BCM 2008 Bordolesi Cabernet Merlot a Villa La Favorita

Si svolgerà a Villa La Favorita di Monticello di Fara, Sarego (VI), nei giorni 22 e 23 novembre 2008, la tradizionale vetrina dedicata a queste tipologie vinicole, di seguito la presentazione dell’evento e compreso nel prezzo anche un articolo arretrato.

Con l’organizzazione del CO.VI.VI. (Consorzio Vini Vicentini Doc) e dallo Studio Skriba, in questa manifestazione si potranno degustare le migliori rappresentanze dello stile e vigneti bordolesi in Italia.
Maggiori informazioni le troverete sul sito della manifestazione (qui), tra cui anche un interessante scritto del Prof. Attilio Scienza (qui), qui l’argomento del Talk Show e qui tutte le etichette presenti, 327 in rappresentanza di 16 regioni.
Questa la fredda cronaca: in più aggiungo un articolo scritto in occasione del BCM 2006, uno dei primi che scrissi ma mai pubblicato in quanto Wineplanet ancora non esisteva.
Come capirete sono un bevitore ABC, ovvero non sopporto il ChardonnayCabernetMerlotSauvignonBordolese (vedi all’esempio questo ottimo articolo di Angelo Peretti), ma sia chiaro che non ho NULLA IN CONTRARIO a questa manifestazione, con chi la organizza e con i produttori presenti, la mia contrarietà è dovuta ad altro.

