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		<title>Merano International Wine Festival e Culinaria: perchè bisogna andarci</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 21:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si terrà dal 8 al 10 novembre, la 17° edizione del Merano International Wine Festival e Culinaria. Nelle righe che seguono darò qualche informazione sull&#8217;evento e il perchè bisogna andarci, aggiungendo anche qualche mia impressione sulla scorsa edizione. La sede della Manifestazione è la spledida Kurhaus (Corso Della Libertà 37 Merano BZ), ove sono disposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà dal 8 al 10 novembre, la 17° edizione del Merano International Wine Festival e Culinaria.<br />
Nelle righe che seguono darò qualche informazione sull&#8217;evento e il perchè bisogna andarci, aggiungendo anche qualche mia impressione sulla scorsa edizione.</p>
<p><span id="more-199"></span>La sede della Manifestazione è la spledida Kurhaus (Corso Della Libertà 37 Merano BZ), ove sono disposte le oltre 500 aziende vinicole Italiane e Internazionali, assieme alle 135 aziende di raffinatezze gastronomiche della sezione Culinaria.<br />
Ovviamente maggiori notizie sul MIWF&amp;C sono disponibili sul <a href="http://www.meranowinefestival.com/">sito</a>, assieme ad altre informazioni e soprattutto alla miriade di eventi collaterali, sempre a carattere enogastronomico.<br />
Sicuramente i lettori di blog e siti specializzati leggeranno soprattutto peste e corna di questa manifestazione, in ordine sparso: è elitaria, è piccola, è una bolgia, noi professionisti non riusciamo a fare il nostro lavoro e via discorrendo.<br />
Sarà, ma come tutti i Festival, bisogna sempre parlarne male, ma poi ci si và&#8230;<br />
Per quanto mi riguarda, dico che ogni appassionato dovrebbe andarci: scordatevi però (nella sezione italiana), il gusto di scoprire piccolissime realtà o vini sconosciuti, qui si va su produttori noti e sull&#8217;eccellenza delle varie denominazioni.<br />
Ben diversa è la sezione Extremis, dove qui si possono trovare piccole gemme di viticoltura eroica, e la sezione Internazionale, dove sono presenti sia grandi denominazioni con eventi loro dedicati, come l&#8217;Union Des Grands Crus de Bordeaux, Vins d&#8217;Alsace e Gran Cru Osterreich, sia presenti singolarmente come Champagne, Bourgogne, Chablis e tanti altri.<br />
Poi non bisogna dimenticare la sezione Culinaria, con anch&#8217;essa una nutrita serie di iniziative ed eventi.<br />
Tra i tanti eventi collaterali non posso dimenticare di citare la presentazione dell&#8217;edizione 2009 della Guida &#8220;Vini Buoni d&#8217;Italia&#8221;, edita dal Touring Club Italiano, (<a href="http://www.vinibuoni.it/home.php">qui il sito della guida</a>), di cui la mia cara editrice Laura ne è la responsabile per l&#8217;Emilia Romagna, con premiazione dei Vini Coronati l&#8217;8/11.<br />
Bene, fin qui il ruolo istituzionale per avvisarvi della manifestazione, adesso le mie impressioni sulla scorsa edizione.<br />
<strong>MIFW&amp;C 2007, quello che ho visto e quello che ho bevuto</strong><br />
Come sempre mi preparo per il MIWF&amp;C, e come al solito mi riduco a dovergli dedicare solo un giorno, quindi mi avvio verso Merano, non senza la solita e ormai tradizionale sosta alla Pasticceria Konig, prima di recarmi alla Kurhaus, che dista due passi.<br />
