/domainemaillard/">il sito</a>), che presentava vari vini, ma soprattutto un Pinot Noir che era l&#8217;antitesi del P.N. Borgognone che solitamente si nomina (ovvero merde de poule e lungo affinamento), qui c&#8217;è un vino profumatissimo, giovanissimo (2006), e ovviamente buonissimo, quando dicono che solo in Borgogna fanno il vero Pinot Noir, con l&#8217;assaggio di questo vino potrei anche dargli ragione.<br />
Continuo il giro internazionale, con molte sorprese e conferme, ma non avendo preso alcuna nota, non vi tedio ulteriormente.<br />
Prima di passare ad Extremis, un giro per la Toscana, e qui una di quelle cose che solo a Merano si può fare, in 5 minuti Biondi Santi, Tenuta San Guido-Sassicaia, Tenuta dell&#8217;Ornellaia, Castello del Terriccio-Lupicaia, Casanova di Neri: ovvero un Mito e quattro abbonati ai Top 100 di Wine Spectator, da far andare fuori di zucca chi segue la pseudo bibbia americana, ma essendo io un A.B.C., ho solo apprezzato il Mito e quattro buoni vini a prezzi che mai potrò e mai vorrò permettermi.<br />
A seguire un assaggio di altri 6 Brunelli &#8217;03 in anteprima (andavano in commercio dopo un mese), e mi ha colpito favorevolmente Cupano, piccolo produttore che ha fatto un grande Brunello &#8217;02, nonostante l&#8217;annata infelice.<br />
Mi avvicini infine agli eroi degli Extremis, viticultura eroica o veramente di nicchia, sono tutti da assaggiare, nessuno escluso, ma se proprio dovete scegliere, direi Zimè (<a href="http://www.zyme.it/">il sito</a>)per l&#8217;Oz (dal raro vitigno Oseleta, uno dei veri cinque autoctoni italiani secondo il Prof. Attilio Scienza) e i da minimo15 uve Kairos ed Harlequin, e la Baricchi, con le varie declinazioni del Moscato, sia Ice Wine che botrizzato, e soprattutto il Spumante Rosè da uve Nebbiolo, autentica delizia e rarità.<br />
Ma la palma dell&#8217;assaggio migliore è stata quella della cantina Antonio Ferrari (<a href="http://www.viniferrari.it/">il sito</a>): essa presentava due Primitivo del Salento, ma provenienti da due &#8220;vasche dimenticate&#8221;, ovverossia millesimi 1959 per il Solaria Jonica, e 1949 per &#8220;Il 49 di Antonio Ferrari&#8221;: che dire, quando vogliamo parlare di longevità, terziari evoluti ma non scaduti, e soprattutto se vogliamo acquistare e sorseggiare un vino antico ma buono, proposto a prezzo minore di tanti Superqualcosa di 2-3 anni solo che hanno la firma, ecco, qui fà per voi.<br />
Insomma, grandissimi vini, si possono assaggiare tranquillamente quelle &#8220;Firme&#8221; anche senza Carta Platino-Diamante in tasca, niente stand faraonici ma semplici banchi d&#8217;assaggio qualunque sia il blasone dell&#8217;azienda, eccellenze gastronomiche da scoprire, un vero Bengodi per l&#8217;appassionato.<br />
Un unico neo, a mio parere, il teoricamente alto prezzo del biglietto, aggiungo teoricamente, in quanto, anche se a prezzo doppio per esempio del Vinitaly, in realtà in un giorno  di MIWF&amp;C fate gli stessi eccellenti assaggi di 4 giorni della fiera veronese, senza contare che lì certi vini te li scordi&#8230;<br />
Insomma la perfezione non esiste, ma ci si può andar vicini&#8230;</p>
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		<title>E&#8217; nato il Recioto di Gambellara D.O.C.G.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 17:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con La D.O.C.G. Recioto di Gambellara premiata l&#8217;essenza della Garganega e la maestria dell&#8217;uomo. Questo il motto del Gambellara Wine Festival, in programma il 25, 26 e 28 settembre 2008. L&#8217;inizio della Manifestazione avverrà giovedi 25, con la preparazione, sotto la supervisione del Ministro delle Politiche Agricole, on. Luca Zaia, del Primo Picaio di uva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con La D.O.C.G. Recioto di Gambellara premiata l&#8217;essenza della Garganega e la maestria dell&#8217;uomo.<br />
Questo il motto del Gambellara Wine Festival, in programma il 25, 26 e 28 settembre 2008.</p>
<p><span id="more-160"></span>L&#8217;inizio della Manifestazione avverrà giovedi 25, con la preparazione, sotto la supervisione del Ministro delle Politiche Agricole, on. Luca Zaia, del Primo Picaio di uva Garganega, da cui, dopo il naturale appassimento, si otterrà il primo Recioto di Gambellara D.O.C.G.<br />
