Cantine Aperte 2007

Domenica 27 maggio si è svolto il classico appuntamento primaverile “Cantine Aperte”, a cura delle cantine aderenti all’associazione Movimento Turismo del Vino. “Vado anch’io, in incognito senza aprir bocca e senza far le mie solite domande!” mi sono detto in settimana e dopo aver cercato informazioni sul Sito del Movimento Turismo del Vino ho fatto la mia scelta: Franciacorta in primis, poi Valpolicella.

Il caso Franciacorta. Il fatto che venivo da una settimana caldissima, e che le spumantizzazioni avvengano in luoghi freschissimi non è stato il solo motivo che mi ha fatto scegliere la Franciacorta: volevo toccare con mano questa realtà, ovvero “Come inventarsi una Nuova Tradizione”. Lungi da me fare un redazionale completo sulla Franciacorta, volevo solo farmi un’idea di come una terra ad alta vocazione agricola, ma quasi nessuna antica vocazione vinicola, nel giro di una trentina d’anni sia riuscita a creare appunto una Nuova Tradizione del Vino con le famose Bollicine del Franciacorta. Di sicuro ha influito una delle simpatiche caratteristiche del popolo Bresciano: lavorare duramente, fare tanti soldi e poi goderseli. E goderseli spesso vuol dire appassionarsi a qualcosa, farlo in grande e soprattutto più in grande dell’amico-rivale! In campo sportivo i casi sono moltissimi e credo che visti i primi successi degli esperimenti spumantistici in Franciacorta, si sia fatto quasi a gara per fare ancora meglio. Con una piccola differenza: visto che si poteva anche farne una attività redditizia, invece di sfidarsi, i vari possidenti Franciacortini hanno unito le forze e hanno creato una potenza vinicola, in quantità e qualità, cercando anche di avvicinare il pubblico italiano alle bollicine nazionali. Sia chiaro che queste sono solo mie supposizioni, ma vedendo i nomi dei proprietari di alcune delle cantine più famose non credo di sbagliare di molto, e, sia chiaro, anche se tra Bresciani e noi Veronesi esiste del sano campanilismo, mi tolgo il cappello di fronte al fenomeno Franciacorta. Ed ecco un breve resoconto.
Lo Sparviere – comincio da Monticelli Brusati la mia visita:questa e’ un’ antica azienda agricola di proprietà della famiglia Gussalli Beretta, che si è re-inventata spumantista. Infatti le cantine di spumantizzazione sono nuovissime e funzionali, pur restando in uso le antiche cantine della proprietà.La filosofia dell’azienda è quella di lavorare solo le uve dei propri vigneti, di fare solo bollicine millesimate e con almeno quattro anni di permanenza sui lieviti, ben di più di quanto segnalato dal disciplinare di produzione, ma come sapete bene, la lunga permanenza migliora la qualità. Il loro Brut base e’ sempre segnalato come tra i migliori della categoria e se poi lo acquisti in cantina a soli 10 euro a bottiglia è ancora più buono. Non ho avuto l’occasione di assaggiare il Satén e l’Extra Brut, peccato. L’azienda produce anche i DOC Terre di Franciacorta Bianchi e Rossi.
Antica Fratta-sempre a Monticelli Brusati, è una delle poche cantine storiche della Franciacorta: edificata nell’ 800, è scavata in gallerie nella collina alle spalle della villa padronale, presenta alcune caratteristiche notevoli come un camino-torrione che con l’ausilio di un paio di astuzie evacuava l’anidride carbonica sviluppata durante le fermentazioni e vinificava all’epoca circa 6000 ettolitri di vino!
“El Cantinù”, come soprannominato dalla popolazione locale, dopo varie vicissitudini è entrata a far parte del Gruppo Guido Berlucchi, che l’ha riportata agli antichi splendori.Che dire se non “spettacolare” e che merita una visita?L’azienda adesso produce tutte le tipologie di Franciacorta DOCG e le DOC Terre di Franciacorta Bianco e Rosso.
Fratelli Berlucchi - situata a Borgonato e da non confondersi con l’omonima vicina di casa, è un’ azienda agricola di antica tradizione dedicatasi da una trentina d’anni alla moderna viticoltura Franciacortina. Tra le caratteristiche principali il non produrre esclusivamente bollicine ma cercare di pareggiare questa produzioni con i vari vini DOC fermi. Và inoltre citato che la Signora Pia Berlucchi è presidente dell’associazione Donne del Vino. La cantina è dislocata nei vari locali di una storica cascina agricola, tra cui spicca la sala vinificazione situata sotto un portico affrescato nel ‘600 con decorazioni semplici ma di grande suggestione. L’unica parte recente della cantina è la zona di spumantizzazione, obbligatoriamente buia e sotterranea. La produzione copre tutta la gamma dei vini Franciacortini.
