Degustazione Anteprima Amarone Verona 2003

Anteprima Amarone 2003: considerazioni e soprattutto assaggi di questo millesimo, presto in commercio.

Non sto a dilungarmi troppo su questa annata difficile per la Valpolicella, tante e più autorevoli voci della mia hanno scritto e disquisito su ciò, quello che fa riflettere è il contrasto di quelle voci: Il Consorzio Valpolicella , alcuni produttori e giornalisti sostengono che e’ buona annata; altre penne famose invece sollevano ragionevoli dubbi.
Io sto con i secondi: il 2003 in Valpolicella è stato caldissimo, siccitoso e con pochi sbalzi di temperature tra il giorno e la notte, ciò ha portato ad una maturazione delle uve perfetta ma anticipata di circa 15 giorni, ma i vigneti posti a bassa quota o con forte esposizione al sole hanno avuto problemi di defogliazione della pianta e inizio di appassimento dei grappoli.
Mi è sempre stato detto che un buon vino da invecchiamento deve provenire da uve e terreni vocati, maturate con calma e in luoghi dalla forte escursione termica giorno-notte: queste ultime due voci non sono rispettate nella maggior parte della Valpolicella, per l’annata 2003.
“E allora?!”, mi chiederete.
Premetto che per molti Amaroni era una vera e propria anteprima, nel senso che si degustavano vini appena imbottigliati o addirittura campioni da botte, quindi veri e propri infanticidi: non ho la capacità di prevedere esattamente come evolveranno i campioni assaggiati, ma un’idea è possibile farsela.
In più, ultimamente, ha fatto la sua comparsa nei vari cataloghi dei produttori il cosiddetto “Amarone Moderno”, ovvero un Amarone “Riserva”, fatto da uve perfette provenienti dai vigneti migliori e con un più lungo affinamento, per fare vini di lunga vita e capaci di sopportare prolungati invecchiamenti; ma mentre sono d’accordo con le prime due caratteristiche, mi lascia perplesso la terza, in quanto, il più delle volte, ha un solo nome: Barrique.
Barrique in senso negativo, ovviamente, in quanto essa non viene usata come vaso vinario ma come “Condimento”!
E come tutti ben sappiamo, solo uve particolarmente ricche riescono a sopportare degnamente la barrique.
La Corvina e le altre uve della Valpolicella sono delicate, lo dimostra il fatto che per farne un grande rosso occorre un forte appassimento, tale da portare la resa delle uve ad un massimo del 40%!
E quelle del 2003, vista la sofferenza sopportata, erano delicatissime.
Il Fatto e’ che il 2002 e’ stato tragico ,che ha portato molti produttori a saltare l’annata: sembra quasi che per recuperare la produzione persa e vista la crescente domanda, a volte si è esagerato col voler produrre questi Amaroni Moderni. I bravi Vignaioli, capita e valutata la delicatezza delle uve, ne hanno fatto una vinificazione tranquilla e affinamento non invasivo, altri, e da quanto assaggiato, molti ne hanno voluto trarre Amaroni Moderni.
In parole povere, del 2003 in anteprima ho molto apprezzato i cosiddetti Amaroni Base, magari ancora slegati e da affinare, ma con tutte le caratteristiche che hanno fatto grande questo vino.
Gli Amaroni in stile moderno invece mi hanno deluso: salvo rare eccezioni, l’assaggio dava sempre gli stessi risultati: colore complessivamente buono, al naso forte botta alcolica, seguita dal classico legno con una piccola punta di ciliegia e frutti di bosco, in bocca quanto promesso dal naso, ma con alcol e gli aromi del legno a coprire il frutto e gli aromi dell’uva. Ovviamente non riuscivi a finire il bicchiere.
In molti casi la frutta era proprio cotta, alcuni vini già finiti, nel senso che non vedevo alcuna possibilità di evoluzione, ho trovato anche un caso di goudron e mora, che tutto sarà tranne che proveniente da Corvina Rondinella Molinara, ovvero uno squallido “artificio” per arricchire un vino povero di aromi e gusti. Insomma , cosa dirvi, spero che i fatti mi smentiscano, ma non prevedo che il 2003 sarà un anno da ricordare per gli Amaroni in stile Moderno, mentre quelli all’antica e/o base potranno dare qualche soddisfazione, anche per il fatto che spesso costano poco più della metà dei fratelli maggiori.
Un plauso al Consorzio Valpolicella per l’ottima organizzazione dell’evento, con un solo appunto fatto da molti produttori: l’evento sarà pure un’anteprima, ma ciò porta molti a presentare vini appena imbottigliati o ancora in botte, la maggior parte dei quali ancora lontani dalla messa in commercio.
Si chiede la possibilità di far assaggiare anche gli Amaroni pronti o già in commercio, secca dover presentare vini ancora allo stato embrionale e ben lontani dal momento della nascita!
Io aggiungo di modificare anche il disciplinare di produzione alla voce “ Messa in commercio”: 2 anni e qualche mese dalla vendemmia sono veramente pochi per l’Amarone!

Max Pigiamino

2 commenti »

  1. Laura Franchini said,

    22 marzo 2007 at 16:41

    Max, come sono fiera di te…

  2. Giampiero alias Aristide said,

    22 marzo 2007 at 17:20

    Sacrosanta la tua richiesta finale, che sottoscrivo in pieno: l’Amarone dovrebbe affinarsi almeno 4 anni. Ho aggiunto un link su Aristide a questo tuo post: http://www.aristide.biz/2007/02/amarone_2003.html
    Complimenti.

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