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	<title>wineplanet.it &#187; amarone</title>
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		<title>Anteprima Amarone 2006</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 20:36:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni Sabato 30 e Domenica 31 Gennaio 2010 si terrà l&#8217;attesa manifestazione AMARONE IN ANTEPRIMA 2006, quest&#8217;anno presso la sede dell&#8217; Ente Fiera di Verona &#8211; Sala Margherita in Viale del Lavoro 8 Verona, con la partecipazione di numerosi produttori della Valpolicella che presenteranno i loro prestigiosi vini. Il programma avrà il seguente svolgimento: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni Sabato 30 e Domenica 31 Gennaio 2010 si terrà l&#8217;attesa manifestazione AMARONE IN ANTEPRIMA 2006, quest&#8217;anno presso la sede dell&#8217; Ente Fiera di Verona &#8211; Sala Margherita  in Viale del Lavoro 8 Verona, con la partecipazione di numerosi produttori della Valpolicella che presenteranno i loro prestigiosi vini.</p>
<p><span id="more-703"></span>Il programma avrà il seguente svolgimento:<br />
- Sabato 30 Gennaio dalle ore 16.00 alle 19.00 degustazione per il pubblico con biglietto di ingresso &#8211; Euro 10.00.<br />
- Domenica 31 Gennaio &#8211; dalle ore 10.00 alle 18.00 apertura al pubblico con biglietto di ingresso &#8211; Euro 10.00.<br />
Ulteriori informzioni presso il Consorzio Tutela Vini Valpolicella (<a href="http://www.consorziovalpolicella.it/">questo  il sito</a>)<br />
Con l&#8217;occasione verrà probabilmente presentato il Decreto Ministeriale che sancirà il passaggio a DOCG della denominazione, evento atteso da più di un decennio.<br />
Un solo consiglio al pubblico che vorra intervenire: con l&#8217;Amarone e la sua Anteprima c&#8217;è purtroppo una piccola incongruenza di date: mi spiego, ci sarà l&#8217;Anteprima del millesimo 2006, da disciplinare di produzione può  esser già messo in commercio il 2007, la maggior parte delle cantine comincia adesso a vendere il 2005, ovvero come ci regoliamo?<br />
In un solo modo: l&#8217;Amarone è uno di quei vini che necessitano di un buon invecchiamento, almeno 5-6 anni, ecco perchè la maggior parte delle cantine lo commercializza dopo 4 anni, ovvero già con un minimo di affinamento sulle spalle.<br />
Quindi sappiate che all&#8217;Anteprima si assaggeranno per la maggior parte Amaroni in anteprima, ovvero appena imbottigliati se non ancora campioni da botte: in parole povere NON GIUDICATE DEFINITIVAMENTE un Amarone in anteprima perchè esso deve ancora completare il suo naturale affinamento, ma limitatevi a vedere se &#8220;promette bene&#8221;, se è vinificato nel vostro stile, se avete già assaggiato qualche annata precedente dello stesso fate pure qualche confronto sulla gioventù ed  evoluzione, ma soprattutto CHIEDETE SEMPRE al produttore in quale stato di evoluzione si trova quello che state assaggiando, ovvero se trattasi di campione da botte, di vino già in commerco o di uno degli stadi intermedi di imbottigliamento.<br />
Quindi assaggiate, confrontate, fatevi delle idee ma nessun giudizio drastico e definitivo: non si può discute la tesi di laurea di un ragazzino che stà ancora frequentando le scuole elementari.</p>
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		<title>Degustazione: Amarone</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 21:12:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Franchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbinamenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno dei vini italiani più conosciuti ed apprezzati, portabandiera dell’enologia veneta ed italiana. E che nacque per errore. Alcune delle migliori scoperte e creazioni sono nate per caso, o da un errore. Una cultura microbiotica che sfugge al controllo aprendo le porte della medicina alla penicillina; una tavoletta di cioccolata che erroneamente rimane troppo morbida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei vini italiani più conosciuti ed apprezzati, portabandiera dell’enologia veneta ed italiana. E che nacque per errore.</p>
<p><span id="more-440"></span></p>
<p>Alcune delle migliori scoperte e creazioni sono nate per caso, o da un errore. Una cultura microbiotica che sfugge al controllo aprendo le porte della medicina alla penicillina; una tavoletta di cioccolata che erroneamente rimane troppo morbida e diventa una lussuriosa crema; un pane troppo lievitato, destinato a trasformarsi nel protagonista delle tavole natalizie.<br />