Appena si entra si dà un&#8217;occhiata al catalogo e come sempre ci si sente &#8220;Come un Porco nella Molonara&#8221;, per dirla in veronese. ovvero troppa grazia e non sappiamo come iniziare, e infischiandomene della scala della buona degustazione, ovvero bollicine, vini bianchi ecc. ecc., subito vado a precedere l&#8217;immaginabile ondata che puntualmente dopo un pò si riverserà verso il padiglione dei Bordeaux: non sono amante dello stile Bordolese, anzi, al pensiero degli abonimii che hanno fatto in suo nome (vedi Vini per Americani, Super Tuscan, Imbastardimenti di Vini italiani eccelsi con MerlotCabernet osannati dai soliti soloni), mi dà qualche remora,diciamo pure che sono il classico A.B.C., ovvero Anithing But CabernetChardonnayMerlot, ma poi cedo e vado.<br />
Ovviamente è tutta un&#8217;altra storia, ci mancherebbe, in fin dei conti è a Bordeaux che hanno trasformato il vino da alimento ad Arte: solo che non conoscendo nulla di Gran Crù, Premier Crù e via discorrendo delle varie sottozone, sono andato a caso e non me ne pento, consiglio a tutti di assaggiare un Vero Bordeaux, sia esso di nobile casata o di bravo e sconosciuto vigneron, si capisce come gli Americani, i Soloni e i loro Seguaci non hanno capito nulla del Taglio Bordolese,infatti i veri Bordeaux sono vini beverini, che sanno di uva, dove la barrique è usata come tale, ovvero come vaso vinario e non come dado da brodo, il grado alcolico medio è 12,5 quindi niente mattonate, abbinabile con moltissime pietanze, e il tutto con eleganza, insomma niente a che vedere con le marmellate al gusto di legno francese, tanto care a molti.<br />
Finiti i Bordeaux continuiamo ancora con la Francia, e precisamente con Sauternes e Champagne, proprio voler saltare le sacre regole, di Sauternes non me ne intendo, ma piacciono assai, mentre per gli Champagne mi vien da dire che l&#8217;ennesimo articolo che puntualmente salta fuori a fine anno sul meglio gli Champagne o le bollicine italiane, lo faccio a quadretti e mi ci&#8230;, e se si tratta di un servizio televisivo od internet, faccio saltare lo schermo dalla finestra: anche se si parla di Bollicine ottenute per rifermentazione in bottiglia secondo le rispettive metodologie, anche se usano all&#8217;incirca gli stessi vitigni, Champagne, Franciacorta o i vari Trento e spumanti Metodo Classico sono prodotti solo cugini, ma molto diversi, quindi non esiste migliore.<br />
Gli Champagne presenti a Merano sono sempre di piccole Maison, e per questo molto interessanti, soprattutto perchè spesso provenienti da vitigni ben precisi, quando non millesimati.<br />
Poi grandi assaggi nelle altre zone francesi, e mi è rimasto impresso un simpatico vigneron, dal baschetto in tinta con giacca e panciotto che più francese non si può, Pascal del Domaine Maillard Pere et Fils (<a href="http://www.chez.com/domainemaillard/">il sito</a>), che presentava vari vini, ma soprattutto un Pinot Noir che era l&#8217;antitesi del P.N. Borgognone che solitamente si nomina (ovvero merde de poule e lungo affinamento), qui c&#8217;è un vino profumatissimo, giovanissimo (2006), e ovviamente buonissimo, quando dicono che solo in Borgogna fanno il vero Pinot Noir, con l&#8217;assaggio di questo vino potrei anche dargli ragione.<br />
Continuo il giro internazionale, con molte sorprese e conferme, ma non avendo preso alcuna nota, non vi tedio ulteriormente.<br />
Prima di passare ad Extremis, un giro per la Toscana, e qui una di quelle cose che solo a Merano si può fare, in 5 minuti Biondi Santi, Tenuta San Guido-Sassicaia, Tenuta dell&#8217;Ornellaia, Castello del Terriccio-Lupicaia, Casanova di Neri: ovvero un Mito e quattro abbonati ai Top 100 di Wine Spectator, da far andare fuori di zucca chi segue la pseudo bibbia americana, ma essendo io un A.B.C., ho solo apprezzato il Mito e quattro buoni vini a prezzi che mai potrò e mai vorrò permettermi.<br />
A seguire un assaggio di altri 6 Brunelli &#8217;03 in anteprima (andavano in commercio dopo un mese), e mi ha colpito favorevolmente Cupano, piccolo produttore che ha fatto un grande Brunello &#8217;02, nonostante l&#8217;annata infelice.<br />