A seguire una nutrita serie di eventi inerenti Gambellara, i suoi vini e le sue gastronomie, di cui questo è il <a href="http://www.stradadelrecioto.com/docs/Comunicato_Stampa_ReciotoDOCG.pdf">programma</a>.<br />
Benvenuto Recioto di Gambellara, la quarta D.O.C.G. del Veneto.</p>
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		<title>Festival del Franciacorta IX Edizione</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 20:14:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 20 al 22 settembre torna il Festival del Franciacorta, la maggiore manifestazione dedicata alle Bollicine più famose d&#8217;Italia. Nella splendida cornice di Villa Lechi ad Erbusco (BS), si potranno degustare tutte le tipologie della DOCG, e soprattutto valutare la sboccatura 2008. Proprio quest&#8217;anno si celebra il sorpasso della Franciacorta come zona di maggiore produttrice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 20 al 22 settembre torna il Festival del Franciacorta, la maggiore manifestazione dedicata alle Bollicine più famose d&#8217;Italia.</p>
<p><span id="more-135"></span>Nella splendida cornice di Villa Lechi ad Erbusco (BS), si potranno degustare tutte le tipologie della DOCG, e soprattutto valutare la sboccatura 2008.<br />
Proprio quest&#8217;anno si celebra il sorpasso della Franciacorta come zona di maggiore produttrice di bollicine rifermentate in bottiglia in Italia, ai danni della Doc Trento, ma mi raccomando, non citate ad un Franciacortino i suoi vini come Spumanti Metodo Classico, altrimenti con un calcio vi spedisce direttamente dalle Torbiere di Iseo alla cima di Montisola, sempre sul Lago d&#8217;Iseo: il Franciacorta è Franciacorta e basta, e il suo metodo di produzione è il Metodo Franciacorta.<br />
Sul <a href="http://www.festivaldelfranciacorta.it/">sito </a>della Manifestazione troverete tutte le informazioni necessarie sugli <a href="http://www.festivaldelfranciacorta.it/eventi.php/franciacorta/eventi">eventi</a>, <a href="http://www.festivaldelfranciacorta.it/cantine.php/franciacorta/cantine">Cantine</a> partecipanti, il <a href="http://www.festivaldelfranciacorta.it/programma.php/franciacorta/programma">programma</a> e tante altre notizie.</p>
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		<title>Apre oggi a Comiso l&#8217;Isola dei Mestieri 2007</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2007 14:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Franchini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inizia oggi a Comiso, in provincia di Ragusa, e proseguirà fino al 3 Giugno, la manifestazione eno-gastronomica, culturale e artigianale l&#8217;Isola dei Mestieri, dove vi consiglio caldamente di andare, se vi è possibile. Un angolo di Sicilia barocca riscaldata dal sole, dal gusto e dalla simpatia. Alll’Isola dei Sapori, presso il Cortile della Fondazione Bufalino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.wineplanet.it/wp-content/uploads/2007/05/p10002203_sx.JPG" title="p10002203_sx.JPG"><img src="http://www.wineplanet.it/wp-content/uploads/2007/05/p10002203_sx.JPG" alt="p10002203_sx.JPG" /></a></p>
<p><strong>Inizia oggi a Comiso, in provincia di Ragusa, e proseguirà fino al 3 Giugno, la manifestazione eno-gastronomica, culturale e artigianale </strong><strong>l&#8217;Isola dei Mestieri</strong>, dove vi consiglio caldamente di andare, se vi è possibile. Un angolo di Sicilia barocca riscaldata dal sole, dal gusto e dalla simpatia.</p>
<p><span id="more-49"></span>Alll’Isola dei Sapori, presso il Cortile della Fondazione Bufalino, troverete gli stand dei produttori di prodotti tipici siciliani e ogni sera saranno preparati piatti tipici tradizionali.<br />