Così, da un errore, la leggenda vuole sia nato l’Amarone. Il Recioto, squisito vino dolce, era l’obiettivo, ma la produzione sfuggì al controllo e continuò oltre il tempo necessario, continuando così a fermentare fino a consumare tutti gli zuccheri contenuti, divenendo quindi, sostanzialmente, un vino amaro, Amarone.Amaro, sì, ma evidente assolutamente degno di attenzione. Attenzioni che non mancarono e che portarono così questo vino al suo primo anno di commercializzazione ufficiale, il 1953.La zona di produzione è quella della Valpolicella e della sottozona Valpantena, mentre i vitigni in uvaggio ammessi sono corvina per il 40-70%, rondinella per una percentuale che va dal 20 al 40% e molinara, ammessa dal 5 al 25%. Possono concorrere, per un massimo del 15%, anche altri vitigni rossi (di questa percentuale solo un relativo massimo del 5%) e i vitigni rossignola, negrara, barbara e sangiovese.Ovviamente la procedura produttiva segue le routine tipiche del Recioto da cui, come narrato deriva: le uve, opportunamente scelte durante la fase della vendemmia, vengono collocate in cassette di legno o plastica forata, per consentire la necessaria areazione, le quali vengono poi sistemate in locali adatti all’appassimento, processo fondamentale nella produzione dell’Amarone. Per garantirne il risultato, le uve vengono periodicamente controllate, così come la temperatura e il livello d’umidità. Questa fase dura circa 120 giorni. Le uve vengono poi pigiate lasciate macerare sulle bucce. Segue la fase di fermentazione, che dura dai 30 ai 50 giorni, a seconda delle scelte produttive delle cantine. Questo serve a fare in modo che gli zuccheri si trasformino in alcol. Se al termine di questa fase il vino avrà una presenza di zuccheri inferiore a 4 grammi per litro, potrà definirsi Amarone. La gradazione alcolica minima deve raggiungere i 14°. Dalla vinificazione all’imbottigliamento devono passare almeno 2 anni a decorrere dal 1º dicembre dell’anno della vendemmia; 4 anni invece per la tipologia Riserva. I grandi nomi non mancano tra i produttori di Amarone, così come non mancano prezzi impegnativi. Abbiamo cercato prodotti accessibili, ma di grande gusto, ma non mancheremo di approfondire, prossimamente, una produzione che merita ulteriori degustazioni ed attenzioni.</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella Doc Classico Moropio 2005</strong><br />
Antolini<br />
Prezzo: 25 euro circa<br />
I fratelli Antolini, Pierpaolo e Stefano, hanno un approccio moderno alla loro produzione, ma una modernità che non indulge in gusti standardizzati, ma bensì in una grande pulizia e tipicità. L’Amarone Moropio è caratterizzato infatti da una decisa linearità di gusto, che lo rende fortemente bevibile. Un naso minerale, che torna al palato, di frutta rossa matura, di confettura. Un gusto netto, freschissimo, nota eccellente e non banale per un vino così strutturato. E’ lunga l’intensità, non arrogante, rotonda e nel contempo schietta. La pulizia di gusto rende come detto, estremamente facile la scelta dell’abbinamento con il cibo. In particolare vogliamo sottolineare le possibilità di divertimento del gusto con i piatti di selvaggina, quaglie arrostite e pernici al forno.<br />
www.antolinivini.it<br />
<strong><br />
Amarone della Valpolicella Doc Classico Riserva Campo degli Inferi 2003</strong><br />
Brunelli Luigi<br />
Prezzo: 50 euro circaArial<br />
Ampio, armonico, persistente, intenso, elegante. Ecco gli aggettivi per descrivere questo magnifico Amarone. Un bicchiere dai sentori raffinati di frutta scura, cassis e lamponi, spezie tostate, balsamici effluvi. La gustativa è in linea con l’olfatttiva: un sorso morbido, elegantissimo. E’ equilibrato tra le parti, suadente e dai tannini vellutati. Il gusto resta a lungo in bocca, con una grandissima armonia, una struttura complessa e al contempo pulitissima. Viene naturale l’abbinamento con alcuni piatti della tradizione veronese, come la pastissada de caval, anche se si presta ottimamente alla degustazione meditativa, alla scoperta delle diverse sensazioni olfattive e gustative. Se ne consiglia ovviamente la necessaria ossigenazione, anche tramite il giusto bicchiere.<br />
www.brunelliwine.it<br />
<strong><br />
Amarone della Valpolicella Doc Classico Campomasua 2003</strong><br />
Venturini Massimino e Figli<br />
Prezzo: 32 euro circa<br />
Un’azienda a conduzione familiare che porta avanti tradizione ed esperienza, nella Valpolicella classica. L’Amarone Campomasua si presenta al bicchiere scuro di rosso granato intenso, con archetti autorevoli e rappresentativi di presenza, decisa. Il naso si presenta subito intenso, lungo. Sono note di frutta scurissima, lamponi in marmellata, spezie, pepe nero cotto nel vino. La sorsata è altrettanto presente, dotata di tannini ancora giovani, ma proprio per questo è vino degno di una vita lunga. Lo si può quindi tranquillamente dimenticare in cantina anche per quindici, vent’anni, anche se è forte la voglia di assaggiare e degustare questo nettare con il cibo. Il risotto con zucca e Amarone saporito e ricco, giovane nella zucca, morbido e carnoso è un degno compare di merende. www.viniventurini.com</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella Classico Doc 2003</strong><br />
Azienda Agricola Bonazzi Fratelli<br />
Prezzo: 35 euro circa<br />