Mi avvicini infine agli eroi degli Extremis, viticultura eroica o veramente di nicchia, sono tutti da assaggiare, nessuno escluso, ma se proprio dovete scegliere, direi Zimè (<a href="http://www.zyme.it/">il sito</a>)per l&#8217;Oz (dal raro vitigno Oseleta, uno dei veri cinque autoctoni italiani secondo il Prof. Attilio Scienza) e i da minimo15 uve Kairos ed Harlequin, e la Baricchi, con le varie declinazioni del Moscato, sia Ice Wine che botrizzato, e soprattutto il Spumante Rosè da uve Nebbiolo, autentica delizia e rarità.<br />
Ma la palma dell&#8217;assaggio migliore è stata quella della cantina Antonio Ferrari (<a href="http://www.viniferrari.it/">il sito</a>): essa presentava due Primitivo del Salento, ma provenienti da due &#8220;vasche dimenticate&#8221;, ovverossia millesimi 1959 per il Solaria Jonica, e 1949 per &#8220;Il 49 di Antonio Ferrari&#8221;: che dire, quando vogliamo parlare di longevità, terziari evoluti ma non scaduti, e soprattutto se vogliamo acquistare e sorseggiare un vino antico ma buono, proposto a prezzo minore di tanti Superqualcosa di 2-3 anni solo che hanno la firma, ecco, qui fà per voi.<br />
Insomma, grandissimi vini, si possono assaggiare tranquillamente quelle &#8220;Firme&#8221; anche senza Carta Platino-Diamante in tasca, niente stand faraonici ma semplici banchi d&#8217;assaggio qualunque sia il blasone dell&#8217;azienda, eccellenze gastronomiche da scoprire, un vero Bengodi per l&#8217;appassionato.<br />
Un unico neo, a mio parere, il teoricamente alto prezzo del biglietto, aggiungo teoricamente, in quanto, anche se a prezzo doppio per esempio del Vinitaly, in realtà in un giorno  di MIWF&amp;C fate gli stessi eccellenti assaggi di 4 giorni della fiera veronese, senza contare che lì certi vini te li scordi&#8230;<br />
Insomma la perfezione non esiste, ma ci si può andar vicini&#8230;</p>
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		<title>Vini di Moda, Vini Sempreverdi, Fascette e Biodinamica</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 18:44:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto il 2 maggio, con l&#8217;organizzazione a cura della Festa dei Vini Classici della Valpolicella di Pedemonte (VR) e del Palio del Recioto di Negrar (VR), il convegno dal titolo &#8220;Vini Trendy, Vini Evergreen: quando il trionfo di oggi diventa un successo senza tempo&#8221;.<br />
Molta la carne al fuoco, compreso una riunione del Consorzio della Valpolicella, con una novità abbastanza importante: quindi vedremo di parlarne e commentare.</p>
<p><strong><em><span id="more-103"></span></em>Biodinamica e Champagne:anche Poiana Maggiore era Biodinamico?<em> </em></strong></p>
<p>Il primo intervento della serata è stato dell&#8217;enologo Hervè Jestin, della Maison Fleury Père et Fils Champagne (<a href="http://www.champagne-fleury.fr/">il sito</a>): oltre a rappresentare il vero Sempreverde e sempre di Moda Champagne, la Maison da circa 10 anni pratica la viticoltura biodinamica, e nel settore in Francia è una delle voci più autorevoli, seconda forse al solo Nicholas Joly della <a href="http://www.coulee-de-serrant.com/">Coulèe de Serrant</a>.<br />
Non starò a tediarvi con la viticoltura biodinamica, perché la conosco poco, e quindi la castroneria è in agguato, al limite guardatevi il <a href="http://www.rudolfsteiner.it/">sito italiano </a>di Rudolf Steiner, colui che codificò la biodinamica, per avere notizie precise: se credete all&#8217;influenza delle varie forze naturali e cosmiche sulla vita animale e vegetale, allora qui c&#8217;è da divertirsi.<br />