Stasera 30 maggio si apre con <strong>cavati col sugo di maiale e polpette alla contadina</strong> preparati dalle massaie di Comiso, mentre nelle serate a seguire avremo, nell’ordine, degustazioni di <strong>cous cous</strong> preparati dallo staff dello chef Giovanni Torrente, grazie alla collaborazione del Comune di San Vito Lo Capo e l’organizzazione del Cous Cous Fest;<strong>cuddureddi e mustata</strong>, preparati dal Centro Ricreativo Polisportiva Pedalino; il sabato sera sarà la volta del “<strong>pani cunsatu</strong>” che vedrà protagonisti il <strong>pane casereccio di Comiso</strong> ed il <strong>pane di Altamura di Puglia</strong>, unico pane europeo certificato dop. Panificatori della città pugliese, che esportano il prodotto in tutto il mondo, ed i fornai di Comiso impasteranno ed inforneranno il pane davanti ai visitatori e lo offriranno condito con <strong>capuliatu, formaggio ragusano, acciughe all’olio ed origano</strong>. Infine nella giornata di domenica sarà la volta della frazione di Scoglitti e del Comune di Vittoria, che hanno incaricato i pescatori, coadiuvati da chef del luogo, a preparare <strong>spaghetti col nero di seppie e frittata di mare</strong>. In parallelo, ogni sera, si confronteranno con la cucina tradizionale chef stellari, nella location riservata all’Isola dei grandi chef <strong>Mercoledì 30 maggio Pino Cuttaia della Madia di Licata Giovedì 31 maggio Antonio Pisaniello della Locanda di Bu di Nusco-Avellino</strong>.<strong> Venerdì 1</strong> <strong>giugno</strong> <strong>Carmelo Chiaramonte</strong>, del <strong>Cuciniere del Katane Palace di Catania</strong>, che con la mamma si sfideranno tra cucina innovativa e tradizionale. <strong>Sabato 2 giugno Accursio Craparo della Gazza Ladra di Modica.</strong><strong>Domenica 3 giugno Fabio Barbaglini del Ristorante La Gallina di Monterotondo. </strong>Ogni sera gli chef avranno il supporto del collega N<strong>uccio Cilia del Tocco d’Oro di Comiso</strong>. Altra novità, grazie ai Progetti Pios della Valle dell’Ippari, <strong>l’Isola del Vino</strong>, a cui parteciperanno le aziende vinicole del territorio con propri stand ed un winebar in via Emanuele Calogero, dove i sommelier della Fisar faranno degustare il pregiato vino accompagnato da assaggi di <strong>cioccolato di Modica dell’Antica Dolceria Bonaiuto di Franco Ruta e i formaggi ragusani del CorFiLac</strong>. In questa location sono stati programmati workshop sul cioccolato e sul formaggio.<br />
A cura dello Sportello Marmi sarà allestita sul sagrato della Chiesa Madre l’Isola del Marmo e della Pietra. All&#8217;Isola del ricamo e dell’Antiquariato, ospitata nella suggestiva Sala Pietro Palazzo, in via degli Studi, saranno in vetrina preziosi ricami di ogni parte d’Italia, soprattutto lo sfilato comisano e mobili dell’ottocento e del primo novecento. In esposizione anche merletti del Museo di Burano, con la partecipazione di due merlettaie della Fondazione Andriana Marcello. All&#8217;Isola dell’Artigianato, al Palazzo Iacono-Ciarcià, saranno rappresentati gli artigiani che creano manufatti in ceramica, legno e metallo, provenienti da ogni parte di Sicilia.<br />
Inoltre, nell’anno del Centenario, sarà allestita, in via Mons. Rimmaudo, l’ Isola dell’Istituto Statale d’Arte.<br />
Completano il programma convegni tematici sul marmo e vino; in particolare il 31 Maggio presso il Loggiato della Pinacoteca Comunale – Piazza delle Erbe,si terrà un convegno dal titolo <strong>“I Vini della Valle dell&#8217;Ippari Risorsa del Territorio</strong>.”</p>
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		<title>Cantine Aperte 2007</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2007 08:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 27 maggio si è svolto il classico appuntamento primaverile “Cantine Aperte”, a cura delle cantine aderenti all’associazione Movimento Turismo del Vino. &#8220;Vado anch’io, in incognito senza aprir bocca e senza far le mie solite domande!” mi sono detto in settimana e dopo aver cercato informazioni sul Sito del Movimento Turismo del Vino ho fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 27 maggio si è svolto il classico appuntamento primaverile “Cantine Aperte”, a cura delle cantine aderenti all’associazione <a href="http://www.movimentoturismovino.it">Movimento Turismo del Vino</a>. &#8220;Vado anch’io, in incognito senza aprir bocca e senza far le mie solite domande!” mi sono detto in settimana e dopo aver cercato informazioni sul Sito del Movimento Turismo del Vino ho fatto la mia scelta: Franciacorta in primis, poi Valpolicella.</p>
