Anteprima Amarone 2004
Sottotitolo: Tira di più una Bottiglia di Amarone che un P.D.F.
Anche se l’Onorevole Cetto La Qualunque non sarà d’accordo con questa mia affermazione al limite dello sboccato (per lui ‘U Pilu è sempre la cosa più importante e che tira di più), sicuramente è la conclusione che ho tratto analizzando sia il discorso tenuto alla conferenza stampa dal Presidente del Consorzio Valpolicella Emilio Pedron che le analisi dei dati sull’Amarone forniti dal Consorzio stesso.
Alcune considerazioni
Bisogna anche valutare le conseguenze di questo tiro, spesso accade che quando gli ormoni sono in circolo, si facciano azioni di cui in futuro ci si potrà pentire.
Analizziamo alcuni dati: la produzione di uve destinate all’appassimento per Recioto e Amarone passano dagli 8,2 milioni di Kg del ’97 ai 25,7 del ’07, passando dal 16,7 % del totale delle raccolte in Valpolicella nel ’97 al 37,4 % nel 2007 e passando dalle 1.558.000 bottiglie vendute nel ’97 alle 8.350.000 del ’07.
E’ una crescita da assoluto record, soprattutto se pensiamo che si tratta di un vino di fascia alta e/o altissima di prezzo.
Un’altra riflessione va fatta sulla progressiva diminuzione dei vini Valpolicella “base”, in un momento in cui il mercato va a riscoprire i vini meno alcolici e corposi, da bere tutti i giorni.
Ma sapete com’è, c’è tanta voglia di Amarone, ho avuto un buon esempio al Salone del Vino di Torino di ottobre, dove alla degustazione dei vini Coronati e Finalisti della Guida Vini Buoni d’Italia, le due poche bottiglie di Amarone presenti sono state asciugate in un attimo, e ovviamente una persona su due ne chiedeva l’assaggio.
E poi il caso di assolute realtà, sia di numeri che di qualità, di zone vinicole vicine che stanno investendo in vigneti e vini della Valpolicella lato Amarone, vedi Cantina Di Soave, Albino Armani, o ultimo arrivato e per adesso solo a livello IGT, il mitico Soavista Leonildo Pieropan.
L’annata e le degustazioni
Finalmente un’annata dall’andamento classico rispetto alle due anomale 2002 e 2003, e soprattutto la prima annata classica del nuovo disciplinare di produzione attivo dal 2003, in cui l’uva Molinara non è più obbligatoria, il Corvinone fa la sua comparsa in modo massiccio e purtroppo, come in tutti i disciplinari (Brunello Barolo e Barbaresco a parte) dei rossi italiani, viene consentito l’uso dei soliti Vitigni-Gramigna CabernetMerlotSirah, ovvero si è autorizzati a mandare a quel paese alcuni aspetti della tipicità della Valpolicella.
Una premessa: anche se il disciplinare prevede la messa in commercio dal dicembre del secondo anno dopo la vendemmia, ovvero adesso può essere messo in commercio il 2005, nella realtà l’Amarone ha bisogno di un discreto affinamento, infatti solo il 30 % dei vini presenti è gia in commercio, buona parte sarà disponibile da metà anno in poi, alcuni addirittura dall’anno prossimo.
Per quanto mi riguarda, ed è anche l’opinione di molti produttori, presentare Amaroni non ancora minimamente pronti, quando addirittura campioni da botte, non rende servizio ai vini: non tutti possono avere capacità preveggenti sulla futura evoluzione dei vini, in parole povere si vorrebbe lasciare le degustazioni “En Primeur” ai Bordeaux più che ai Valpolicella.
Poi non tutte le aziende hanno partecipato all’Anteprima 2004, anzi, numerose le assenze di nomi noti e significativi, tra i motivi di ciò forse anche il presentare vini non ancora pronti.
Ma dopo la pappardella vorrete sapere come sono andate le degustazioni: diciamo che sono abbastanza soddisfatto, innanzitutto si fanno Amaroni più bevibili, e stà diminuendo la tendenza di “Legnare” i vini con vari tipi di barrique e botti “dado da brodo similari” e la ricerca di concentrazioni assolute.
Quella di fare questi “SuperAmaroni”, dovuto al successo di alcuni vignaioli estremi e del seguente incensare questa tipologia da parte di molta stampa e guide varie, ha portato negli ultimi anni la nascita dei loro cloni, imitazioni alla spremuta di legno, ricchi di tannini per poter invecchiare a lungo, duri da non finirne un bicchiere e dalla assoluta mancanza di possibilità di abbinamento.
In più buona parte dei clienti finali, invece di fidarsi delle loro papille gustative, abboccano alle sirene di questi SuperAmaroni, dimenticando che il 99% non ha cantine adeguate al loro lungo invecchiamento, costano il triplo e, ripeto, non li abbina a niente.