Monsieur Jestin, con l&#8217;ausilio di prove ed esperienze, dice che la viticoltura biodinamica dà grandi risultati, mentre per la vinificazione e tecniche di cantina la sperimentazione è ancora aperta, in quanto lo Steiner non fece in tempo a dedicarcisi, e quindi si opera rispettando i suoi principi.<br />
Alla fine comunque l&#8217;esortazione ai presenti è di provare la Viticoltura Biodinamica: alla Fleury i risultati sono ottimi Champagne.<br />
Una cosa soltanto: ho ricordi del nonno e di molti vecchi contadini che non muovevano foglia nei campi se Luna e Sole non erano &#8220;come si deve&#8221;o se non era Consigliato dal &#8221; Lunario di Pojana Maggiore&#8221;, leggendario Astrologo-Contadino veneto, che tramite il suo lunario, appeso in ogni stalla e deposito agricolo, scandiva la vita contadina e le sue attività secondo la Luna ed altri astri.<br />
Vuoi vedere che i nostri nonni ascoltando Pojana Maggiore praticavano l&#8217;Agricoltura Biodinamica senza saperlo?<strong> </strong></p>
<p><strong>L&#8217;Egoismo Solidale della Franciacorta</strong><br />
Con questo semplice concetto, Mattia Vezzola, enologo gardesano della <a href="http://www.bellavistawine.it/">Bellavista</a>, una delle maggiori aziende della Franciacorta, ha superbamente riassunto uno dei motivi che hanno reso questa zona vinicola come un nuovo classico, nell&#8217;attesa di diventare sempreverde, dello spumante in Italia, anche se giustamente si arrabbiano quando si chiama spumante un Franciacorta: questa denominazione, assieme a Champagne e la spagnola Cava, può escludere dall&#8217;etichetta la dicitura vino spumante e il metodo di produzione, Franciacorta vuol dire Franciacorta e basta, e lo stesso vale, ovviamente anche per Champagne e Cava.<br />
L&#8217;Egoismo Solidale che ha portato a questo risultato, dovrebbe fare scuola anche nelle altre regioni vinicole, ma i classici interessi del quartierino tipici dell&#8217;Italietta Vinicola fanno in modo che l&#8217;insegnamento bresciano resti quasi una parola al vento, anche se fortunatamente non sempre è così: abbiamo l&#8217;esempio della DOC Breganze e della DOCG Montefalco Sagrantino che si stanno muovendo allo stesso modo, con una sola differenza, che i Bresciani lo fanno meglio.</p>
<p><strong>Come Montefalco Sagrantino è diventato un classico</strong><br />
L&#8217;intervento di Marco Caprai, dell&#8217;omonima <a href="http://www.arnaldocaprai.it/">azienda</a>, con un breve excursus, ha spiegato come pochi ma volenterosi viticoltori di Montefalco, abbiano recuperato il vitigno Sagrantino, e nonostante i pareri contrari dei &#8220;soloni&#8221; locali, siano riusciti, cavalcando il concetto di vino di nicchia di qualità e di produzione inferiore alla domanda, a creare un nuovo classico.</p>
<p><strong>Amarone: le nuove fascette ne faranno un classico?<br />
</strong>Su quanto detto al convegno sull&#8217;Amarone non posso riportarvi alcunché, essendomi perso gli interventi di Severino Barzan della <a href="http://bottegavini.it/">Bottega del Vino</a>, tempio del vino in Verona e nel mondo, e di Emilio Pedron, AD dell Gruppo Italiano Vini e fino a poco fa, presidente del Consorzio Vini della Valpolicella, se non che di sicuro è trendy e tira, vedi anche il <a href="http://www.wineplanet.it/index.php/2008/02/04/anteprima-amarone-2004-2/">mio articolo</a>, e che a Villa Quaranta giocava in casa.<br />
Quello che invece è interessante, invece, è l&#8217;assemblea del Consorzio Vini della Valpolicella, che nello stesso pomeriggio ha deliberato l&#8217;ormai mitica e più volte annunciata fascetta di stato per i vini della Valpolicella ottenuti da uve appassite, ovvero Recioto e Amarone, e atta a garantirne la tipicità e la qualità.<br />
