Del Crollo dei Consumi Alcolici grazie alla Paura del Ritiro della Patente di Guida

Quello che segue sono alcune considerazioni che mi sono saltate in testa dopo alcune conversazioni fatte con alcuni personaggi del settore…

Chiarisco subito che questa non è un inchiesta-ricerca svolta in maniera scientifica, ma solo un pensiero saltatomi in mente dopo aver disquisito sull’argomento con amici e un cliente ristoratori, un parente commerciante di alcolici e distillati, e non ultima, l’ispirazione datami dal ritiro della patente di un mio dipendente.

I miei interlocutori hanno fatto presente che dopo l’inasprimento del ritiro patenti, praticamente non si beve più vino per principio, al limite un calice di vino poco alcolico, addirittura scomparsa la pratica del caffè corretto o del “resentin”, per non parlare dell’ormai categorico rifiuto del classico Limoncino o grappe alla frutta offerto dal ristoratore, pratica molto in voga dalle nostre parti.

Ovvio che tutto ciò provoca una forte contrazione dei consumi, e di conseguenza degli ordini di vino ed alcolici vari: il ristoratore mi ha fatto presente che il suo ordine annuale vini della sua cantina più venduta sia passato da 1400 bottiglie a 0, e che le bottiglie di alcolici e distillati di pregio sul banco bar ormai siano destinate a esser solo costosi soprammobili.

Anche la mia mezza idea-scherzo di dotare il locale di un etilometro a disposizione dei clienti per provare il loro tasso alcolico ha denotato perplessità.

Insomma cari lettori, questa non è un articolo, ma un invito a partecipare ad una piccola discussione sull’argomento, considerando anche il fatto che la ristorazione è sempre uno dei migliori clienti delle aziende vinicole, e se acquistano meno…
Aspetto fiducioso i vostri commenti.
Max Pigiamino Perbellini

6 commenti »

  1. Laura said,

    8 dicembre 2008 at 13:44

    Max, forse ti ricorderai come stavamo alla fine della Tortellata 2008… Parlo per me, non ero ubriaca, ma qualche punto l’ho rischiato di brutto… Però la domanda che mi faccio spesso è questa: a Milano, o in molte grandi città, prendo il taxi. Ma quando ci si ritrova nelle nebbie modenesi (ma potrebbero essere veronesi, bresciane, etc.), dove un taxi non lo trovi nemmeno se chiami Padre Pio, come si fa?
    Non si beve. Ecco come si fa.

  2. Lorenzo Lombardi said,

    8 dicembre 2008 at 15:47

    Sono d’accordo con quanto dice Laura… Anche in zona Crema-Cremona trovare un taxi può essere molto difficile.
    Per chi vuole approfondire la questione tecnica ecco l’articolo su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Etilometro

  3. elena said,

    10 dicembre 2008 at 13:00

    sono una piccola produttrice oltrepadana.
    ahimè, concordo sebbene se ne preoccupano più color che sono già morigierati e non coloro che esagerano di natura.
    ho visto e vedo tuttora situazioni in cui comunque si corre il rischio esagerando nel bere!!
    e le pattuglie quando ci sono li beccano raramente.
    elena.

    p.s.: questo influisce più sulle vendite che sulla salute…

  4. Massimiliano Perbellini said,

    10 dicembre 2008 at 22:47

    Ringrazio Elena dell’azienda http://www.fortesi.com/ per la partecipazione, e restando sull’ argomento, leggete questo articolo di VinoPigro http://www.tigulliovino.it/vinopigro/2008/12/a_tavola_con_un_ago_in_vena.html
    Max Pigiamino Perbellini

  5. simona said,

    7 gennaio 2009 at 14:30

    l’etilometro nel locale a disposizione dei clienti non mi pare una brutta idea, anzi! così ci si può rendere conto dello stato alcolico in cui si versa ed essere consapevoli del rischio in cui si potrebbe incorrere. e se il limite è superato, si può decidere di fermarsi un po’ a chiacchierare e a bere un paio di bicchieri di acqua, finchè non si ritorna nella norma.
    nel nostro gruppo di amici abbiamo risolto rimanendo molto spesso nel centro città, cenando in locali raggiungibili a piedi. ne paga lo scotto la varietà di locali visitati, pazienza!
    la recente proposta di diminuizione del limite fino a 0,2 mi sembra una completa sciocchezza, che per di più otterrebbe il risultato opposto. molto meglio un limite sensato e frequenti e integerrimi controlli, come in Inghilterra (limite 0.8)

    Simona
    http://www.cellartours.com/blog/

  6. Massimiliano Perbellini said,

    9 gennaio 2009 at 18:40

    Come dice Dino Da Sandrà nella sua imperdibile Tabella del Tasso Alcolico visibile e stampabile dal suo sito http://www.dinodasandra.com/ “Uno pol averghe 1L/0.1 g e vedar la Madona. opure n’altro el pol averghe 1L/10 g e esar bon de guidar el Concorde:el problema resta sempre stesso, dopo 1L/ 0.5 g i te ciava la patente.
    Max Perbellini

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