Portarsi il vino in vacanza?
Questo non vuole essere un articolo, ma una mia domanda che vorrei, miei carissimi lettori, abbia una risposta.
Oggi , durante una visita informale all’ Azienda Agricola Fratelli Bonazzi, il buon Giorgio, alla mia precisazione che l’Amarone lo volevo del 2002 invece del 2003, in quanto lo volevo già pronto per gustarlo nella mia vacanza velico-marinaresca, mi ha dato un’occhiataccia.
“Ma sei matto, se lo bevi al mare lo rovini, non sò spiegarti esattamente, ma il vino è vivo, la differenza ambientale del mare gli fà perdere gran parte delle qualità”, citandomi anche alcuni esempi, e come invece in montagna i vini migliorino.
A questo punto mi assale un dubbio: avevo già sentito qualche voce riguardante i cambiamenti delle qualità organolettiche al variare dell’ambiente, ma quando lo sento dire da un produttore….
Quindi la mia domanda è: “Un vino,portato in ambiente climatico molto differente dalla sua dalla sua terra d’origine, varia le sue qualità organolettiche?
In caso affermativo, è possibile avere come risposta le vostre esperienze o la citazione di studi scientifici sull’argomento?
Comunque le ultime due volte che ho portato al mare dei vini di pianura o di collina, mi hanno fatto fare una porca figura, e sono curioso di ripetere l’esperienza.
O degustare Valpolicella Ripasso, 2 annate di Amarone, Recioto e Passito bianco alle 10 della mattina di un caldo luglio non sempre fa bene alle meningi?
Max Perbellini




il Maiale Ubriaco said,
3 agosto 2007 at 23:44
E’ tutto così assolutamente vero…
il vino andrebbe bevuto nel territorio in cui viene prodotto!
intorno a fine mese pubblicheremo un post in cui ci saranno anche un po’ di questi ragionamenti e una piccola teoria spicciola.