Quando il vino fà spettacolo
Tra i vari appuntamenti di Vinitaly a cui abbiamo assistito, il più originale è stato sicuramente quello allestito dalla Cantina Barollo di Preganziol (TV).
Ci arriva l’invito, in cui si parla di un incontro con degustazione-abbinamento tra i vini Barollo e finger food (per chi non lo sapesse s’intende quelle piccole pietanze che si mangiano con le dita, tipicamente come aperitivi, che a Venezia chiamano “cicheti”, in Spagna “Tapas”, a casa mia “mangiarini”) preparato dallo staff del Godenda di Padova, considerato tra i migliori wine-bar italiani, il tutto guidato dal famoso giornalista eno-gastronomico Antonio Paolini.
Mica male, pensiamo: quando un’ora prima ci arriva un ulteriore SMS “E saranno presenti anche Jerry Calà e la Rettore”, ci guardiamo in faccia e urliamo “SUBITO!”.
Lo stand e’ piccolo ma accogliente, arredato in stile anni ’80, con varia memorabilia d’epoca in giro, i mangiarini ben posizionati, bellissimo colpo d’occhio, quasi guardatemi e non toccatemi, pronti per le nostre dita.
Alla spicciolata arrivano il Calà, il Paolini e la Rettore, e tutto ha inizio.
Per il giudizio sui vini, mangiarini e abbinamenti vi rimando alle schede della Rossa, io faccio solo la cronaca degli eventi.
Dopo un paio di assaggi, buoni ma soprattutto ben scanditi dalla grande dialettica del Paolini, comincia la festa: arriva la troupe televisiva di Rai Tre Veneto a fare il classico servizio di costume, soprattutto l’Intervistatrice, “dotata” di un piglio e un abbigliamento più indicato al sano cubismo che al Vinitaly, anche se credo sia una caratteristica della tipa, visto che così conciata, stessi abiti, stivali e calze a rete, l’ho vista presentare un servizio dal Model Expo Italy, rassegna di modellismo veronese.
Insomma, stand piccolo, “fate spazio attorno ai protagonisti”, cameraman e fonici, i salti mortali dei ragazzi per servire ombre e cicheti , se credete al teorema “più si è stretti maggiore il divertimento”, qui il livello e’ alle stelle.
Finita RaiTre ecco che arriva Skyqualcosa, intervistatrice più consona e professionale, ma troupe più numerosa, ormai una piccola folla accalcata all’esterno: il povero Paolini non viene quasi fatto lavorare, talmente alto il vociare dei convenuti, lo staff del Godenda letteralmente vola per recapitarci vino e pietanze, e conseguentemente il divertimento supera le stelle.
Ma credete sia finita?
Cari miei, fedeli ai 7 livelli della Ciucca Anarchica Spagnola (ricordatevi sempre che parliamo di vino), ovvero Ubriaco, Molto Ubriaco, Canti Patriottici, Canti Politici, Canti Religiosi, Negazione dell’Evidenza, poteva secondo voi mancare l’Apoteosi Finale?
Ma certo che no: arriva anche il comico Sergio Vastano, saluta gli amici, partecipa al tutto, ed ecco la Ciliegina sulla Torta dell’Apoteosi, che si materializza sotto forma dell’ennesima troupe televisiva, e qui si gioca forte, l’asso di briscola, nientepopodimeno che RaiUno con la trasmissione “La Vita in Diretta”, col collegamento curato dalla tipa ex Grande Fratello: trattandosi della Rai la troupe conseguentemente triplica, la folla altrettanto, ormai non passa più nemmeno l’ossigeno per i nostri polmoni, immaginarsi il resto.
In parole povere Uno Spettacolo: finalmente possiamo vantarci con gli amici che siamo finiti in TiVù, in un locale di tendenza assieme a Vips, ripresi da tre diverse televisioni, molta gente pagherebbe bei soldini per essere al nostro posto. E il divertimento supera l’universo conosciuto.
Questa la fredda cronaca.
Ma s’alza una voce: “ Ma Pigiamino, Paladino del buon Vino e del Buon Mangiare, amante della pace dei grandi spazi, tu che odi il Grande Fratello e la TV spettacolo, che mai ti abbiamo visto in locali di tendenza, cosa ci facevi lì?”