Contadi Castaldi - uno dei nomi nuovi della Franciacorta, è stata fondata una quindicina d’anni da Vittorio Moretti, il patron della famosissima Bellavista. Moretti è un mito: quando parlavo della caratteristica dei Bresciani,dell’appassionarsi e di farlo ai massimi livelli, lui ne è l’ESEMPIO.Da buon velista, per farsi le sue barche s’è costruito un cantiere nautico all’avanguardia, della Bellavista non devo dire nulla, per il ristorante dell’azienda vinicola ha chiamato un tale di nome Gualtiero Marchesi e quando ha visto che i cunicoli di cottura e raffreddamento dei mattoni dell’antica Fornace Biasca di Adro potevano divenire il luogo ideale per spumantizzare, ha creato una nuova azienda vinicola.Adesso la Contadi Castaldi è un azienda da oltre 400.000 bottiglie di Franciacorta DOCG e da circa 80.000 delle altre tipologie DOC Terre di Franciacorta. Attualmente la cantina è in fase di forte crescita e i vecchi cunicoli sono diventati stretti, vi si lavorano dentro solo i formati dal Magnum in su e l’adiacente moderna cantina sotterranea accoglie gli altri formati. Poi via verso la Valpolicella, anche perché la mia scorta di Recioto era finita…
Boscaini Carlo – a S. Ambrogio di Valpolicella sorge questa cantina immersa nei vigneti: la produzione è quella tradizionale della zona, più qualche vino bianco a base Garganega.I vini mi sono piaciuti, solo botti grandi, così tutta la Valpolicella te le ritrovi limpida nel bicchiere. Buoni e a prezzi competitivi l’Amarone e il Recioto, che mi sono portato a casa.
Antolini Pier Paolo e Stefano – cambio di valle e a Marano arrivo nella corte dove sorge l’azienda: interessante la degustazione, ottimi i dolcetti e una novità:la Sfogliatine al Recioto. Buoni i vini Valpolicella e il Recioto. L’Amarone purtroppo rientra nella categoria dei Moderni, che non mi fa impazzire.
Campagnola Giuseppe – Sempre a Marano sorge questa storica cantina, che quest’anno festeggia il centenario della fondazione.La cantina e’ modernissima, con la costruzione che ingloba anche le vecchie strutture della bottaia e delle vasche in cemento, altrettanto nuova e spettacolare, per non dire coreografica, è la barricaia. Quindi Amaroni Moderni. Comunque notevole il Corte Agnella, una Corvina in purezza, in cantina 6 euro. Presente un banco d’assaggi dell’azienda Benedetti, con i suoi ottimi salumi e formaggi.
Villa Spinosa - mi arrampico sulla costa della valle di Marano e superata la sommità giungo a Villa Spinosa, a Jago di Negrar: è un antica corte vinicola con annessa villa padronale, con una bella vista sulla valle di Negrar. Mi aggrego alla comitiva in visita e ascoltando le spiegazioni del titolare sull’uso e glorificazione delle barrique mi sono messo il cuore in pace: cantina antica-vini moderni, il tutto confermato dalla degustazione. Peccato.
La Brigaldara – al ritorno mi fermo in questa importante azienda di S. Floriano per una visita veloce. Anche qui in cantina poche botti e tante barriques di vari passaggi, ma come dice il titolare, “Vanno usate con parsimonia, perché se sentite il legno nel vino vuol dire che sto sbagliando”! Alla degustazione del Recioto e dell’Amarone devo confermarne l’uso garbato, ma erano presenti comunque tostature, speziature e vanigliature tipiche della barrique, ma niente tannini da rovere: un buon Amarone, relativamente Moderno, per gli amanti del genere. Non m’è dispiaciuto un rosato di Dindarella, uva autoctona della Valpolicella.
E con questa visita la mia giornata di Cantine Aperte è finita: ne ho fatte ben nove. Ringrazio tutte le Cantine che hanno aderito all’iniziativa e che sono state tanto gentili da ospitarmi.
Alla fine una domanda alla quale non sono riuscito a dare risposta, magari qualcuno può aiutarmi: che vitigni si coltivavano e vinificavano in Franciacorta prima dell’avvento delle bollicine?

1 commento »

  1. Paolo P. said,

    29 agosto 2009 at 18:44

    Prova l’Amarone della Fratelli Vogadori: veramente ricercato ed intrigante!

RSS feed for comments on this post · TrackBack URL

Lascia un commento