DEI BORDOLESI E DELLA CRISI ESISTENZIALE
Oggi 14 ottobre 2006 , ho partecipato alla manifestazione “BCM Bordolesi Cabernet Merlot” organizzata dal Consorzio Tutela Vino Arcole DOC in quel di Villa La Favorita a Sarego nel Vicentino!
Qui erano in programma varie degustazioni, sia per giornalisti che per il pubblico, tutte inerenti le tipologie di vino di stile Bordolese, con la presenza delle maggiori e più blasonate realtà del settore italiano, più qualche presenza d’oltreoceano.
L’organizzazione è stata eccellente, a parte un piccolo incidente diplomatico sui due vini italiani più noti e desiderati dai convenuti, quello che inizia per “Sas” e finisce x “aia”, e l’altro per “Orn” e anch’esso finisce per “aia”, quelli in vendita ad un centino cadauna per spiegarsi, è successo che quelle due bottiglie piene presenti sul tavolo non volevano essere aperte perché erano per il giorno dopo, ma vista l’insistenza e l’ovvietà della situazione alla fine sono state stappate!
Finito il preambolo, inizio: Oggi avevo le p…e girate per mio conto, e la Rossa non era riuscita ad imbucarmi (x esaurimento posti) alla conferenza e degustazione guidata di alcuni pezzi da Novanta del Mondo Bordolese, potete capire che ero nelle condizioni perfette per affogare i dispiaceri con costosissimi vini!
Il problema è che non c’è l’ho fatta!
Si dà il caso che l’anno scorso partecipai alla stessa manifestazione da pivellino e non ero stato soddisfatto da quanto bevuto!
E quest’anno con un po’ di esperienza sulle spalle e la possibilità di raccontarvi il tutto, come credete sia andata a finire?
In un annata di frequentazioni enologiche ho cominciato a farmi qualche valida idea dei miei gusti vinicoli: allo stato attuale delle cose sono per i Vini Da Uve Autoctone, possibilmente in purezza, che siano espressione della loro zona di produzione, che sappiano di vino quindi niente gusti di legno o Mastro Geppetto o del Falegname, e soprattutto che siano beverini e non impegnativi o da Messa Cantata che dir si voglia!
Premetto che non ho mai assaggiato un Bordolese vero, ovvero fatto nella zona di Bordeaux in Francia!
Capirete che la Manifestazione odierna era proprio l’esatto contrario: Merlot e Cabernet sono quanto di più globalizzato e internazionale esista, grazie alla moda imposta da guru giornalisti e mercati americani questi vini coi legni e barrique varie devono andarci a nozze e soprattutto sapere di legno, e come non bastasse devono essere straconcentrati , coloratissimi e alcolici alle stelle, che finire un bicchiere diventa un’impresa, per dirla alla Ziliani delle perfette “Marmellate al gusto di Legno Francese”!
In parole povere l’antitesi della mia idea di vino buono!!!
“Potevi martellarti i “cosiddetti” come Tafazzi (vedi qui), ti facevi meno male”, direte voi!
“Avete ragione”, vi rispondo, ma come diceva il saggio, “Assaggia di tutto, anche le Cose Sgradite, per apprezzare di più quelle buone!
E così dopo aver fatto il biglietto, con bicchiere in una mano e bottiglia d’acqua minerale nell’altra (come Tafazzi insegna),comincio le degustazioni.
Alla fine sono quaranta assaggi: non male per qualcosa che non mi và, ma se devo martellarmi, martello come si deve!
I criteri di scelta, immaginandomi l’andazzo ed essendo i vini più di 260, sono stati soltanto due: il cartellino del prezzo, la bellezza dell’etichetta e quelli fatti vicino a casa mia!
Cosa dire, le eccezioni sono poche, e tra tutte cito il Canà 2004 del viticoltore naturale Angiolino Maule (qui il sito), nel senso che solo botte grande e vecchia che non lascia gusti strani, ma tutti gli altri erano trionfi di tostature, vanigliature e tannini vari.
Si aggiunga il fatto che anche il goccino servito ad ogni assaggio faticavo a finirlo, ma non per evitare la ciucca, ma proprio non ci riuscivo tanto era la concentrazione e la pesantezza generalizzata in tutti i vini presenti, ovvero beverinaggio mio saltami addosso!
A dire il vero, essendo nella maggior parte dei casi vini da invecchiamento, e appena messi in commercio, magari non erano al massimo della loro forma , ma nonostante tutto non riuscivo a trovare alcuna differenza tra i due (e altri) Pezzi da Novanta sopra citati e vini che costavano la metà o un quarto tali da giustificare il divario di costo, anzi, sfiderei chiunque ad una degustazione alla cieca…
E giunto a questo punto cado in crisi esistenziale: tutto il mio assaggiare in giro, tutti a magnificare questo stile Bordolese, tutti a farsi pippe mentali sui molti dei nomi famosi qui presenti, varie guide e guru che impongono questo stile di vini, il gusto di questi che e’ sempre uguale dalla California al Veneto alla Toscana, come non bastasse i tentativi nefandi di imbastardire con Merlot e/o Cabernet i migliori vitigni e vini italiani (Nebbiolo, Valpolicella, Bardolino, Negroamaro, Sangiovese i primi che mi saltano in mente) per potergli somigliare, una scorsa annata di uno dei vini ”aia”( un tre anni fa’ se non ricordo male), e’ stato il numero uno al mondo per la famosa rivista Wine Spectator, insomma tutto questo e io non riesco a berli, questi vini!!!
E la domanda che mi assale è: Ho Capito Tutto o Non Ho Capito Niente?
Ho sbagliato ad appassionarmi al Vino se questa e’ quella che viene definita l’Eccellenza?
Devo far Ragionare i Miei Sensi o la Ragion di Stato?
A questo punto vi dico come è andata a finire la faccenda:

  1. Le cose più gradite sono state gli Olii d’Oliva , assieme alla Soppressa e all’Asiago Mezzano e Stagionato, tutte eccellenze gastronomiche Vicentine presenti alla Degustazione!
  2. Per ingannare il tempo necessario a smaltire i fumi alcolici prima di rimettermi alla guida, ho lasciato alcuni messaggi SMS ad amici ed amiche compagne di degustazione!
    Le risposte: tutte si fidano delle mie papille, e addirittura la Susy Crociani , grandissima produttrice di Veri Vini in quel di Montepulciano qui il sito aziendale e qui il suo blog), mi ha consolato assicurandomi che HO CAPITO TUTTO!!!
  3. Non esiterei un secondo a barattare il più costoso dei vini assaggiati col più semplice degli autoctoni italiani, di cui dobbiamo essere orgogliosi.
  4. Se Qualcuno mi regalerà un Bordolese lo guarderò storto!Insomma il Vino è Meraviglioso, ognuno è libero di bere quel che vuole, e se lascia ragionare i suoi sensi o non quelli del Guru di turno, avrà grandi soddisfazioni!

Max Pigiamino Perbellini

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