Questo vino passa dai dieci ai diciotto mesi in barriques, più quattro di affinamento in bottiglia e presenta una gradazione alcolica pari a 15.5°. E’ di un brillante rosso granato all’aspetto visivo, mentre in olfattiva si presenta deciso e lungo, complesso, con note nette di lamponi e more scure e mature, contornate da gentili sentori vanigliati di mandorle e di inconfondibile cannella. E’ ancora baldanzoso il tannino, ma assolutamente aggraziato, lasciando presagire una lunga vita a questo bel vino. Una bella bocca da mangiare, equilibrata seppur calorosa, lunga e ammaliante. L’abbinamento che viene spontaneo è quello con gli arrosti morbidi di vitello, magari accompagnati di salse alle prugne e purea di patate. Ma anche un roast beef…<br />
www.bonazzivalpolicellawine.it</p>
<p><strong>Amarone Valpolicella Doc Gaso Classico 2003</strong><br />
San Rustico<br />
Prezzo: 35 euro (chiedere conferma)<br />
Viene svinato a marzo ed effettua tre anni di affinamento in rovere di Slavonia ed un successivo anno in bottiglia questo vino che porta con sè 15 gradi alcolici. Le ottime note olfattive di questo bicchiere sono decise e raffinate, leggermente eteree, di frutta rossa matura, marasche in alcool, mandorle e uva di corinto. Una sorsata ammaliante, pulita, circolare, ricca ed armonica. E’ in magnifico equilibrio il tenore alcolico, anche grazie ad una elegante e precisa freschezza. Lungo ed articolato, l’Amarone San Rustico ha bisogno di un bicchiere consono, ampio, che ne esalti le note olfattive e che renda possibile la necessaria ossigenazione. Da provare con piatti di carne strutturati come con formaggi saporiti e dal gusto forte.<br />
www.sanrustico.it</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella Doc Valpantena 2003</strong><br />
Tezza<br />
Prezzo: 27 euro circa<br />
Siamo nella sottozona Valpantena, il cui particolare microclima contribuisce alla produzione di vini di carattere e struttura, senza limitarsi in stile e distinzione. L’Amarone Tezza è ricco al naso di sentori fruttati, dalle amarene al ribes, con note minerali precise e sentori di spezie, pepe rosa e verde, liquirizia e timo. Una bella sensazione olfattiva, che torna in bocca, circolare, con sapidità, dalla spalla acidità presente, necessaria a sostenere il calore di un vino importante. Un equilibrio che si presta anche ad una lunga vita in cantina, essendo anche ben presente un tannino intenso, ma assolutamente non arrogante. E’ un vino il cui abbinamento con le paste all’uovo condite con ragù di brasato e di carne in genere, sostanziosi e grassi, è assolutamente vincente.<br />
www.tezzawines.it</p>
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		<title>Terroir Amarone</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 17:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; nato, su iniziativa di alcuni amici appassionati, questo social network dedicato al Nobile Vino Veronese. Infatti, dai commenti di un post di Aristide riguardante una Degustazione di Amarone della Valpolicella (vedi qui) e dai successivi commenti, è nata l&#8217;idea Terroir Amarone.  Ma come nella migliore tradizione valpolicellese, anche quella che doveva esser solo una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; nato, su iniziativa di alcuni amici appassionati, questo social network dedicato al Nobile Vino Veronese.<br />
Infatti, dai commenti di un post di Aristide riguardante una Degustazione di Amarone della Valpolicella (<a href="http://www.aristide.biz/2008/12/amarone.html">vedi qui</a>) e dai successivi commenti, è nata l&#8217;idea <a href="http://terroiramarone.ning.com/">Terroir Amarone</a>.</p>
<p><span id="more-375"></span> Ma come nella migliore tradizione valpolicellese, anche quella che doveva esser solo una rubrica sui nostri blog riguardo alcuni &#8220;consigli per gli acquisti&#8221;, alla fine l&#8217;idea ha fatto come all&#8217;epoca il Recioto della Valpolicella, ovvero &#8220;QUANDO L&#8217; E&#8217; SCAPA E L&#8217; E&#8217; DIVENTADO AMARONE&#8221;, ed grazie all&#8217;intraprendenza di Giampiero Nadali, si è trasformato in un vero e proprio social network, con tanto di sito dedicato e partecipazioni eccellenti.<br />
Quello che innanzitutto preme ricordare, è come Terroir Amarone sia sopratutto uno spazio per veri appassionati di questo grande vino veronese, e anche i professionisti presenti daranno i loro contributi solo per la gloria di questo vino: anche se sò per certo che ci sono degli &#8220;imbucati&#8221; che in realtà sono Reciotisti convinti&#8230;.<br />
Terroir Amarone è aperto a tutti ed è gratuito:chiunque desideri iscriversi e partecipare alla comunità si colleghi al <a href="http://terroiramarone.ning.com/">sito</a> e richieda l&#8217;iscrizione.<br />
Unico obbligo riguarda l&#8217;iscriversi col proprio nome e cognome, domande d&#8217; iscrizione fatte con soprannomi o alias non saranno prese in considerazione.<br />
Comunque una vera e propria presentazione del tutto è presente su <a href="http://www.aristide.biz/">Aristide</a>.<br />