Invidiosi che non siete altro, siamo stati invitati, educatamente abbiamo accettato e l’evento ha superato le nostre aspettative, insomma una bella esperienza.
Bisogna vedere come uno vede il vino: per chi ci vede un rito e l’apertura di una bottiglia rappresenta una Messa Cantata, tutto questo equivale all’ Inferno, se volete il Purgatorio arrangiatevi, se invece vi interessa convivialità e divertimento, questo è il Paradiso.
Alla Barollo hanno fatto la terza scelta: una linea di vini facili da capire e soprattutto da abbinare al finger food, con una bottiglia dal design giovane e accattivante, il prodotto ideale per il Wine Bar e il suo popolo di frequentatori: si parla tanto di cercare nuovi sbocchi al mercato del vino, questa e’ certamente una strada da battere.
E poi, visto che un certo tipo di finger food rasenta la buona cucina, un bicchiere di vino adeguato lo esalta, il classico beverone o il solito Spritz lo ammazza.
E cosa c’entrano Vastano ,Calà e la Rettore col vino?
C’entrano, c’entrano: mi hanno riferito che Vastano ha una rubrica enogastronomica su un canale TV, la Rettore e’ stato uno dei miti della mia gioventù, il Calà frequentava la compagnia di amici della Zia della Rossa, motivi più che sufficienti per averli all’evento.
Vi lascio alle schede sulla degustazione curate da Laura.





Lizzy said,
4 aprile 2007 at 18:59
Anch’io ero stata invitata – e sollecitata più volte ad andare, anche perchè i Barollo li conosco di persona. Giuro, avevo tutte le intenzioni di mantenere l’impegno.
Non ce l’ho fatta. Forse perchè al Vinitaly sono una delle poche che lavora senza fare tanta scena.
Tutto quello che sono riuscita a fare prima dei “ciak si gira” con cui ci hai deliziati, caro Max, è stato passare dallo stand per salutare l’amico Antonio.
A conti fatti vedo che mi son persa, giornalisticamente parlando, “un pezzo di costume”.
Ma siccome io scrivo di vino…alla fine non mi sono persa nulla.
Lieta di averti conosciuto di persona!
Lizzy
max perbellini said,
5 aprile 2007 at 19:01
Cara Lizzy,invece ti sei persa TUTTO!!!!!!!
Volenti o nolenti anche questo evento aveva a che fare col vino, anche se non e’ non nello stile che intendi tu e altri tuoi autorevoli colleghi.
A presto, ma a dire il vero non mi risulta che ci siamo conosciuti di persona, ne sei sicura?
Max Pigiamino Perbellini
Tommaso Farina said,
5 aprile 2007 at 21:34
Il problema degli “autorevoli colleghi” è che spesso non capiscono che il vino può diventare un fenomeno di costume, e può essere lo stesso giornalisticamente interessante. Mai e poi mai voglio diventare come quegli austeri degustatori che non sorridono mai, che non capiscono le battute, che gridano allo scandalo per ogni intrusione nel Sacro Palazzo del Vino Vero, che irridono ogni opinione (degustativa) diversa dalla loro mettendo in dubbio la competenza di chi la formula.
E ora dico qualcosa di politicamente scorretto: evviva il Vinitaly. So benissimo che c’è la moda, tra i writer col sopracciglio perennemente inarcato, di parlar male di questa fiera, che inevitabilmente è ogni anno più bella.
max perbellini said,
6 aprile 2007 at 12:05
A dire il vero , contemporaneamente all’evento che ho descritto, la Regione Veneto ha organizzato un “Funerale al Tocai” e il battesimo al “Tai”, vecchio e nuovo nome per il vino ottenuto dall’uva Tocai!
Ho visto il resoconto sulla Rai, anche qui con madrina ex Grande Fratello, il tutto in stile funerale Dixieland a New Orleans, con annesse miss con 3 magliette T , A ed I e immancabile bicchiere in mano.