Ma quello che mi chiedo: a cosa serve la nuova fascetta?<br />
Non è quella della di una volta della DOC, e nemmeno quella DOCG, e Dio ce ne scampi, visto che in Veneto la DOCG porta sfortuna, e vedi il caso Brunello, non salvaguarda nulla.<br />
Poi col discutibile disciplinare della Valpolicella, che permette l&#8217;imbottigliamento dei suoi vini anche fuori zona DOC, non salvaguarda nemmeno gli ignari consumatori stranieri, visto che mi sembra di capire che la fascetta sia solo per i vini venduti in Italia.<br />
Poi la fascettatura sarà obbligatoria non da una determinata vendemmia, ma per gli imbottigliamenti fatti dal 1 luglio 2008, e non è chiara la posizione delle bottiglie di quelle aziende che hanno già imbottigliato Amarone e Recioto, che lo stanno giustamente affinando in bottiglia prima di etichettarlo e commercializzarlo e che corrono il rischio di  ritrovarsi con Amarone e Recioto di &#8220;serie B&#8221; perché senza fascetta.<br />
Sempre il disciplinare che dal 2003, ovvero dai vini in commercio dallo scorso anno, permette l&#8217;uso dei soliti vitigni gramigna cabernetmerlotsirah nella stessa percentuale dei veri vitigni veronesi come molinara e oseleta, che tipicità garantisce ai consumatori, quando storicamente i vini della Valpolicella sono sempre stati a base di uve corvina, rondinella, molinara e altre varietà realmente autoctone?<br />
Insomma, forse sono ignorante nel senso che ignoro lo scopo della fascetta, che non è ne DOC ne DOCG, visto che nei punti citati non vedo alcuna salvaguardia per il consumatore straniero, che si vede spesso e volentieri proporre Amaroni al prezzo di un Valpolicella Superiore, ovvero casi simili al Parmesan, alla Mozzarella della Campana o della Pommarola cinese, e quanto all&#8217;italiano sa benissimo leggere l&#8217;etichetta.<br />
E le tipologie Valpolicella, Valpolicella Superiore e Ripasso sono figlie di nessuno, visto che la &#8220;garanzia&#8221; è rivolta principalmente all&#8217; Amarone e al Recioto?<br />
Insomma, questa fascetta qualcuno me la spieghi.</p>
<p>Detto questo per adesso vi saluto.</p>
<p>Max Pigiamino Perbellini</p>
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		<title>Vinitaly 2008: istruzioni per l&#8217;uso parte seconda</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 21:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo le righe di qui sotto (clicca qui se non vuoi faticare), vedo di continuare la chiacchierata a ruota libera sul come Visitare il Vinitaly, ad uso e consumo dei meno esperti. Sempre con la precisazione di cliccare sulle parole in colore arancio per essere spediti alle specifiche pagine web, vediamo di cominciare. Come già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le righe di qui sotto (clicca <a href="http://www.wineplanet.it/index.php/2008/03/30/vinitaly-2008-istruzioni-per-luso/">qui </a>se non vuoi faticare), vedo di continuare la chiacchierata a ruota libera sul come Visitare il Vinitaly, ad uso e consumo dei meno esperti.</p>
<p><span id="more-97"></span>Sempre con la precisazione di cliccare sulle parole in colore arancio per essere spediti alle specifiche pagine web, vediamo di cominciare.<br />
Come già riferito, più di 4000 le aziende presenti, dai 40 ai 100 gli assaggi, e sottolineo assaggi, che possono essere fatti da una persona gustando e capendo cosa c&#8217;è nel bicchiere, il numero varia dall&#8217;abitudine di degustare al proprio metabolismo corporeo, ma comunque le cifre che ho dato sono abbastanza realistiche, eccezzion fatta per qualche professionista, che poi nemmeno si diverte, a degustar sputando a tutto spiano, oltre cento vini in un giorno.<br />