La Gestione Tecnica  del sito è a cura di <a href="http://www.fermentidigitali.com/">Fermenti Digitali</a>.<br />
Max Pigiamino Perbellini</p>
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		<title>Anteprima Amarone 2005</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 20:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Puntuale come ogni anno, il 31 gennaio e il 1° febbraio 2009 a Palazzo Giardino Giusti di Verona, con l&#8217;organizzazzione del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, si terrà a Verona, l&#8217;Anteprima Amarone 2005. Un appuntamento imperdibile per gli amanti di questo Nobile Vino. La manifestazione si terrà a Palazzo Giusti, Via Giardino Giusti (VR), nei giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Puntuale come ogni anno, il 31 gennaio e il 1° febbraio 2009 a Palazzo Giardino Giusti di Verona, con l&#8217;organizzazzione del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, si terrà a Verona, l&#8217;Anteprima Amarone 2005.<br />
Un appuntamento imperdibile per gli amanti di questo Nobile Vino.</p>
<p><span id="more-316"></span>La manifestazione si terrà a Palazzo Giusti, Via Giardino Giusti (VR), nei giorni Sabato 31 Gennaio e Domenica 1 Febbraio, con orario al Pubblico 16.00/19.00 il Sabato  e 10.00/18.00 la Domenica.<br />
Ingresso e degustazione con invito euro 10<br />
Invito da richiedere presso il Consorzio Tutela Vini Valpolicella (<a href="http://www.consorziovalpolicella.it/">clicca qui</a>)<br />
Questa che segue la cartella stampa dell&#8217;evento.</p>
<p><strong>Record della  presenza di produttori ad Anteprima Amarone 2005</strong></p>
<p>Saranno ben 63 i produttori che presenteranno il loro Amarone della Valpolicella 2005 nel corso dell’Anteprima dedicata a questo prestigioso vino, che si svolgerà a Verona sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio presso Palazzo Giardino Giusti.<br />
Si tratta di un record di adesioni da parte dei produttori (mediamente il numero di aziende partecipanti ha finora oscillato intorno a 55), che testimonia il successo che Anteprima Amarone &#8211; nel 2009 alla sesta edizione &#8211; ha riscosso non solo tra il pubblico, ma anche tra i produttori. Saranno presenti marchi storici della denominazioni accanto a realtà nate di recente, grandi e piccole aziende in termini di numero di bottiglie, tutte accomunate dal debutto dell’annata 2005. La partecipazione avrebbe potuto essere ancora più ampia se non mancassero alcune aziende abitualmente presenti alla manifestazione che, non avendo prodotto l’Amarone nel 2005 o non ritenendolo ancora pronto da presentare al pubblico, non potranno presentarlo.<br />
«Si tratta di una soddisfazione importante per il Consorzio di Tutela dei vini della Valpolicella – sottolinea il presidente Luca Sartori – che premia la continuità degli intenti tra la mia presidenza e quella del mio predecessore Emilio Pedron, che ha voluto 6 anni fa istituire un momento di riflessione e di grande visibilità attorno al vino di punta della denominazione».<br />
Il successo dell’Amarone della Valpolicella trova le sue ragioni nelle caratteristiche intrinseche di questo vino che meglio di altri interpreta i gusti dei consumatori di oggi. Ma, al tempo stesso, è un successo da ascrivere agli enormi sforzi fatti da tutti i produttori della Valpolicella in questi anni sia in vigna che in cantina. A evidenziarlo sono i numeri: 1.226 le aziende che producono uva per l’Amarone e 390 i fruttai &#8211; i «preziosi» luoghi che consentono l’appassimento ideale delle uve- per 90 milioni di euro di valore totale delle uve prodotte.<br />
L’annata 2005, per certi aspetti difficile, è stata leggermente avara in quantità. Le uve hanno raggiunto una maturazione completa che ha conferito ai vini corpo e una bella dotazione in colore. In estrema sintesi il millesimo 2005 per l’Amarone della Valpolicella si può considerare buono con punte di eccellenza.</p>
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		<title>Gli Amaroni Di San Briccio, impressioni di settembre</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 20:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come promesso nel mio precedente articolo in cui annunciavo l&#8217;evento degli Amaroni a Coppie di San Briccio, ecco le mie impressioni di questa mitica degustazione fatta in una caldissima giornata di inizio settembre. Nella splendida cornice di Villa Verità-Fraccaroli a Lavagno (VR), si è svolta questa splendida verticale di Amaroni prodotti da quattro aziende di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come promesso nel  mio precedente <a href="http://www.wineplanet.it/2008/08/amarone-a-coppiele-migliori-annate-di-san-briccio/">articolo</a> in cui annunciavo l&#8217;evento degli Amaroni a Coppie di San Briccio, ecco le mie impressioni di questa mitica degustazione fatta in una caldissima giornata di inizio settembre.</p>