<p><span id="more-48"></span><strong>Il caso Franciacorta.</strong> Il fatto che venivo da una settimana caldissima, e che le spumantizzazioni avvengano in luoghi freschissimi non è stato il solo motivo che mi ha fatto scegliere la Franciacorta: volevo toccare con mano questa realtà, ovvero “Come inventarsi una Nuova Tradizione”. Lungi da me fare un redazionale completo sulla Franciacorta, volevo solo farmi un’idea di come una terra ad alta vocazione agricola, ma quasi nessuna antica vocazione vinicola, nel giro di una trentina d’anni sia riuscita a creare appunto una Nuova Tradizione del Vino con le famose Bollicine del Franciacorta. Di sicuro ha influito una delle simpatiche caratteristiche del popolo Bresciano: lavorare duramente, fare tanti soldi e poi goderseli. E goderseli spesso vuol dire appassionarsi a qualcosa, farlo in grande e soprattutto più in grande dell’amico-rivale! In campo sportivo i casi sono moltissimi e credo che visti i primi successi degli esperimenti spumantistici in Franciacorta, si sia fatto quasi a gara per fare ancora meglio. Con una piccola differenza: visto che si poteva anche farne una attività redditizia, invece di sfidarsi, i vari possidenti Franciacortini hanno unito le forze e hanno creato una potenza vinicola, in quantità e qualità, cercando anche di avvicinare il pubblico italiano alle bollicine nazionali. Sia chiaro che queste sono solo mie supposizioni, ma vedendo i nomi dei proprietari di alcune delle cantine più famose non credo di sbagliare di molto, e, sia chiaro, anche se tra Bresciani e noi Veronesi esiste del sano campanilismo, mi tolgo il cappello di fronte al fenomeno Franciacorta. Ed ecco un breve resoconto.<br />
<strong><a href="http://www.losparviere.com">Lo Sparviere</a></strong> &#8211; comincio da Monticelli Brusati la mia visita:questa e’ un&#8217; antica azienda agricola di proprietà della famiglia Gussalli Beretta, che si è re-inventata spumantista. Infatti le cantine di spumantizzazione sono nuovissime e funzionali, pur restando in uso le antiche cantine della proprietà.La filosofia dell’azienda è quella di lavorare solo le uve dei propri vigneti, di fare solo bollicine millesimate e con almeno quattro anni di permanenza sui lieviti, ben di più di quanto segnalato dal disciplinare di produzione, ma come sapete bene, la lunga permanenza migliora la qualità. Il loro Brut base e’ sempre segnalato come tra i migliori della categoria e se poi lo acquisti in cantina a soli 10 euro a bottiglia è ancora più buono. Non ho avuto l’occasione di assaggiare il Satén e l’Extra Brut, peccato. L’azienda produce anche i DOC Terre di Franciacorta Bianchi e Rossi.<br />
<strong><a href="http://www.anticafratta.it">Antica Fratta</a></strong>-sempre a Monticelli Brusati, è una delle poche cantine storiche della Franciacorta: edificata nell’ 800, è scavata in gallerie nella collina alle spalle della villa padronale, presenta alcune caratteristiche notevoli come un camino-torrione che con l’ausilio di un paio di astuzie evacuava l’anidride carbonica sviluppata durante le fermentazioni e vinificava all’epoca circa 6000 ettolitri di vino!<br />
 “El Cantinù”, come soprannominato dalla popolazione locale, dopo varie vicissitudini è entrata a far parte del Gruppo Guido Berlucchi, che l’ha riportata agli antichi splendori.Che dire se non “spettacolare” e che merita una visita?L’azienda adesso produce tutte le tipologie di Franciacorta DOCG e le DOC Terre di Franciacorta Bianco e Rosso.<br />
<strong><a href="http://www.berlucchifranciacorta.it">Fratelli Berlucchi</a> </strong>- situata a Borgonato e da non confondersi con l’omonima vicina di casa, è un’ azienda agricola di antica tradizione dedicatasi da una trentina d’anni alla moderna viticoltura Franciacortina. Tra le caratteristiche principali il non produrre esclusivamente bollicine ma cercare di pareggiare questa produzioni con i vari vini DOC fermi. Và inoltre citato che la Signora Pia Berlucchi è presidente dell’associazione <a href="http://ledonnedelvino.com">Donne del Vino</a>. La cantina è dislocata nei vari locali di una storica cascina agricola, tra cui spicca la sala vinificazione situata sotto un portico affrescato nel ‘600 con decorazioni semplici ma di grande suggestione. L’unica parte recente della cantina è la zona di spumantizzazione, obbligatoriamente buia e sotterranea. La produzione copre tutta la gamma dei vini Franciacortini.<br />
