I vini di Francis Ford Coppola

Conosciuto in tutto il mondo per i film da lui diretti, vincitore di cinque premi Oscar, il regista, sceneggiatore e produttore di capolavori del calibro de Il PadrinoApocalypse now è a tutt’oggi uno dei registi più amati e conosciuti, non solo in America.

Il cinema non è però l’unica, benchè grande, passione di Francis Ford Coppola: le celebrate radici italiane si manifestano anche nel suo stile di vita, una vita dalla quale ha sempre attinto a piene mani.

Non è, infatti, difficile incontrarlo a San Francisco, dove risiede, seduto al tavolo di uno dei numerosi ristoranti italiani di North Beach, o godersi uno dei suoi amati sigari durante una delle tante feste che hanno luogo ciclicamente nelle cantine di Napa e Sonoma. Proprietario di due ristoranti a San Francisco, dove ha sede anche la sua casa di produzione cinematografica, Francis Ford Coppola possiede inoltre un’azienda vinicola a Rutherford, nella rinomata Napa Valley.

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Eleanor e Francis Ford Coppola con la figlia Sofia, giovane regista di grande talento.

Risale a 25 anni orsono la decisione di Coppola e della moglie Eleanor di acquistare parte della tenuta Niebaum, acquisizione che terminerà solo nel 1995 con l’annessione del castello di Inglenook, oggi vero e proprio fulcro dell’azienda, ritornato da poco ad essere parte integrante dei processi produttivi aziendali.

Accanto ai lavori di restauro degli edifici e della cantina, Coppola inizia un lungo processo di rinnovamento dei vigneti, cercando, però, di mantenere le radici delle vigne, impiantate agli inizi del secolo scorso, salvaguardando i cloni importati da Niebaum dalla Francia intorno al 1880 e le uve storiche dell’azienda.

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Il primo vino della Niebaum-Coppola vede la luce nel 1975, con il nome di Rubicon. È un vino ad uvaggio bordolese, secondo quella tradizione tipica ormai della Napa Valley e che, come già sottolineato, ricalca, senza peraltro nasconderlo, le autorevoli produzioni dei nostri cugini d’Oltralpe. La produzione del Rubicon del 2000 vede l’utilizzo del Cabernet Sauvignon per il 93%, 3% di Petit Verdot, 2% di Merlot, 2% di Cabernet Franc. Un vino con una consistenza decisa, che rileva già alla valutazione olfattiva una grande potenza, nonché una lunga permanenza in legno (sono 28 i mesi che passa in barriquedi rovere francese). Alla bocca è caldo, morbido e persistente, un vino imponente. Innegabilmente un vino che non si dimentica, anche per il suo costo: ben 100 dollari a bottiglia.

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I vigneti Niebaum-Coppola.

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I vigneti Niebaum-Coppola.


Accanto al Rubicon, Francis Ford Coppola, che si avvale della professionalità dell’enologo Scott Mc Leod, alla guida della cantina da 15 anni, decide di affiancare un vino bianco, il Blancaneux, blend di Chardonnay, Marsanne, Rousanne e Viogner, anch’esso barricato e caldo, secondo i gusti del mercato cui si riferisce.

Non manca un vino a base Zinfandel, il Pennino, benchè lo Zinfandel (da noi conosciuto come Primitivo di Manduria) sia più specificatamente tipico della zona di Sonoma. Il Pennino, dal cognome della madre di Francis Ford Coppola, è un vino robusto, impetuoso, caldo, con quasi 15 gradi di alcool. Una produzione che non dimentica il mercato americano ed i suoi gusti, e che quindi decide di offrire al consumatore tutto quello egli vuole. E siccome non sempre vuole acquistare solo il vino, ma spesso anche quello che rappresenta, Coppola vende loro parte della sua storia, del suo successo, del suo cinema.

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Presso la meravigliosa e visitatissima tenuta di Inglenook si possono infatti ammirare le cinque statuette vinte dal regista italo-americano, la scrivania sulla quale Marlon Brando programmava strategie e delitti ne Il Padrino, gli stivali e il cappello indossati da Robert Duvall in Apocalipse now, i meravigliosi costumi del gotico Dracula, una maestosa Tucker che accoglie e lascia a bocca aperta ospiti e curiosi.

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Coppola possiede, tra le altre cose, un famoso café nel centro San Francisco, nel palazzo dove ha sede la redazione della rivista letteraria quadrimestrale Zoetrope: All-Story.


E accanto a tutto ciò, non poteva mancare un immenso reparto dedicato alle vendite dei vini e dei prodotti di casa Coppola. Olio, sughi, biscotti, pasta, cioccolatini, salse al cioccolato a base vino. Il tutto ovviamente firmato Coppola. Ma anche magliette, cappellini, spille, gadget di ogni tipo, forma e costo. Perché negli Usa è chiaro che il vino è un fenomeno di moda, che ricalca con decisione le linee e le strategie dei beni di lusso, come certi nomi della moda appunto. E forse non solo negli Usa.

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La tenuta di Inglenook.


E poiché anche la figlia di Francis Ford Coppola, Sofia, è recentemente salita agli onori delle cronache per l’Oscar vinto come miglior regista del film Lost in Translation, che ha riscosso grande successo di critica e pubblico, non poteva mancare una particolare dimostrazione dell’orgoglio paterno: ecco quindi il vino Sofia, effervescenteBlancs de blancs imbottigliato in vezzose bottiglie rosa, disponibile anche in lattine da 187 ml. E se coraggiosamente riuscite ad avvicinare Francis Ford Coppola e a chiedergli come mai la sua fantasia imprenditoriale sia così poliedrica e sfaccettata, lui vi risponderà: ”Well, it’s all entartaiment!”.
D’altronde, davanti a migliaia di visitatori che si accalcano per farsi fotografare davanti ad un Oscar e che per niente al mondo rientrerebbero alle loro case senza una cassa di vino Coppola, come dargli torto?

2 commenti »

  1. SteMa said,

    19 marzo 2010 at 12:34

    L’oscar la Sofia lo ha preso per la sceneggiatura,
    non per la regia.

    Ciao

  2. Anz said,

    3 agosto 2010 at 13:40

    Infatti!

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