<p><span id="more-141"></span>Nella splendida cornice di Villa Verità-Fraccaroli a Lavagno (VR), si è svolta questa splendida verticale di Amaroni prodotti da quattro aziende di San Briccio, in annate che partivano dal 2004 per arrivare al 1997.<br />
San Briccio, paese posto nella Valle di Mezzane, fa parte di quella zona vinicola detta, con una bruttissima parola &#8220;Valpolicella Allargata&#8221;.<br />
Per spiegare questa brutta parola torniamo alla recente storia della Valpolicella e del suo vino più famoso: l&#8217;Amarone, per l&#8217;appunto.<br />
Tanto si è discusso sulla nascita dell&#8217;Amarone, soprattutto a livello di date, visto che ormai è assodato che è nato da un&#8217;evoluzione di quello che è sempre stato (e sempre sarà per molti appassionati, tra cui il sottoscritto) il Re dei Vini della Valpolcella, Sua Maestà il Recioto, ovvero il vino dolce ottenuto vinificando le uve rosse appassite tipiche della Valpolicella, dolcezza ottenuta bloccandone la fermentazione per ottenere un buon residuo zuccherino: dolcezza che, completando la fermentazione ed esaurendo tutti gli zuccheri, sparirà e come risultato otterremo l&#8217;Amarone.<br />
Solo che il &#8220;Recioto Evoluto&#8221;, nominato in un editto del &#8217;700 citato dal padrone di casa,<br />
Sig. Fraccaroli, ha sì storia antica, ma solo recente notorietà: si parla di Amarone, anzi, di Recioto tipo Amarone, solo dai primi anni &#8217;60, e il successivo successo di pubblico degli ultimi anni, ne ha fatto diventare uno dei quattro vini più famosi dell&#8217;Italia enologica, assieme alle tre B, ovvero Barbaresco, Barolo e Brunello.<br />
Tale successo, per motivi, diciamo &#8220;politici&#8221;, ha &#8220;costretto&#8221; ad allargare, negli anni &#8217;90, la zona di produzione della Valpolicella e dell&#8217;Amarone anche alle valli all&#8217;Est della zona storica o Classica: la Valpantena e le valli di Mezzane ed Illasi.<br />
Qui le uve tipiche della Valpolicella sono da sempre coltivate, ma il bello è che quella che doveva essere solo una &#8220;zona politica&#8221;, alla fine si è rivelata una vera e propria miniera di Cru ed ottime piccole cantine: da Cenerentola la Zona Est (ormai guai a chiamarla Allargata, vi guarderanno male come quando date dello Spumante al Franciacorta..) ormai esprime dei veri e propri riferimenti nel campo degli Amaroni.<br />
Le caratteristiche marne e rocce basaltiche della Zona Est, assieme alla pratica di  tecniche di coltivazione viticole diverse dalla classica Pergola Veronese, stanno esprimendo riferimenti assoluti nel campo dell&#8217;Amarone.<br />
Due di questi riferimenti li abbiamo degutati ad Amarone a Coppie, e senza dubbio alcuno sia Roccolo Grassi  che la Tenuta Sant&#8217;Antonio (<a href="http://www.tenutasantantonio.it/">il sito</a>) lo sono diventati, e nonostante siano di storia recente, nella realtà sono le nuove forze di due aziende storiche della zona.<br />
Poi erano in degustazione l&#8217;azienda Grotta del Ninfeo (<a href="http://www.grottadelninfeo.it">il sito</a>), altra storica azienda, che però si è affacciata nel mondo dell&#8217;Amarone solo da poco, ovvero il primo millesimo in commercio è stato il 2002, e infine Ernesto Ruffo (<a href="http://www.ruffovini.com/">il sito</a>), che si definisce l&#8217;Artigiano del Vino, ma qualcuno più che un&#8217; artigiano lo ha paragonato ad un artista del calibro di Benvenuto Cellini, comunque un viticoltore per passione.<br />
Veniamo alla fredda cronaca delle mie brevi impressioni di degustazione:</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella DOC 2004 Grotta del Ninfeo</strong><br />
Al naso principalmente la marasca e varie spezie come pepe verde e cannella, e anche una leggera liquirizia.<br />
Discreta acidità, tannini rotondi ma non molto lungo, manca in bocca quanto promesso al naso, ma si presenta comunque elegante e beverino.<br />
Essendo giovane è ancora slegato, ma rispetto alle precedenti degustazioni di qualche mese fà, col tempo è migliorato e ancora migliorerà.</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella DOC 2003 Roccolo Grassi</strong><br />
Al naso ciliegia matura, speziatura, tabacco e mineralità.In bocca buona acidità, la mineralità si ripresenta, buona alcolicità, e alcune aromaticità da legno un pelo invadenti per i miei gusti, ma che a molti risultaranno perfette.<br />
Da un annata difficile come il &#8217;03 si viene colpiti dalla sua freschezza: allo stato attuale non è Amarone da meditazione, ma più da abbinamento, e ciò sia considerato un complimento.</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella DOC 2002 Grotta del Ninfeo</strong><br />
Al naso sia marasca che ciliegia, spezie, pepe e leggero tabacco.<br />
Buona acidità e mineralità, liquirizia e alcol leggermente prevalente, ma rotondo e beverino.<br />
Nell&#8217;altra annata difficile degli anni 2000, la zona est ha comunque dato buoni risultati, è questo il primo Amarone messo in commercio dall&#8217;Azienda.</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella DOC 2001 Ernesto Ruffo</strong><br />