Da ciò ne deduciamo quali sono i nostri limiti rispetto al PBE (Paradiso di Bengodi Enologico) che risponde al nome di Vinitaly, se poi si pensa ai novellini che si commuovono al solo sentir nominare le tipologie dei vini e il veder di persona i grossi nomi di produttori e mitiche riserve che si credeva esistessero solo nelle allucinate fantasie di qualche giornalista o autore di scritti enoici, potete capire quanto il detto veronese &#8220;<a href="http://www.wineplanet.it/index.php/2007/03/30/come-un-porco-nella-molonara-41-vinitaly-1/">Come un Porco nela Molonara</a>&#8221; sia appropriato.<br />
Prendiamo sempre come oracolo la scala dei valori da rispettare nelle degustazioni vinicole: Vini Spumanti-Vini Bianchi Giovani-Vini Bianchi strutturati e/o affinati-Vini Rosati-Vini Rossi Giovani-Vini Rossi strutturati e/o affinati-Vini Dolci Bianchi-Vini Dolci Rossi-Vini Fortificati.<br />
Se vogliamo rispettarla, che è sempre cosa buona e giusta quando stiamo facendo le nostre prime uscite a manifestazioni di questo genere, vediamo come gli assaggi possibili a papille e sensi in grado di ragionare assommano dai 5 agli 11 per tipologia di vino (5 x 9 = 45 e 11 x 9 = 99), e badate sempre che stò parlando di assaggi.<br />
Quindi la parola d&#8217;ordine è assolutamente Capire i Nostri Limiti e Cosa Ci Piacerebbe Assaggiare.<br />
E come al solito arriva l&#8217;imbarazzo della scelta: bestia dura, di quelle che ti fanno dire &#8220;Provo a girare e vedremo strada facendo&#8221;, col risultato che alla fine non si combina niente e si va a finire dai primi bei occhioni che si vedono in uno stand, che poi tratti vino, olio, tappi di sughero, macchine da vinificazione o prodotti per l&#8217;enologia poco importa.<br />
Darsi una traccia , come spero di avervi fatto capire, diventa assolutamente necessario, e qui le opzioni sono tante, se non infinite.<br />
Numerose le tracce da seguire: una o due regioni in particolare, una tipologia sola di vini (solo Spumanti, Rossi strutturati, Vini Dolci, Zone Vinicole o Tipologie sconosciute e/o rare, solo Vini da Comodino ecc. ecc., come vedete non c&#8217;è che l&#8217;imbarazzo.<br />
Solo una cosa non fate, pena la fucilazione da parte del sottoscritto: NON mettersi a degustare i vini e le cantine che avete sotto casa, non per mancanza di rispetto verso di esse, ma perchè è un controsenso, uno che dal Piemonte viene a Verona ad assaggiar Nebbioli e Dolcetti, o un Veronese che si mette a girare a Soave e Valpolicella, per non dire di un Pugliese che si mette a girare per Primitivi e Rosati, è quanto di più eticamente sbagliato esista, basta che una volta a casa molliate i freni della bicicletta e alle belle cantine locali della zona ci arrivate, vi divertite di più e potete portare a casa qualche buona bottiglia.<br />
Quindi riordiniamo le idee, e qualora non ne avessimo ne provo ad elencare qualcuna:</p>
<ul>
<li> Gli Eventi organizzati a Vinitaly assieme ad Enti, Regioni, Riviste, Consorzi e Associazioni varie, che <a href="http://www.vinitaly.com/eventi2008_elenco.asp">qui</a> trovate.</li>
<li>Gli Eventi più interessanti,e ahimè, a pagamento proprio perché interessanti, nella sezione <a href="http://www.vinitaly.com/eventi2008_tasting.asp">Tasting Ex&#8230;Press</a> e <a href="http://www.vinitaly.com/eventi2008_taste.asp">Taste &amp; Dream</a>, e tra questi vi consiglio <a href="https://ecom.veronafiere.it/eshop/schedaprodotto.asp?idprodotto=215&amp;lingua=ita">Amarone Re-Generation</a>, guidata da Bernardo Pasquali, indicata agli amanti del Re dei Vini Veronesi (per chi li fà e li vende, gli appassionati stanno dalla parte del fratellone Recioto), con la partecipazione dei migliori assaggi fatti all&#8217;<a href="http://www.wineplanet.it/index.php/2008/02/04/anteprima-amarone-2004-2/">Anteprima 2004</a>.</li>
