Merano International Wine Festival e Culinaria: perchè bisogna andarci
Si terrà dal 8 al 10 novembre, la 17° edizione del Merano International Wine Festival e Culinaria.
Nelle righe che seguono darò qualche informazione sull’evento e il perchè bisogna andarci, aggiungendo anche qualche mia impressione sulla scorsa edizione.
La sede della Manifestazione è la spledida Kurhaus (Corso Della Libertà 37 Merano BZ), ove sono disposte le oltre 500 aziende vinicole Italiane e Internazionali, assieme alle 135 aziende di raffinatezze gastronomiche della sezione Culinaria.
Ovviamente maggiori notizie sul MIWF&C sono disponibili sul sito, assieme ad altre informazioni e soprattutto alla miriade di eventi collaterali, sempre a carattere enogastronomico.
Sicuramente i lettori di blog e siti specializzati leggeranno soprattutto peste e corna di questa manifestazione, in ordine sparso: è elitaria, è piccola, è una bolgia, noi professionisti non riusciamo a fare il nostro lavoro e via discorrendo.
Sarà, ma come tutti i Festival, bisogna sempre parlarne male, ma poi ci si và…
Per quanto mi riguarda, dico che ogni appassionato dovrebbe andarci: scordatevi però (nella sezione italiana), il gusto di scoprire piccolissime realtà o vini sconosciuti, qui si va su produttori noti e sull’eccellenza delle varie denominazioni.
Ben diversa è la sezione Extremis, dove qui si possono trovare piccole gemme di viticoltura eroica, e la sezione Internazionale, dove sono presenti sia grandi denominazioni con eventi loro dedicati, come l’Union Des Grands Crus de Bordeaux, Vins d’Alsace e Gran Cru Osterreich, sia presenti singolarmente come Champagne, Bourgogne, Chablis e tanti altri.
Poi non bisogna dimenticare la sezione Culinaria, con anch’essa una nutrita serie di iniziative ed eventi.
Tra i tanti eventi collaterali non posso dimenticare di citare la presentazione dell’edizione 2009 della Guida “Vini Buoni d’Italia”, edita dal Touring Club Italiano, (qui il sito della guida), di cui la mia cara editrice Laura ne è la responsabile per l’Emilia Romagna, con premiazione dei Vini Coronati l’8/11.
Bene, fin qui il ruolo istituzionale per avvisarvi della manifestazione, adesso le mie impressioni sulla scorsa edizione.
MIFW&C 2007, quello che ho visto e quello che ho bevuto
Come sempre mi preparo per il MIWF&C, e come al solito mi riduco a dovergli dedicare solo un giorno, quindi mi avvio verso Merano, non senza la solita e ormai tradizionale sosta alla Pasticceria Konig, prima di recarmi alla Kurhaus, che dista due passi.
Appena si entra si dà un’occhiata al catalogo e come sempre ci si sente “Come un Porco nella Molonara”, per dirla in veronese. ovvero troppa grazia e non sappiamo come iniziare, e infischiandomene della scala della buona degustazione, ovvero bollicine, vini bianchi ecc. ecc., subito vado a precedere l’immaginabile ondata che puntualmente dopo un pò si riverserà verso il padiglione dei Bordeaux: non sono amante dello stile Bordolese, anzi, al pensiero degli abonimii che hanno fatto in suo nome (vedi Vini per Americani, Super Tuscan, Imbastardimenti di Vini italiani eccelsi con MerlotCabernet osannati dai soliti soloni), mi dà qualche remora,diciamo pure che sono il classico A.B.C., ovvero Anithing But CabernetChardonnayMerlot, ma poi cedo e vado.
Ovviamente è tutta un’altra storia, ci mancherebbe, in fin dei conti è a Bordeaux che hanno trasformato il vino da alimento ad Arte: solo che non conoscendo nulla di Gran Crù, Premier Crù e via discorrendo delle varie sottozone, sono andato a caso e non me ne pento, consiglio a tutti di assaggiare un Vero Bordeaux, sia esso di nobile casata o di bravo e sconosciuto vigneron, si capisce come gli Americani, i Soloni e i loro Seguaci non hanno capito nulla del Taglio Bordolese,infatti i veri Bordeaux sono vini beverini, che sanno di uva, dove la barrique è usata come tale, ovvero come vaso vinario e non come dado da brodo, il grado alcolico medio è 12,5 quindi niente mattonate, abbinabile con moltissime pietanze, e il tutto con eleganza, insomma niente a che vedere con le marmellate al gusto di legno francese, tanto care a molti.