Vinoso, ciliegia fresca, leggero tabacco e spezie come pepe bianco e chiodo di garofano, minerali.<br />
Buona acidità, tannino elevato ma da uva e non da legno, vinoso anche in bocca e soprattutto buono e beverino e con ancora molta molta vita davanti, in cui non potrà che affinarsi e migliorare.</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella DOC 2000 Campo dei Gigli Tenuta Sant&#8217;Antonio</strong><br />
Minerale e quasi leggermente floreale e salino, mentolato e marasca.<br />
Buona acidità e mineralità, ancora fresco  e addirittura leggermente slegato, nel senso che è ancora fin troppo giovane.</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella DOC 1999 Campo dei Gigli Tenuta Sant&#8217;Antonio</strong><br />
Le caratteristiche del fratellino del 2000 le ritrovo tutte, ma è leggermente più acido, minerale e tannico: in parole povere lo diresti addirittuta più giovane.</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella DOC 1998 Roccolo Grassi</strong><br />
Subito balsamico al naso, confettura di prugne, leggera speziatura, tabacco e liquirizia.<br />
In bocca buona acidità, rotondo, tannini morbidi e non si sente quasi l&#8217;alcool, liquirizia e cacao e ottima bevibilità: da meditazione.</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella DOC 1997 Ernesto Ruffo</strong><br />
Che spettacolo: al naso menta, china, agrumi canditi, erbe officinali.<br />
In bocca china, erbe officinali, rotondo, caldo e non dimostra affatto i suoi 17 gradi alcolici: ad ogni riassaggio spunta qualcosa di nuovo.<br />
Mai mi sarei aspettato una simile evoluzione, con sentori balsamici quasi da Barolo Chinato: il Ruffo ha detto che questo Amarone gli è costato molto tempo, nel senso che lo ha dovuto affinare in botte e in vasca fino al 2004 per fargli perdere un residuo zuccherino che non voleva andarsene e finalmente imbottigliarlo!<br />
Per quanto mi riguarda su questo Amarone tarerò le mie papille per i futuri assaggi.</p>
<p>Quali sono le mie impressioni di Settembre?<br />
La prima il ringraziare chi ha reso possibile il tutto, ovvero la famiglia Fraccaroli dell&#8217;azienda Grotta del Ninfeo per l&#8217;ospitalità, Bernardo Pasquali di <a href="http://www.acinoparlante.it">Acino Parlante </a>e responsabile per il Veneto della guida <a href="http://www.vinibuoni.it/home.php">Vini Buoni d&#8217;Italia </a>( clicca sui nomi per i rispettivi siti) che ha organizzato, l&#8217;Associazione San Briccio In Festa per la collaborazione e l&#8217;Associazione Italiana Sommellier sezione di Verona per l&#8217;impeccabile servizio.<br />
La seconda che l&#8217;Amarone deve affinare, ancora affinare e solo affinare, alla faccia di quelli che i vini li vogliono giovani: la mia esperienza di Amaroni è poca cosa, prima di questa verticale ero arrivato ad assaggiare il 2000 e in cantina ho un &#8217;98, e a sentire tutti i produttori presenti, l&#8217;Amarone ha un affinamento nel tempo diverso dagli altri grandi vini rossi: mediamente questi dopo anni raggiungono il loro apice, e subito dopo una costante decadenza, mentre l&#8217;Amarone il suo apice lo può mantenere per moltissimi anni, il problema rimane sempre il scoprire quando, ma lo imparerò.<br />
Terza è  una considerazione sugli Amaroni di San Briccio: posso solo dire che sono lunghi, ovvero hanno bisogno di un lungo affinamento, che è anche sinonimo di lunga vita, vedi il caso del Tenuta Sant&#8217;Antonio Campo dei Gigli, che infatti è difficile da capire per chi non cerca la longevità in un vino: ma lo stesso vale anche per gli altri.<br />
Quindi,per quarta ed ultima, cari amici, se comprate un Amarone, abbiate il coraggio di tenerlo in cantina, non ve ne pentirete e ringrazierete Dio Bacco.<br />
Max Pigiamino Perbellini</p>
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		<title>Amarone a Coppie: le migliori annate di San Briccio</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 09:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato 6 settembre presso la straordinaria cornice di Villa Verità Fraccaroli, sita in via Boschetto 6 a Lavagno (VR), sede dell’Azienda Grotta del Ninfeo-Fraccaroli, si terrà un evento degustazione di Amaroni della Valpolicella tutti provenienti dai prestigiosi vigneti del territorio di San Briccio, una collina vulcanica storica della Valle di Mezzane. Sarà l’occasione per valorizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 6 settembre presso la straordinaria cornice di Villa Verità Fraccaroli, sita in via Boschetto 6 a Lavagno (VR), sede dell’Azienda Grotta del Ninfeo-Fraccaroli, si terrà un evento degustazione di Amaroni della Valpolicella tutti provenienti dai prestigiosi vigneti del territorio di San Briccio, una collina vulcanica storica della Valle di Mezzane.<br />
Sarà l’occasione per valorizzare un territorio di grande potenziale enologico che produce grandi vini di prestigio internazionale.</p>