<li>Gli Eventi che le delegazioni AIS, ONAV e altre Associazioni di Sommellerie organizzano presso i vari Padiglioni Regionali, sempre numerose, e che si possono trovare informandosi in loco.</li>
<li>Gli Eventi che sono organizzati dai vari Enti e Zone Vinicole, sempre presso i vari Padiglioni Regionali.</li>
</ul>
<p>Bene, per adesso è tutto, alla prossima puntata, e se avete dubbi, domande, consigli o suggerimenti , usate la sezione Commenti, un Blog serve a questo, spero&#8230;</p>
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		<title>Buon Compleanno Albana!</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 14:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Franchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[ais]]></category>

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		<description><![CDATA[A Bertinoro, lunedì 19 novembre, un convegno per il ventennale del riconoscimento della DOCG, il primo conferito ad un vino bianco. L’Albana di Romagna DOCG compie vent’anni. Era infatti il 1987 quando il vino romagnolo ottenne, primo bianco a livello nazionale, la prestigiosa “G”. Si trattava del giusto riconoscimento a quello che si potrebbe definire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Bertinoro, lunedì 19 novembre, un convegno per il ventennale del riconoscimento della DOCG, il primo conferito ad un vino bianco.</p>
<p><span id="more-71"></span>L’Albana di Romagna DOCG compie vent’anni. Era infatti il 1987 quando il vino romagnolo ottenne, primo bianco a livello nazionale, la prestigiosa “G”.<br />
Si trattava del giusto riconoscimento a quello che si potrebbe definire il più autoctono dei vitigni italiani, visto che si coltiva solo ed esclusivamente in un’area ristretta che va dalle colline bolognesi al confine con la Romagna (Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel San Pietro Terme, Dozza, Fontanelice, Imola, Ozzano Emilia) a quelle forlivesi/cesenati (Castrocaro e Terra del Sole, Forlì, Forlimpopoli, Meldola, Bertinoro, Cesena, Montiano, Roncofreddo, Savignano sul Rubicone, Longiano), passando in quelle ravennati (comuni di Castelbolognese, Riolo Terme, Faenza, Casola Valsenio, Brisighella). Diverse la variati riconosciute di questo vino: secco, amabile, dolce, passito e, con l’ultima modifica del disciplinare realizzata dal Consorzio Vini di Romagna nel 2004, anche passito riserva un altro passo nella scala della qualità. Per celebrare questo importante anniversario, il Consorzio Vini di Romagna, l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, il Comune di Bertinoro e il Comune di Dozza organizzano per la mattinata di lunedì 19 novembre un importante convegno che indagherà sulla storia e lo sviluppo dell’Albana di Romagna DOCG. Appuntamento al Centro Residenziale Universitario di Bertinoro, sulle colline forlivesi, alle ore 9.30.</p>
<p>Partecipano al convegno, aperto al pubblico, un folto gruppo di qualificati interlocutori in rappresentanza di diverse categorie di esperti ed amanti del vino chiamati a portare il loro contributo sull’Albana di Romagna. Dopo i saluti del Sindaco di Bertinoro, Nevio Zaccarelli, coordinati da Massimiliano Rella, giornalista free lance esperto di vino ed economia, interverranno: Tiberio Rabboni, Assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Paolo Reggi, Presidente del Consorzio Vini di Romagna, Gian Alfonso Roda, Presidente dell’Enoteca regionale Emilia Romagna, Ugo Foscolo Foschi, Presidente Romagna Terra del Sangiovese, Gianfranco Bolognesi, storico patron del ristorante La Frasca, Cristina Geminiani e Mauro Sirri, viticoltori, Giorgio Amadei referente didattico e relatore Ais, Giordano Zinzani Presidente Assoenologi sezione Romagna.</p>