Per le degustazioni non ho approfittato della possibilità di star seduto al tavolo, servito da Sommellier e anche l’ opzione della degustazione alla cieca: non sono fatto per tutto ciò, a dire il vero non sono ancora in grado, preferisco girare tra i banchi d’assaggio col bicchiere in mano e scambiare quattro chiacchiere col produttore, e giudicare con mi piace- non mi piace- promette bene, visto che il gusto è assolutamente personale, e non dimentichiamolo, essendo molti Amaroni non ancora in commercio o pronti, secondo gli stessi produttori, non è corretto dare un giudizio analitico, mancando del giusto e necessario affinamento.
Non sono riuscito ad assaggiarli tutti, mi sono fermato a 45 sui circa 70 presenti
Un ultimo appunto sui prezzi: l’uva fresca da Amarone-Recioto della vendemmia 2007 era valutata 2,2 euro al kg (contro l’1,6 del 2006), il prezzo all’ingrosso del vino atto a diventare Amarone è di circa 10/11 euro al litro, prezzo fissato dalla Borsa Merci di Verona.
Da ciò se ne deduce che il prezzo corretto dell’Amarone al pubblico in cantina, per la classica bottiglia da 0,75, varia da 15 a 20 euro, qualcosa di più per vigneti prestigiosi.
Per quelli dai prezzi superiori fate voi, spesso il prezzo lo fanno altre variabili: ma non dimentichiamoci che in fondo il vino, per quanto prestigioso, è sempre un alimento, se volete gioielli e qualcuno ve li vende, non è affar mio.
Quelli da 15 a 20 euro che mi sono piaciuti
(cliccando sul nome dell’azienda vi collegate al suo sito)
- Amarone della Valpolicella Classico Moropio Antolini
- Amarone della Valpolicella Classico Boscaini Carlo
- Amarone della Valpolicella Valpantena Cantina Sociale della Valpantena
- Amarone della Valpolicella Classico Igino Accordini
- Amarone della Valpolicella Classico I Scriani
- Amarone della Valpolicella Classico Manara
- Amarone della Valpolicella Classico Novaia
- Amarone della Valpolicella Classico Recchia
- Amarone della Valpolicella Classico San Rustico
- Amarone della Valpolicella Classico San Rustico Vigneti del Gaso
- Amarone della Valpolicella Classico Santa Sofia
- Amarone della Valpolicella Classico Tinazzi
- Amarone della Valpolicella Classico Venturini
- Amarone della Valpolicella Classico Venturini Campomasua
Vorrei ma non posso
(quelli buoni ma cari e che non posso permettermi)
- Amarone della Valpolicella Classico Albino Armani
- Amarone della Valpolicella Cà Rugate
- Amarone della Valpolicella Classico Guerrieri Rizzardi
- Amarone della Valpolicella Classico Recchia Enorama
- Amarone della Valpolicella Roccolo Grassi
- Amarone della Valpolicella Tenuta Sant’Antonio Selezione Antonio Castagnedi
- Amarone della Valpolicella Tenuta Sant’Antonio Campo dei Gigli
- Amarone della Valpolicella Classico Sartori
- Amarone della Valpolicella Classico Fratelli Tedeschi
- Amarone della Valpolicella Classico Tenute Galtarossa
- Amarone della Valpolicella Valpantena Tezza
- Amarone della Valpolicella Classico Vigneti Villabella
Per Finire
Non solo Amaroni erano in degustazione, ma anche il fratellino maggiore Recioto, che in fin dei conti, anche attirandomi le ire di molti per questa dichiarazione, è il vero Re dei vini della Valpolicella.
Come dice il saggio Angelo Peretti (il suo sito), “Un buon Amarone prima o dopo riescono a farlo tutti, ma è col Recioto che in Valpolicella si valuta l’arte del vignaiolo”.
Questi mi sono piaciuti un bel pò, sono già in commercio, e si fa sempre una porca figura, perché un bicchiere non lo rifiuta nessuno:
- Recioto della Valpolicella Classico Antolini
- Recioto della Valpolicella Classico Boscaini Carlo
- Recioto della Valpolicella Classico Bussola Tommaso
- Recioto della Valpolicella Classico Igino Accordini
- Recioto della Valpolicella Classico Manara
- Recioto della Valpolicella Classico San Rustico
- Recioto della Valpolicella Classico San Rustico Vigneti del Gaso
- Recioto della Valpolicella Valpantena Tezza
- Recioto della Valpolicella Venturini
Quindi spero di avervi confuso per bene le idee, di avervi dato un minimo di riferimenti per ciò che offre l’annata 2004, e come direbbe Cetto La Qualunque “Cchiu Amarone, Recioto e Pilu ‘ppe Tutti.”




Lorenzo Lombardi said,
16 febbraio 2008 at 18:24
Io mi associo al tuo motto… Soprattutto se il tutto è concentrato in un’unica serata!