<p><span id="more-121"></span>Si tratta di una degustazione in verticale a partire dall’annata 1997 fino all’ultima messa in commercio delle 4 aziende che posseggono i loro vigneti sull’altura di San Briccio.<br />
Ed ecco quindi il Roccolo Grassi grande parcella di vigneto su tufi basaltici di Marco Sartori, il Campo dei Gigli storico vigneto su calcare purissimo nella parte più a nord della collina, della Tenuta Sant’Antonio, il Grotta del Ninfeo dell’Azienda Fraccaroli posizionato su un bellissimo vigneto a ridosso dell’imponente villa veneta di proprietà.<br />
Infine l’Amarone Basaltico di uno straordinario artigiano del vino Ernesto Ruffo che sorprenderà per il valore dei suoi vini e la grande passione che trasmettono.<br />
La degustazione si terrà alle ore 10.30 e sarà guidata da Bernardo Pasquali, giornalista e Coordinatore Regionale del Veneto per la Guida Vini Buoni d’Italia del Touring Club.<br />
Ad ogni azienda è stata lasciata facoltà di scelta di due annate tra le più rappresentative della loro storia produttiva.<br />
Ecco la successione dei vini in degustazione:<strong><br />
</strong></p>
<ul>
<li><strong> Amarone della Valpolicella DOC 2004 Grotta del Ninfeo</strong></li>
<li><strong>Amarone della Valpolicella DOC 2003 Roccolo Grassi</strong></li>
<li><strong>Amarone della Valpolicella DOC 2002 Grotta del Ninfeo</strong></li>
<li><strong>Amarone della Valpolicella DOC 2001 Ernesto Ruffo</strong></li>
<li><strong>Amarone della Valpolicella DOC 2000 Campo dei Gigli Tenuta Sant’Antonio</strong></li>
<li><strong>Amarone della Valpolicella DOC 1999 Campo dei Gigli Tenuta Sant’Antonio</strong></li>
<li><strong>Amarone della valpolicella DOC 1998 Roccolo Grassi</strong></li>
<li><strong>Amarone della Valpolicella DOC 1997 Ernesto Ruffo</strong></li>
</ul>
<p>Alla degustazione parteciperanno i produttori Marco Sartori, Luca Fraccaroli, Ernesto Ruffo e Tiziano Castagnedi.<br />
Al termine della degustazione Le tavole del Soave offriranno un buffet a tutti i partecipanti a base di prodotti tipici della Lessinia veronese nel giardino romano &#8211; rinascimentale della villa.<br />
Per partecipare all’evento prenotare telefonando al seguente numero 3315782675, oppure <a href="mailto:bpasquali@yahoo.it">cliccate qui </a>per inviare una mail.</p>
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		<title>Vini di Moda, Vini Sempreverdi, Fascette e Biodinamica</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 18:44:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Perbellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Considerazioni]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto il 2 maggio, con l&#8217;organizzazione a cura della Festa dei Vini Classici della Valpolicella di Pedemonte (VR) e del Palio del Recioto di Negrar (VR), il convegno dal titolo &#8220;Vini Trendy, Vini Evergreen: quando il trionfo di oggi diventa un successo senza tempo&#8221;.<br />
Molta la carne al fuoco, compreso una riunione del Consorzio della Valpolicella, con una novità abbastanza importante: quindi vedremo di parlarne e commentare.</p>
<p><strong><em><span id="more-103"></span></em>Biodinamica e Champagne:anche Poiana Maggiore era Biodinamico?<em> </em></strong></p>
<p>Il primo intervento della serata è stato dell&#8217;enologo Hervè Jestin, della Maison Fleury Père et Fils Champagne (<a href="http://www.champagne-fleury.fr/">il sito</a>): oltre a rappresentare il vero Sempreverde e sempre di Moda Champagne, la Maison da circa 10 anni pratica la viticoltura biodinamica, e nel settore in Francia è una delle voci più autorevoli, seconda forse al solo Nicholas Joly della <a href="http://www.coulee-de-serrant.com/">Coulèe de Serrant</a>.<br />
Non starò a tediarvi con la viticoltura biodinamica, perché la conosco poco, e quindi la castroneria è in agguato, al limite guardatevi il <a href="http://www.rudolfsteiner.it/">sito italiano </a>di Rudolf Steiner, colui che codificò la biodinamica, per avere notizie precise: se credete all&#8217;influenza delle varie forze naturali e cosmiche sulla vita animale e vegetale, allora qui c&#8217;è da divertirsi.<br />
Monsieur Jestin, con l&#8217;ausilio di prove ed esperienze, dice che la viticoltura biodinamica dà grandi risultati, mentre per la vinificazione e tecniche di cantina la sperimentazione è ancora aperta, in quanto lo Steiner non fece in tempo a dedicarcisi, e quindi si opera rispettando i suoi principi.<br />
Alla fine comunque l&#8217;esortazione ai presenti è di provare la Viticoltura Biodinamica: alla Fleury i risultati sono ottimi Champagne.<br />
Una cosa soltanto: ho ricordi del nonno e di molti vecchi contadini che non muovevano foglia nei campi se Luna e Sole non erano &#8220;come si deve&#8221;o se non era Consigliato dal &#8221; Lunario di Pojana Maggiore&#8221;, leggendario Astrologo-Contadino veneto, che tramite il suo lunario, appeso in ogni stalla e deposito agricolo, scandiva la vita contadina e le sue attività secondo la Luna ed altri astri.<br />