<p>Per informazioni: Segreteria organizzativa: tel. 0546.46891</p>
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		<title>Napoli &#8211; Vitigno Italia 2007</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Feb 2007 18:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Franchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[ais]]></category>

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		<description><![CDATA[La Terza Edizione di VitignoItalia, il salone del vino da vitigno autoctono e tradizionale italiano, si terrà a Napoli alla Mostra d’Oltremare dal 20 al 22 maggio 2007. Tre giorni dedicati alla promozione e al business del vino italiano di qualità. Ma anche all’alta gastronomia con le esibizioni di grandi chef dal mondo e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Terza Edizione di<strong> VitignoItalia</strong>, il salone del vino da vitigno autoctono e tradizionale italiano, si terrà a Napoli alla Mostra d’Oltremare dal 20 al 22 maggio 2007. Tre giorni dedicati alla promozione e al business del vino italiano di qualità. Ma anche all’alta gastronomia con le esibizioni di grandi chef dal mondo e di nuovi talenti emergenti del Sud Italia. Per la prima volta un’area sarà dedicata esclusivamente al vino biologico e biodinamico, un’altra ai vini del Mediterraneo del Sud.</p>
<p><span id="more-2"></span></p>
<p>L’edizione numero Tre di VitignoItalia si annuncia dunque più strutturata e ricca per contenuti, spazi espositivi ed eventi collaterali.  VitignoSud è la grande e più attesa novità dell’edizione 2007: sarà il Primo salone dei vini del Mediterraneo, salone parallelo e complementare a VitignoItalia, dedicato ai vini autoctoni del Mediterraneo e co-organizzato con l’Ersac, l’Ente Regionale di Sviluppo Agricolo di Regione Campania. Una nuova, ambiziosa sfida che vede Napoli, capitale del mediterraneo e dei vini del sud: per la prima volta saranno presenti in città le cantine e i  produttori del bacino del Mediterraneo del sud: dalla Tunisia al Libano, alla Spagna.</p>
<p><strong>VitignoBio</strong>: così si chiamerà l’area dedicata ai vini biologici e biodinamici di VitignoItalia. Allestita con singoli desk, accoglierà soltanto le aziende produttrici di vini da uve da coltivazione biologica o biodinamica certificata. Lo spazio sarà aperto a incontri e workshop sulle tematiche inerenti al mercato dei vini biologici e dei vini “secondo natura”.</p>
<p><strong>Personal Wine trainer</strong>: è il nuovo servizio che VitignoItalia in collaborazione con l’AIS Campania propone al pubblico che frequenterà il salone. Si tratta di un sommelier personale per orientarsi tra gli stand e i vini in mostra: un’occasione per farsi guidare nelle degustazioni degli oltre 4000 vini presenti. Dedicato ai neofiti, ma anche a chi di vino già capisce qualcosa e vuole saperne di più, il personal wine trainer si potrà prenotare nei giorni del Salone per una o più ore.</p>
<p><strong>Cookingforwine</strong> &#8211; Tra le novità dell’edizione 2007 anche uno spazio più ampio dedicato al binomio vino ed alta gastronomia con l’area lounge curata da Luigi Cremona e Lorenza Vitali di Witaly. Dopo il successo dell’edizione passata Cookingforwine ritorna a Napoli con un grande show di chef dal mondo che cucineranno in presa diretta con i prodotti tipici della Campania. Tra gli eventi correlati anche il Premio al miglior chef emergente del sud organizzato da VitignoItalia e Cookingforwine in collaborazione con Coldiretti Campania.</p>
<p>Il programma sarà aggiornato in tempo reale sul sito <a href="http://www.wineplanet.it/www.vitignoitalia.it">www.vitignoitalia.it</a>.</p>
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