Finiti i Bordeaux continuiamo ancora con la Francia, e precisamente con Sauternes e Champagne, proprio voler saltare le sacre regole, di Sauternes non me ne intendo, ma piacciono assai, mentre per gli Champagne mi vien da dire che l’ennesimo articolo che puntualmente salta fuori a fine anno sul meglio gli Champagne o le bollicine italiane, lo faccio a quadretti e mi ci…, e se si tratta di un servizio televisivo od internet, faccio saltare lo schermo dalla finestra: anche se si parla di Bollicine ottenute per rifermentazione in bottiglia secondo le rispettive metodologie, anche se usano all’incirca gli stessi vitigni, Champagne, Franciacorta o i vari Trento e spumanti Metodo Classico sono prodotti solo cugini, ma molto diversi, quindi non esiste migliore.
Gli Champagne presenti a Merano sono sempre di piccole Maison, e per questo molto interessanti, soprattutto perchè spesso provenienti da vitigni ben precisi, quando non millesimati.
Poi grandi assaggi nelle altre zone francesi, e mi è rimasto impresso un simpatico vigneron, dal baschetto in tinta con giacca e panciotto che più francese non si può, Pascal del Domaine Maillard Pere et Fils (il sito), che presentava vari vini, ma soprattutto un Pinot Noir che era l’antitesi del P.N. Borgognone che solitamente si nomina (ovvero merde de poule e lungo affinamento), qui c’è un vino profumatissimo, giovanissimo (2006), e ovviamente buonissimo, quando dicono che solo in Borgogna fanno il vero Pinot Noir, con l’assaggio di questo vino potrei anche dargli ragione.
Continuo il giro internazionale, con molte sorprese e conferme, ma non avendo preso alcuna nota, non vi tedio ulteriormente.
Prima di passare ad Extremis, un giro per la Toscana, e qui una di quelle cose che solo a Merano si può fare, in 5 minuti Biondi Santi, Tenuta San Guido-Sassicaia, Tenuta dell’Ornellaia, Castello del Terriccio-Lupicaia, Casanova di Neri: ovvero un Mito e quattro abbonati ai Top 100 di Wine Spectator, da far andare fuori di zucca chi segue la pseudo bibbia americana, ma essendo io un A.B.C., ho solo apprezzato il Mito e quattro buoni vini a prezzi che mai potrò e mai vorrò permettermi.
A seguire un assaggio di altri 6 Brunelli ’03 in anteprima (andavano in commercio dopo un mese), e mi ha colpito favorevolmente Cupano, piccolo produttore che ha fatto un grande Brunello ’02, nonostante l’annata infelice.
Mi avvicini infine agli eroi degli Extremis, viticultura eroica o veramente di nicchia, sono tutti da assaggiare, nessuno escluso, ma se proprio dovete scegliere, direi Zimè (il sito)per l’Oz (dal raro vitigno Oseleta, uno dei veri cinque autoctoni italiani secondo il Prof. Attilio Scienza) e i da minimo15 uve Kairos ed Harlequin, e la Baricchi, con le varie declinazioni del Moscato, sia Ice Wine che botrizzato, e soprattutto il Spumante Rosè da uve Nebbiolo, autentica delizia e rarità.
Ma la palma dell’assaggio migliore è stata quella della cantina Antonio Ferrari (il sito): essa presentava due Primitivo del Salento, ma provenienti da due “vasche dimenticate”, ovverossia millesimi 1959 per il Solaria Jonica, e 1949 per “Il 49 di Antonio Ferrari”: che dire, quando vogliamo parlare di longevità, terziari evoluti ma non scaduti, e soprattutto se vogliamo acquistare e sorseggiare un vino antico ma buono, proposto a prezzo minore di tanti Superqualcosa di 2-3 anni solo che hanno la firma, ecco, qui fà per voi.
Insomma, grandissimi vini, si possono assaggiare tranquillamente quelle “Firme” anche senza Carta Platino-Diamante in tasca, niente stand faraonici ma semplici banchi d’assaggio qualunque sia il blasone dell’azienda, eccellenze gastronomiche da scoprire, un vero Bengodi per l’appassionato.
Un unico neo, a mio parere, il teoricamente alto prezzo del biglietto, aggiungo teoricamente, in quanto, anche se a prezzo doppio per esempio del Vinitaly, in realtà in un giorno di MIWF&C fate gli stessi eccellenti assaggi di 4 giorni della fiera veronese, senza contare che lì certi vini te li scordi…
Insomma la perfezione non esiste, ma ci si può andar vicini…




Albe said,
30 ottobre 2008 at 21:51
Credevo cantassi con la Federazione e Basta….
Albe