Vuoi vedere che i nostri nonni ascoltando Pojana Maggiore praticavano l&#8217;Agricoltura Biodinamica senza saperlo?<strong> </strong></p>
<p><strong>L&#8217;Egoismo Solidale della Franciacorta</strong><br />
Con questo semplice concetto, Mattia Vezzola, enologo gardesano della <a href="http://www.bellavistawine.it/">Bellavista</a>, una delle maggiori aziende della Franciacorta, ha superbamente riassunto uno dei motivi che hanno reso questa zona vinicola come un nuovo classico, nell&#8217;attesa di diventare sempreverde, dello spumante in Italia, anche se giustamente si arrabbiano quando si chiama spumante un Franciacorta: questa denominazione, assieme a Champagne e la spagnola Cava, può escludere dall&#8217;etichetta la dicitura vino spumante e il metodo di produzione, Franciacorta vuol dire Franciacorta e basta, e lo stesso vale, ovviamente anche per Champagne e Cava.<br />
L&#8217;Egoismo Solidale che ha portato a questo risultato, dovrebbe fare scuola anche nelle altre regioni vinicole, ma i classici interessi del quartierino tipici dell&#8217;Italietta Vinicola fanno in modo che l&#8217;insegnamento bresciano resti quasi una parola al vento, anche se fortunatamente non sempre è così: abbiamo l&#8217;esempio della DOC Breganze e della DOCG Montefalco Sagrantino che si stanno muovendo allo stesso modo, con una sola differenza, che i Bresciani lo fanno meglio.</p>
<p><strong>Come Montefalco Sagrantino è diventato un classico</strong><br />
L&#8217;intervento di Marco Caprai, dell&#8217;omonima <a href="http://www.arnaldocaprai.it/">azienda</a>, con un breve excursus, ha spiegato come pochi ma volenterosi viticoltori di Montefalco, abbiano recuperato il vitigno Sagrantino, e nonostante i pareri contrari dei &#8220;soloni&#8221; locali, siano riusciti, cavalcando il concetto di vino di nicchia di qualità e di produzione inferiore alla domanda, a creare un nuovo classico.</p>
<p><strong>Amarone: le nuove fascette ne faranno un classico?<br />
</strong>Su quanto detto al convegno sull&#8217;Amarone non posso riportarvi alcunché, essendomi perso gli interventi di Severino Barzan della <a href="http://bottegavini.it/">Bottega del Vino</a>, tempio del vino in Verona e nel mondo, e di Emilio Pedron, AD dell Gruppo Italiano Vini e fino a poco fa, presidente del Consorzio Vini della Valpolicella, se non che di sicuro è trendy e tira, vedi anche il <a href="http://www.wineplanet.it/index.php/2008/02/04/anteprima-amarone-2004-2/">mio articolo</a>, e che a Villa Quaranta giocava in casa.<br />
Quello che invece è interessante, invece, è l&#8217;assemblea del Consorzio Vini della Valpolicella, che nello stesso pomeriggio ha deliberato l&#8217;ormai mitica e più volte annunciata fascetta di stato per i vini della Valpolicella ottenuti da uve appassite, ovvero Recioto e Amarone, e atta a garantirne la tipicità e la qualità.<br />
Ma quello che mi chiedo: a cosa serve la nuova fascetta?<br />
Non è quella della di una volta della DOC, e nemmeno quella DOCG, e Dio ce ne scampi, visto che in Veneto la DOCG porta sfortuna, e vedi il caso Brunello, non salvaguarda nulla.<br />
Poi col discutibile disciplinare della Valpolicella, che permette l&#8217;imbottigliamento dei suoi vini anche fuori zona DOC, non salvaguarda nemmeno gli ignari consumatori stranieri, visto che mi sembra di capire che la fascetta sia solo per i vini venduti in Italia.<br />
Poi la fascettatura sarà obbligatoria non da una determinata vendemmia, ma per gli imbottigliamenti fatti dal 1 luglio 2008, e non è chiara la posizione delle bottiglie di quelle aziende che hanno già imbottigliato Amarone e Recioto, che lo stanno giustamente affinando in bottiglia prima di etichettarlo e commercializzarlo e che corrono il rischio di  ritrovarsi con Amarone e Recioto di &#8220;serie B&#8221; perché senza fascetta.<br />
Sempre il disciplinare che dal 2003, ovvero dai vini in commercio dallo scorso anno, permette l&#8217;uso dei soliti vitigni gramigna cabernetmerlotsirah nella stessa percentuale dei veri vitigni veronesi come molinara e oseleta, che tipicità garantisce ai consumatori, quando storicamente i vini della Valpolicella sono sempre stati a base di uve corvina, rondinella, molinara e altre varietà realmente autoctone?<br />
Insomma, forse sono ignorante nel senso che ignoro lo scopo della fascetta, che non è ne DOC ne DOCG, visto che nei punti citati non vedo alcuna salvaguardia per il consumatore straniero, che si vede spesso e volentieri proporre Amaroni al prezzo di un Valpolicella Superiore, ovvero casi simili al Parmesan, alla Mozzarella della Campana o della Pommarola cinese, e quanto all&#8217;italiano sa benissimo leggere l&#8217;etichetta.<br />
E le tipologie Valpolicella, Valpolicella Superiore e Ripasso sono figlie di nessuno, visto che la &#8220;garanzia&#8221; è rivolta principalmente all&#8217; Amarone e al Recioto?<br />
Insomma, questa fascetta qualcuno me la spieghi.</p>
<p>Detto questo per adesso vi saluto.</p>
<p>Max Pigiamino Perbellini</p>
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