<strong><a href="http://www.contadicastaldi.it">Contadi Castaldi</a> </strong>- uno dei nomi nuovi della Franciacorta, è stata fondata una quindicina d’anni da Vittorio Moretti, il patron della famosissima Bellavista. Moretti è un mito: quando parlavo della caratteristica dei Bresciani,dell’appassionarsi e di farlo ai <a href="http://www.terramoretti.it">massimi livelli</a>, lui ne è l’ESEMPIO.Da buon velista, per farsi le sue barche s’è costruito un cantiere nautico all’avanguardia, della Bellavista non devo dire nulla, per il ristorante dell’azienda vinicola ha chiamato un tale di nome Gualtiero Marchesi e quando ha visto che i cunicoli di cottura e raffreddamento dei mattoni dell’antica Fornace Biasca di Adro potevano divenire il luogo ideale per spumantizzare, ha creato una nuova azienda vinicola.Adesso la Contadi Castaldi è un azienda da oltre 400.000 bottiglie di Franciacorta DOCG e da circa 80.000 delle altre tipologie DOC Terre di Franciacorta. Attualmente la cantina è in fase di forte crescita e i vecchi cunicoli sono diventati stretti, vi si lavorano dentro solo i formati dal Magnum in su e l’adiacente moderna cantina sotterranea accoglie gli altri formati. Poi via verso la Valpolicella, anche perché la mia scorta di Recioto era finita&#8230;<br />
<strong><a href="http://www.boscainicarlo.it">Boscaini Carlo</a></strong> &#8211; a S. Ambrogio di Valpolicella sorge questa cantina immersa nei vigneti: la produzione è quella tradizionale della zona, più qualche vino bianco a base Garganega.I vini mi sono piaciuti, solo botti grandi, così tutta la Valpolicella te le ritrovi limpida nel bicchiere. Buoni e a prezzi competitivi l’Amarone e il Recioto, che mi sono portato a casa.<br />
<strong><a href="http://www.antolinivini.it">Antolini Pier Paolo e Stefano</a></strong> &#8211; cambio di valle e a Marano arrivo nella corte dove sorge l&#8217;azienda: interessante la degustazione, ottimi i dolcetti e una novità:la Sfogliatine al Recioto. Buoni i vini Valpolicella e il Recioto. L’Amarone purtroppo rientra nella categoria dei Moderni, che non mi fa impazzire.<br />
<strong><a href="http://www.campagnola.com">Campagnola Giuseppe</a></strong> &#8211; Sempre a Marano sorge questa storica cantina, che quest’anno festeggia il centenario della fondazione.La cantina e’ modernissima, con la costruzione che ingloba anche le vecchie strutture della bottaia e delle vasche in cemento, altrettanto nuova e spettacolare, per non dire coreografica, è la barricaia. Quindi Amaroni Moderni. Comunque notevole il Corte Agnella, una Corvina in purezza, in cantina 6 euro. Presente un banco d’assaggi dell’azienda <a href="http://www.benedettilessinia.it">Benedetti</a>, con i suoi ottimi salumi e formaggi.<br />
<strong><a href="http://www.villaspinosa.it">Villa Spinosa </a></strong>- mi arrampico sulla costa della valle di Marano e superata la sommità giungo a Villa Spinosa, a Jago di Negrar: è un antica corte vinicola con annessa villa padronale, con una bella vista sulla valle di Negrar. Mi aggrego alla comitiva in visita e ascoltando le spiegazioni del titolare sull’uso e glorificazione delle barrique mi sono messo il cuore in pace: cantina antica-vini moderni, il tutto confermato dalla degustazione. Peccato.<br />
<strong><a href="http://www.valpolicella.it/brigaldara">La Brigaldara</a></strong> &#8211; al ritorno mi fermo in questa importante azienda di S. Floriano per una visita veloce. Anche qui in cantina poche botti e tante barriques di vari passaggi, ma come dice il titolare, “Vanno usate con parsimonia, perché se sentite il legno nel vino vuol dire che sto sbagliando”! Alla degustazione del Recioto e dell’Amarone devo confermarne l’uso garbato, ma erano presenti comunque tostature, speziature e vanigliature tipiche della barrique, ma niente tannini da rovere: un buon Amarone, relativamente Moderno, per gli amanti del genere. Non m’è dispiaciuto un rosato di Dindarella, uva autoctona della Valpolicella.<br />
E con questa visita la mia giornata di Cantine Aperte è finita: ne ho fatte ben nove. Ringrazio tutte le Cantine che hanno aderito all’iniziativa e che sono state tanto gentili da ospitarmi.<br />
Alla fine una domanda alla quale non sono riuscito a dare risposta, magari qualcuno può aiutarmi: che vitigni si coltivavano e vinificavano in Franciacorta prima dell’avvento delle bollicine?</p>
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