Non oso immaginare i pensieri dei “Duri e Puri”
Max Pigiamino Perbellini
Tommaso Farina said,
6 aprile 2007 at 13:26
Ma saranno gran ca…voli loro, se non sanno sorridere mai e vedono il mondo del vino come una specie di pantheon di iniziati.
Mi daresti il tuo indirizzo email?
Lizzy said,
6 aprile 2007 at 13:50
Accidenti alla gaffe!
Hai ragione, è un altro Max blogger quello che ho conosciuto. Chiedo umilmente venia a entrambi, ma nel casino del Vinitaly…
Max di-questo-blog, non è questione di essere o fare più o meno i parrucconi. E’ bello, anzi no, è fantastico potersi divertire col vino, farne oggetto di spettacolo, eccetera. Tommaso,cosa ho scritto io sul mio blog (www.vinopigro.it: un po’ di pubblicità non guasta)? Che adoro il Vinitaly.
Non ho dubbi di essermi persa uno spettacolo dai Barollo, Max: se scrivessi su Gioia o Grazia ne avrei tirato fuori un pezzo-cult. Ma scrivendo su altre testate, avrei solo perso tempo. E infatti ho dovuto seguire tutt’altro evento.
Ciò premesso, vediamo di fare i debiti distinguo: è giusto spettacolarizzare un po’ il vino, ma mi piacerebbe sapere se qualcuno degli intervenuti – blogger esclusi – a distanza di pochi giorni ricorda ancora cosa ha bevuto, o solo il gran cas..scusate, lo spettacolo a cui ha assistito…altrimenti si rischia di fare come in certe pubblicità televisive del tipo cosiddetto “emozionale”: tutti ricordano lo spot, nessuno il prodotto pubblicizzato…
max perbellini said,
6 aprile 2007 at 18:35
Il mio indirizzo di posta e’ maxpigiamino_at_tiscali_dot_it
max perbellini said,
8 aprile 2007 at 18:40
Cara Lizzy, perdonata della gaffe:comunque tornando al mio articolo, credo di aver capito-fatto capire che l’evento era effettivamente dedicato a un pubblico che vive e cerca questo modo di intendere il vino, ovvio che io, da ultimo arrivato e allo stato attuale più cronista che degustatore, il tutto fatto alla Bocca di Rosa(per pura passione), magari mi senta più a mio agio ad un evento “spettacolare” che ad una seria verticale.
Comunque il vino e’ bello perchè e vario, se stiamo lì a farci pippe mentali sull’omologazione-internazionalizzazzione dei gusti, perchè dobbiamo omologare anche le varie presentazioni-degustazioni?
Max Pigiamino Perbellini
Laura Franchini said,
11 aprile 2007 at 17:17
Trovo,ancora una volta, puntuali e corrette le precisazioni del Pigiamino Degustatore. Grande, umile ed educato. Sul fatto poi, di cosa sia corretto o meno fare per comunicare il vino, lascio che ognuno si scelga il modo preferito, e che il consumatore si scelga il prodotto, sulla base di criteri non certo dettati da me. A me per il momento preme solo veicolare il contenuto corretto, senza giudicarlo.Ovviamente ho, e anche Max, dei gusti personali e delle idee precise sul vino, ma questo pezzo parlava d’altro…Anche io scrivo di vino e per questo sono andata volentieri a questa presentazione, sia per salutare amici e conoscenti, sia per assaggiare vini e abbinamenti, con la stessa apertura mentale con cui ho visitato e valutato pregi e difetti della California del marketing spettacolare o del Sudafrica del dopo apartheid…e ovviamente ho un parere sulla kermesse, ma mi è sembrato carino ed ironico, as usual, il pezzo di Max e non ho ritenuto opportuno aggiungere altro. Presto allegherò una presentazione dei vini, per completezza. E comunque, sempre per completezza, ci siamo tanto divertiti, grazie ai ricordi di Jerry Calà, alle battute di Max e Lorenzo, all’ambaradan tutto. E ad uno scherzo ben congeniato ed ottimamente riuscito al buon Calà…chissà, forse un giorno ne parleremo… Oddio, forse no, non parla di vino, non sia mai….